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Nepi - Maltrattamenti all'asilo - In aula i racconti dei genitori degli alunni: "Li riempiva di calci e tirate d'orecchie, insulti e parolacce"

“La maestra ha lasciato mio figlio sanguinare per ore…”

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Nepi - L'istituto comprensivo Alessandro Stradella

Nepi – L’istituto comprensivo Alessandro Stradella

Nepi – Hanno raccontato di tirate d’orecchie e calci ai figli. Di pennarelli lanciati contro i bimbi, che venivano riempiti di insulti e parolacce. I genitori degli alunni della scuola dell’infanzia Stradella di Nepi sono i primi testimoni nel processo a carico di Silvia Palma, la maestra 40enne che a inizio 2017 è stata sospesa per un anno dall’insegnamento per maltrattamenti aggravati e abbandono di minori.

Ieri il giudice Gaetano Mautone ha ascoltato due mamme. “Mio figlio – spiega la prima – ora frequenta la seconda elementare, ma nell’ultimo anno di asilo è stato maltrattato dalla maestra. Mi raccontava che gli tirava le orecchie per farlo mettere seduto, che gli lanciava i pennarelli contro, che strattonava e prendeva a calci lui e i suoi compagni di classe. Mio figlio è un bambino molto sensibile e in quel periodo, a casa, quando faceva qualcosa che non doveva, si accovacciava a terra, si copriva la testa con le mani e scoppiava a piangere. Quando gli ho chiesto perché facesse così mi ha risposto che aveva paura che lo picchiassi come faceva la maestra”.

Il racconto diventa sempre più terribile. “Mio figlio – continua la mamma – è stato operato cinque volte ai testicoli. Una mattina, mentre giocava con i compagni di classe, gli si è aperta la ferita e ha iniziato a perdere sangue. Ma la maestra non si è resa conto di nulla, se ne sono accorti gli altri bambini. L’insegnante non ha fatto niente, l’ha lasciato piangere, disperarsi e perdere sangue per più di due ore prima di farmi chiamare. Doveva allertarmi subito. Dopo tutti questi episodi mio figlio non voleva più andare a scuola”.

Vittime dell’insegnante sarebbero stati 24 alunni. I genitori di sette di loro si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Marco Russo e Mara Mencherini. Mentre l’imputata è difesa dai legali Michele Rizzo e Vania Serena Oliverio, sostituiti da Fausto Barili. A inchiodarla i video delle telecamere nascoste piazzate in aula dai carabinieri, a cui le mamme e i papà dei piccoli si sono rivolti.

“Mio figlio – racconta un’altra madre – un giorno mi ha detto: ‘La maestra mi ha preso a calci. Stavo giocando per terra quando mi ha dato un calcio e mi ha detto di raccogliere i giocattoli’. Non voleva più andare a scuola, era diventato aggressivo e diceva le parolacce. Quando entrava il luoghi rumorosi o pieni di gente, si nascondeva sotto i tavoli e si copriva le orecchie. Viveva in uno stato di paura. Paura vera. E io era molto preoccupata ma anche molto arrabbiata, così insieme ad altri genitori sono andata dalla preside che ci ha invitato a rivolgerci ai carabinieri e ci ha detto che lei sarebbe stata pronta a collaborare e ad appoggiarci”.

La testimonianza della mamma prosegue. “Non ho mandato mio figlio a scuola per qualche giorno, ma poi è dovuto rientrare. Ma lo costringevo. ‘Perché mi mandi all’asilo se sai che la maestra mi mena? – mi chiedeva -. Conta fino a tre e poi tira a uno schiaffo al bimbo che gli è più vicino. Dice le parolacce, che gli facciamo schifo. Un giorno mi ha dato uno schiaffo e quasi mi rompeva la vena della testa’. Quando l’insegnante è stata sospesa – conclude la madre – mio figlio ha esultato: Evviva, è andata in prigione”.

Il 12 marzo 2019 la prossima udienza. Un’udienza straordinaria, durante la quale il giudice ascolterà ben dieci testimoni.


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19 settembre, 2018

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