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Cultura - Domani all'università agraria un incontro curato dagli etruscologi di Milano

La storia di Tarquinia studiata dall’archeozoologia

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Gli scavi di Gravisca

Gli scavi di Gravisca

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – A Tarquinia il 14 settembre 2018, a cura dell’insegnamento di Etruscologia dell’università degli studi di Milano (docente Giovanna Bagnasco Gianni), si riuniscono per la prima volta i protagonisti della ricerca archeologica e archeozoologica che si svolge sul pianoro della Civita, alla necropoli e vicino al mare, nel santuario emporico di Gravisca.

L’archeozoologia è una disciplina preziosa per lo sviluppo delle nostre conoscenze sui modi di vita del passato e sul rapporto fra uomo e animali, che si ricongiunge al nostro presente in maniera impressionante. Per questo si è deciso di svolgere l’incontro nell’edificio storico dell’università agraria di Tarquinia, la cui attività è in gran parte incentrata sull’allevamento.

Il presidente dell’università agraria, Sergio Borzacchi, insieme agli amministratori ha voluto così accogliere gli esperti in maniera tale da poter saldare in un’ideale continuità le conoscenze che si stanno pazientemente raccogliendo nei vari siti archeologici con quelle attuali.

Verranno attraversate dunque le varie epoche, da quella più remota della fondazione della città etrusca, al Medioevo fino a affacciarsi sulla contemporaneità.

L’incontro si svolge sotto l’egida dell’ente, del comune di Tarquinia e della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, i cui rappresentanti apriranno la seduta. 

Interverrà il presidente dell’Associazione italiana di archeozoologia, Umberto Tecchiati, che dal 2009 è coinvolto nelle attività dell’università degli studi di Milano a Tarquinia. Ha formato nel tempo giovani esperti dediti a questa ricerca specialistica, tra cui una delle relatrici.

Modererà gli interventi la professoressa Corinna Riva dell’University college di Londra.

Gli interventi inerenti al Pianoro si svolgono in ordine cronologico, dagli albori del periodo villanoviano fino al Medioevo e riguardano i casi studio del complesso monumentale (Bagnasco Gianni, Tecchiati, Prato), della domus romana del Mitreo (Mastrocinque, Scavone) e della chiesa medievale di Santa Restituta (Stasolla, Casocavallo, Prato).

Gli interventi relativi al santuario emporico di Gravisca sono mirati alla presentazione di uno dei contesi più significativi, ovvero il pozzo di Demetra (Fiorini, De Grossi Mazzorin).

Gli interventi sulla necropoli si focalizzano sullo straordinario rinvenimento della tomba dei Demoni azzurri sia dal punto di vista dei reperti faunistici, sia delle riproduzioni di animali d’eccezione sulle pareti della tomba (Cataldi, De Grossi Mazzorin, Masseti).

Università agraria di Tarquinia


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13 settembre, 2018

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