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Grotte di Castro - Il 25enne è stato già colpito in passato da una diffida del prefetto - Dopo la convalida, è stato rimesso in libertà in attesa del processo

Molesta mamme e bimbi, profugo rischia la revoca dell’accoglienza

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Grotte di Castro – E’ stato rimesso in libertà senza alcuna misura il 25enne nigeriano ospite del centro di accoglienza “Don Orione” di Grotte di Castro arrestato dai carabinieri nella tarda serata di domenica dopo l’allarme fatto scattare da alcune donne perché stava molestando mamme e bambini al parco. 

Il profugo rischia però la revoca dell’accoglienza essendo stato già colpito da una precedente diffida del prefetto. 

Secondo i testimoni, l’extracomunitario avrebbe inviato baci e insistito nel tirare mazzetti d’erba, facendosi sempre più sotto alle vittime, radunate nei giardini pubblici, fino a quando non si sono rivolte ai carabinieri della locale caserma per convincerlo ad allontanarsi.

L’episodio si sarebbe inserito in un momento di lutto per il paese, sconvolto dalla tragica morte, avvenuta poche ore prima, nel primo pomeriggio di domenica, di un agricoltore 57enne, Massimo Paris, schiacciato dal proprio trattore mentre, verso le ore 14,30, era al lavoro in contrada Regazzano.

Non contento il nigeriano, alla vista delle divise, si è scagliato contro i militari della locale stazione, guidati dal maresciallo maggiore Stefano Dal Canto. A farne le spese è stato proprio il comandante, aggredito a calci e pugni, medicato dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Acquapendente con una prognosi di tre giorni per un violento colpo ricevuto a una spalla mentre cercava di fermare il giovane per identificarlo.

Ai militari non è rimasto altro che bloccare e trarre in arresto il richiedente asilo, non nuovo ad analoghe intemperanze e per questo già colpito da una diffida del prefetto per la quale rischia la revoca della misura d’accoglienza. 

Accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, il 25enne ieri mattina è comparso davanti al giudice Roberto Colonnello che, convalidando l’arresto, lo ha rimesso in libertà senza alcuna misura, nonostante il pubblico ministero avesse chiesto l’obbligo di firma. Ha quindi concesso i termini a difesa all’avvocato Enrico Valentini, che assisteva l’imputato in sostituzione della collega Anna Paradiso, rinviando il processo per direttissima al prossimo 18 settembre. 

 


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11 settembre, 2018

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