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Tribunale - Il pm Siddi per Viviana Tartaglini aveva chiesto una condanna a otto mesi

Assolta la giornalista accusata di aver truccato l’esame da professionista

Viviana Tartaglini

La giornalista Viviana Tartaglini

Il pm Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi

L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato della difesa Franco Taurchini

Viterbo – (sil.co.) – Assolta con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, l’ex collaboratrice di Paolo Gianlorenzo, la giornalista Viviana Tartaglini, accusata di avere truccato l’esame per diventare professionista sostenuto a gennaio 2011. Il pubblico ministero Massimiliano Siddi aveva chiesto una condanna a otto mesi, il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei ha dato ragione al difensore Franco Taurchini, che ha chiesto l’assoluzione.

I fatti risalgono ai tempi in cui Gianlorenzo dirigeva Nuovo Viterbo Oggi e l’Opinione di Viterbo, presso le quali l’imputata aveva svolto il praticantato. Secondo l’accusa, la Tartaglini sarebbe diventata professionista col trucco, copiando l’articolo scritto per lei da un collega della redazione sportiva sul campione di motociclismo Valentino Rossi nella prova sostenuta a Roma nella sessione del 18 gennaio 2011, della quale avrebbe conosciuto in anticipo il titolo. 

E’ uno dei filoni della maxi inchiesta “Vinitaly-macchina del fango”, sfociata nel processo a 8 imputati, tra i quali Gianlorenzo e l’ex assessora regionale all’agricoltura Angela Birindelli, oltre alla stessa Tartaglini, secondo la quale l’accusa di avere copiato l’esame sarebbe stata frutto di una vendetta per il clima avvelenato che in quel periodo, a causa della crisi, si stava vivendo in redazione. 

“Al redattore avevo chiesto solo di rileggere un articolo che avevo scritto io per darmi un parere tecnico, trattandosi di sport. Una traccia attesa per via dello scalpore fatto dal cambio di scuderia del pilota. Me lo sono poi fatto mandare per e-mail perché ero già a Roma per sostenere l’esame”, ha detto, lasciandosi interrogare, per fornire la sua versione prima della sentenza.

“Mi preoccupavo che avesse un taglio troppo femminile o troppo discorsivo, che mi fossi allungata troppo, che non avessi usato la terminologia appropriata, ma l’elaborato era assolutamente mio. Come lo era l’articolo di cronaca nera su Sarah Scazzi per cui ero stata bocciata la volta precedente. Per queto ho preferito cimentarmi con lo sport piuttosto che rischiare di rifare gli stessi errori”, ha proseguito.

“Si sono inventati tutto, perché i rapporti si erano inaspriti, sono stata vittima di calunnia”, ha concluso, ribattendo alle domande incalzanti del pm Siddi, informato mesi dopo da alcuni cronisti dei quotidiani di Gianlorenzo, quando mezza redazione denunciò il direttore e la stessa Tartaglini per tentata estorsione, in seguito alla richiesta di diminuirsi lo stipendio, se non volevano essere cacciati dal giornale in crisi.

Una vendetta per il difensore Franco Taurchini. 

12 settembre, 2018

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