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Cultura - Una festa importante questa del 2018, come sempre del resto, che la città di Viterbo si appresta a commemorare in forma solenne

Settecentosessanta anni fa la traslazione del corpo di Santa Rosa

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La traslazione del corpo di santa Rosa

La traslazione del corpo di santa Rosa

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’importante ricorrenza riguarda l’anniversario della traslazione del Sacro Corpo di Santa Rosa.

Infatti il 4 Settembre 1258 papa Alessandro IV, accompagnato da quattro cardinali, diede ordine di eseguire la traslazione del Corpo di Santa Rosa dalla sepoltura interna alla chiesetta di Santa Maria del Poggio (Chiesa della Crocetta) all’attuale Monastero della Clarisse di San Damiano, che da quel giorno prese il nome della Santa viterbese morta a circa 17 anni di età, nel marzo 1251, dopo la dolorosa fatica del suo esilio.

Fatto importantissimo quello della traslazione del Corpo, per il culto viterbese, perché da quel momento si iniziò a celebrare la festa liturgica in onore della Santa patrona della città di Viterbo.

Santa Rosa nel 1251 fu sepolta prima nel cimitero della sua parrocchia di Santa Maria in Poggio, poi nell’anno successivo trasportata nella stessa chiesa parrocchiale per la “inspectio corporis” all’inizio del processo di canonizzazione che Papa Innocenzo IV aveva ordinato con la “Bolla in Sanctis suis” del 25 novembre 1252.

Sei anni dopo, crescendo la fama di santità di Santa Rosa, Papa Alessandro IV ordinò la solenne traslazione del suo corpo. In questo modo, secondo la prassi del tempo, si realizzò la canonizzazione di Santa Rosa.
Da questo momento in poi, cioè dal 1258, a Rosa il titolo di Santa le spettò, nella chiesa, di diritto “et quidem, canonice et regulariter”, come aveva detto papa Innocenzo IV, ed in seguito fu sempre appellata con il titolo di Santa o di Beata.

Da sempre la fama di santità è nata tra il popolo, nella fattispecie possiamo riscontrare il “principio della inventio” (ritrovamento del corpo), il “principio della rivelatio” (rivelazione del luogo dove si trovano le spoglie della santa) e il “principio della translatio” (traslazione delle stesse sue spoglie in più degno luogo di sepoltura).

Per il papa Alessandro IV, tra l’altro, la traslazione del Corpo fu un’intuizione geniale per dirimere le gelosie e le controversie in atto tra i due monasteri vicini concorrenti.

É in questo momento cruciale che, tra le diverse forme di festeggiamento tradizionale e religioso, l’attuale Trasporto della Macchina di Santa Rosa affonda le proprie radici.

Dal semplice baldacchino sul quale venne effettuata la traslazione, all’attuale struttura alta 28 metri sopra le spalle dei valorosi Facchini.

Sicuramente la città renderà onore in forma solenne a questa ricorrenza importante.

Silvio Cappelli

3 settembre, 2018

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