--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Reading - Lo rileva uno studio dell'università di Reading sulle onde d'urto provocate dall'esplosione delle bombe

Tracce dei bombardamenti della seconda guerra mondiale fino all’atmosfera

Condividi la notizia:

Formazione di B-17 sopra Schweinfurt in Germania il 17 agosto 1943

Formazione di B-17 sopra Schweinfurt in Germania il 17 agosto 1943

Reading – I bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale hanno lasciato tracce nell’atmosfera.

Lo ha rilevato uno studio dell’università inglese di Reading pubblicata sulla rivista Annales Geophysicae.

Le onde d’urto delle esplosioni delle bombe sarebbero arrivate fino nell’atmosfera, ad oltre mille chilometri di altezza, indebolendo lo strato più esterno vicino allo spazio.

Germania, Francia, Italia, Romania, Austria, sono stati i paesi più colpiti dai bombardieri alleati in Europa. Dal 1943 gli americani e gli inglesi iniziarono delle campagne di incursioni aeree contro le principali città e le più importanti fabbriche di munizioni.

“Finora non ci si era mai resi conto dell’impatto delle bombe negli strati più alti dell’atmosfera – ha spiegato lo studioso Chris Scott -. Ogni raid ha rilasciato l’energia di circa trecento lampi”.

La ricerca degli studiosi è iniziata dall’analisi delle registrazioni giornaliere tra il 1943 e il 1945 dal centro di ricerca per le onde radio di Slough, in Gran Bretagna, analizzando i cambiamenti rilevati nella ionosfera durante 152 incursioni aeree alleate nel territorio europeo.

Si è scoperto che la concentrazione di elettroni diminuiva drasticamente mentre le bombe esplodevano vicino a terra, probabilmente a causa di un riscaldamento dell’aria. 

“I piloti che partecipavano ai raid – ha aggiunto Patrick Major, l’altro autore della ricerca – spesso riportavano danni agli aeroplani anche se si mantenevano al di sopra dell’altitudine raccomandata, mentre chi si trovava a terra sotto i bombardamenti veniva sbalzato via dalle onde d’urto delle esplosioni”.


Condividi la notizia:
27 settembre, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR