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L'irriverente - Dopo la replica di Giulio Marini l'invito ai tre parlamentari viterbesi a darsi da fare per lo scalo

Viterbo airport, game over davvero?

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Raccontano che un ministro della prima Repubblica, Bruno Visentini, dicesse del collega di governo Nicolazzi che… faceva “solo rima”. Anche all’Irriverente non rimane che far lo stesso dopo aver scritto dell’aeroporto-aborto perché è “cosciente” di non contare “niente”.

Ma uno come Giulio Marini che i viterbesi elessero due volte presidente della provincia, sindaco, senatore e deputato ha invece l’autorevolezza di aspettarsi che sia raccolto l’invito da lui rivolto su Tusciaweb a “ribaltare” il già prevalso interesse del “capitale” su quello unanime ed istituzionale (enti locali e tecnici, regione, governi) che aveva scelto Viterbo a sede del terzo aeroporto del Lazio.

Si collega oggi, infatti, il game over di Viterbo all’interesse della società Aeroporti di Roma ad allargare Fiumicino attraverso l’esproprio pubblico dei terreni di Maccarese di proprietà del “capitale” Benetton che la controllava, mettendo le mani pure (ma era solo argent de poche) sul finanziamento previsto per la Tuscia in cui la stessa AdR avrebbe dovuto gestire lo scalo.

Marini lo ha scritto. Aspetta l’iniziativa “dei parlamentari eletti”, due terzi dei quali antichi suoi discepoli, ma pure il Comune potrebbe vedere tra le carte se è rimasto qualcosa in sospeso, e forse c’è. A palazzo siedono Arena, fratello siamese di Marini per le piste , e un ultras aerofilo della prima ora come Caporossi.

L’iniziativa di Battistoni e Rotelli sarebbe coerente col loro passato e doverosa come quella del senatore Fusco, specialmente dopo la fiducia entusiasta di tanti viterbesi manifestata a Salvini durante quella che il Fatto quotidiano ha chiamato la “sacra processione” del ministro la sera e lungo le vie urbane di Santa Rosa.

Tre i motivi. Anzitutto, per avere dal governo – che pare non portare peli sulle lingue – la conferma o meno di quanto scritto dai giornali in questi giorni sulle rotte Fiumicino, Ciampino low cost, Maccarese e Viterbo.

Poi, perché, stando a quel che è successo e succederà a Genova, non è chiaro il futuro dei progetti turbo su Maccarese e della localizzazione dei low cost.

Infine, perché – visto quanto tribolati sono il completamento della Trasversale, la Cassia transitabile, le ferrovie – è ormai chiaro che senza un veicolo statale traente quale può essere un aeroporto utile alla capitale del paese, a Viterbo non arriveranno soldi veri pubblici e privati.

Ci pensino loro, questi giovani parlamentari, dopo che i loro predecessori che nel Pd avevano ruoli nazionali primari non poterono, diciamo, fare molto.

Ma l’irriverente fa solo rima con niente e quanto scritto a niente servirà. Probabilmente. Però grazie lo stesso. Vorrà dire che continueremo a fermarci al passaggio a livello di piazzale Gramsci.

Renzo Trappolini


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10 settembre, 2018

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