--

--

Ezio-mauro560x60

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Viterbo - Stalking di una donna sulla vicina di casa - La testimonianza ieri di un poliziotto

“Ogni volta che la incontrava, le dava della puttana”

Caffeina-Tutankhamon-9-11-18-560x80-ok

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – (sil.co.) – “Hai ammazzato tuo marito per fare la bella vita coi suoi soldi”. E’ ripreso ieri davanti al giudice Giacomo Autizi il processo per stalking a una donna di Viterbo che con queste parole, e non solo, avrebbe apostrofato la vicina di casa. 

“Ogni volta che la incontrava, la vicina le dava della puttana”, ha detto in aula un poliziotto, testimone della presunta vittima. 

Vittima una vedova, cui l’imputata avrebbe anche gettato addosso acqua, rifiuti e varechina dal balcone, schiacciato il dito di una mano nella porta e dato spintoni facendola cadere per le scale. Scenario, tra il 2010 e il 2016, una palazzina della centralissima piazza Dante, nel cuore di Viterbo. 

A processo per stalking è finita un’italiana. Parte civile una vedova d’origine romena, che nel corso degli anni ha sporto una decina di querele. 

Durante l’ultima udienza, è stato sentito un poliziotto del commissariato di Orvieto, amico della presunta vittima, cui la donna avrebbe chiesto consiglio e raccontato le sue traversie nel corso di una lunga serie di telefonate. 

“E’ vero – ha detto l’uomo – ci eravamo conosciuti al funerale di suo marito e le avevo lasciato il mio numero, se avesse avuto bisogno. Mi ha chiamato per la prima volta nel gennaio del 2011, dicendomi che la vicina spostava i mobili e faceva la lavatrice nel cuore della notte. Poi ci sono state altre telefonate, perché non solo i rumori continuavano, ma quando la incontrava la insultava, le dava della puttana, e si sentiva minacciata, avendo all’epoca una figlia ancora piccola. Poi a giugno del 2011 mi ha detto che la situazione era diventata insostenibile e che aveva deciso di vendere casa per porre fine alla persecuzione”. 

Il poliziotto non ha visto niente con i suoi occhi. “Tutto de relato, ma le telefonate sono state davvero tante, per sfogarsi e per chiedermi consiglio su come doveva comportarsi”, ha sottolineato. 

“Per colpa della vicina, ho anche messo in vendita la casa che avevo comprato per me e mia figlia, all’epoca minorenne, nel 2010, quando sono rimasta vedova. Me ne ha fatte di tutti i colori, A me dava della puttana e a mia figlia della bastarda”, ha detto in aula la presunta vittima nell’udienza dello scorso primo marzo, raccontando la presunta serie di persecuzioni di cui sono state fatte oggetto nel corso di sei lunghi anni, anche se i fatti del processo vanno da luglio 2013 a marzo 2014. 

“Io vorrei anche perdonarla, tanto ormai lei ha cambiato casa, io me la sono tenuta ed è finita. Ma siccome già una volta davanti al giudice avevamo promesso tutte e due di fare le brave e fare pace, e lei invece ha continuato, stavolta non me la sento”, ha proseguito. 

Il peggio sarebbe stato durante il weekend: “Lei il venerdì, sabato e domenica lavorava fino a notte fonda in una discoteca di Pescia Romana – ha raccontato la romena – e quando tornava, verso le tre, invece di andare a letto, faceva la lavatrice e sbatteva le finestre, lo faceva apposta per tenerci sveglie”.

Avrebbe avuto talmente tanta paura della vicina,  da non avere neanche il coraggio di dirle di spostare la macchina: “Una volta, era parcheggiata davanti al quadro del mio contatore e io dovevo fare l’autolettura, allora ho chiamato i vigili urbani che però mi hanno detto che se facevano la multa a lei, la dovevano fare a una ventina di macchine e se ne sono andati via”.

Il processo riprenderà il 10 dicembre.

14 settembre, 2018

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR