Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

Tutankhamon-560x80

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Istat - Nell'ultimo anno più di 300 nuove attività, nessun'altra regione cresce a questi ritmi - L'analisi degli operatori del settore

Agriturismi, è boom di aperture nel Lazio

di Alessandro Castellani
Confagricoltura Viterbo-Rieti - Il presidente Giuseppe Ferdinando Chiarini

Confagricoltura Viterbo-Rieti – Il presidente Giuseppe Ferdinando Chiarini

Coldiretti - Il presidente Mauro Pacifici

Coldiretti – Il presidente Mauro Pacifici

Roma – Cresce a dismisura il settore delle aziende agrituristiche nel Lazio.

Secondo i recenti dati Istat, in un solo anno, tra il 2016 e il 2017, nella regione sono state avviate ben 306 nuove attività. Un aumento del 32,3%, che fa del Lazio il territorio nettamente più in crescita a livello nazionale, sia come valori assoluti che percentuali.

Il gap con le altre regioni è addirittura sorprendente. L’Umbria, seconda in classifica con 121 nuovi agriturismi, è staccata di quasi 200 unità. In termini di aumenti percentuali, invece, dietro al Lazio c’è la Sicilia, che però si ferma al +13%, cioè il 19% di crescita in meno rispetto alla regione capitolina. 

Il Lazio rimane molto distante dalla Toscana e il Trentino-Alto Adige, le regioni che storicamente primeggiano nel settore agrituristico, ma si avvicina in maniera sensibile ai numeri di Lombardia, Veneto, Umbria e Piemonte. Se il trend di crescita dovesse essere confermato a questi livelli, l’aggancio si potrebbe completare già entro il 2018.

Ma come si può spiegare un boom del genere? È la conseguenza di una crescita turistica a tutto tondo, oppure il Lazio sta scoprendo solo ora il potenziale del settore agrituristico? 

Il presidente di Confagricoltura Viterbo-Rieti, Giuseppe Chiarini, sembra propendere più per la prima ipotesi. 

“L’aumento dell’offerta agrituristica è in linea con la crescita generale del turismo in tutto il Lazio – commenta -. Fenomeni come quello di Civita di Bagnoregio, che sta facendo registrare incrementi sempre più importanti di visitatori, hanno ricadute positive su tutto l’indotto, compresi ovviamente gli agriturismi. In più i nostri operatori ci mettono del loro, perché sono molto attenti a curare i particolari e a salvaguardare la qualità delle produzioni. L’agriturismo è un valore aggiunto anche per la vendita diretta e la somministrazione dei prodotti e la Tuscia, da questo punto di vista, è a livelli d’eccellenza assoluta”.

Secondo Mauro Pacifici, presidente provinciale di Coldiretti, si tratta di un insieme di fattori.

“La crescita turistica del Lazio è sicuramente una concausa – è la sua analisi – ma bisogna anche dire che molte aziende del settore primario oggi faticano ad andare avanti con la mera attività di produzione agricola, quindi si sono ristrutturate seguendo nuovi parametri redditizi. Il Lazio è una delle regioni più importanti d’Italia a livello agricolo, con un paniere di produzione molto diversificato e qualificato: basti pensare alla mozzarella di bufala dell’area meridionale, oppure alle produzioni d’eccellenza nella Tuscia. Se a questa ricchezza dell’offerta uniamo la tendenza alla riscoperta del cibo di qualità e la capacità organizzativa di associazioni come la nostra, abbiamo creato tutte le condizioni per il periodo di grande fertilità che stiamo vivendo”.

 

14 ottobre, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR

Ciminauto -1036x80-16-10-18-OK