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Viterbo - I cento giorni di Giovanni Arena in comune - Intervista al sindaco - Progetti, delusioni e il primo scoglio, i rifiuti

“Ho riorganizzato l’amministrazione e riavvicinato la gente…”

di Giuseppe Ferlicca

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Giovanni Arena alle prese con le linee guida

Giovanni Arena alle prese con le linee guida

Giovanni Arena alle prese con le linee guida

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Giovanni Arena alle prese con le linee guida

Giovanni Arena alle prese con le linee guida

Giovanni Arena alle prese con le linee guida

Giovanni Arena alle prese con le linee guida

Viterbo – Cento giorni vissuti faticosamente. Mentre sta predisponendo le sue linee guida che presenterà in consiglio comunale, Giovanni Arena parla dei suoi tre mesi da sindaco a palazzo dei Priori. I progetti, le critiche e una maggioranza ritenuta piuttosto litigiosa.

Come sono stati questi primi cento giorni?
“Li ho voluti caratterizzare – spiega Giovanni Arena – come promesso in campagna elettorale, su due punti in particolare. Intanto, la riorganizzazione della macchina amministrativa. Ci sono quasi riuscito, sostituendo i dirigenti che nel tempo se ne erano andati. La considero una vera e propria rivoluzione. Ne erano rimasti tre, entro fine mese saliremo a sette, oltre al nuovo segretario generale. Un intervento del genere, le ultime amministrazioni non lo avevano mai attuato. In modo così sostanzioso, intendo”.

E l’altro punto?
“Riavvicinare l’amministrazione alla gente. Ho ripreso a ricevere i cittadini, abitudine abbandonata da tempo. Mi ci dedico un giorno a settimana, per sentire tutti. Quelli che non hanno santi in paradiso, ma che come tutti hanno diritto di parlare col sindaco. L’ultima volta, dalle 14,30 ho terminato alle 21,30. Persone che in larga parte hanno un disagio familiare, difficoltà di lavoro. Vengono a trovarmi non solo singoli cittadini, ma pure associazioni. Non ho la bacchetta magica, ma mi pare che la disponibilità sia apprezzata. Il dialogo con la città è importante”.

Sul piano più strettamente politico?
“Con la maggioranza e la giunta stiamo mettendo a fuoco i diversi interventi in vari settori. Viterbo è una bellissima città, con grandi possibilità di sviluppo. Noi puntiamo a ottenere il massimo, maggiore sicurezza, tutelare le fasce più deboli, garantendo dignità a ognuno. Al momento, l’appalto per la gestione dei rifiuti sta portando via tempo. Siamo sicuri che sarà migliore del precedente. Abbiamo già deciso d’eliminare le isole di prossimità, di raddoppiare il lavaggio di strade e piazze. Posizioneremo avvisi per segnalare i giorni in cui sarà effettuata, in modo che siano tenute libere dalle auto”.

Migliorerà la raccolta differenziata in centro? Compito non facile.
“Va considerato che su tredicimila unità raccolte, tra sacchi e mastelli, settemila sono irregolari, perché esposte in momenti o orari sbagliati. E se non sono messe fuori correttamente, poi ci restano anche per due o tre giorni”.

In questi tre mesi abbondanti quali difficoltà ha incontrato, fra previste e impreviste?
“D’inaspettato, devo dire poco. L’esperienza mi consente di conoscere la macchina amministrativa. Motivando il personale del comune, nonostante sia sotto organico e diversi settori siano in sofferenza, hanno risposto in modo coscienzioso, sono soddisfatto dell’attività”.

Il personale a palazzo dei Priori resta un problema.
“Circa venti anni fa c’erano più di 400 persone, oggi 330 e sono in programma molti pensionamenti. Oltretutto, con le modifiche alla riforma Fornero, altri ancora potrebbero anticipare l’uscita. Si rischia la paralisi, per questo stiamo predisponendo gli atti e fare in modo che siano ricoperte posizioni che si libereranno. Oggi, oltretutto, con meno dipendenti il lavoro è pure aumentato”:

In questi cento giorni, invece, interventi per la città?
“Stiamo completando quelli lasciati dalla precedente amministrazione, come l’asfaltatura delle strade. Ho notato che l’intervento a via Garbini, con la scelta d’effettuarlo in notturna, è stato accolto molto favorevolmente”.

Le critiche, però non mancano. Da una coalizione con elementi d’esperienza ci si poteva aspettare di più in tre mesi?
“Avrei voluto fare di più, molto di più, ma da quando sono entrato in comune mi sono reso conto che ci sono diversi elementi a rallentare l’obiettivo. Da giorni arrivo alle 7 del mattino in ufficio, per lavorare tranquillamente prima d’essere travolto dalla routine. Le incombenze sono tante. Le deleghe ancora in mio possesso le vorrei assegnare quanto prima. Per dedicarmi di più ai cittadini, ai rapporti con le associazioni, ma soprattutto, avere più tempo per interagire con regione e ministero. Servono sempre fondi e quelli comunali sono scarsi. Il contatto con le istituzioni superiori è fondamentale”.

La sua maggioranza appare come piuttosto litigiosa, cosa c’è che non va?
“Non mi sembra che ci siano grossi attriti. Niente che non abbia già visto in passato. Magari così ci percepisce qualcuno, ma a me sembra tutta ordinaria amministrazione. Né più né meno rispetto ad altre coalizioni cui ho preso parte. Esistono questioni che sono discusse e poi superate. La giunta sta cominciando a prendere la mira sugli interventi, è concentrata sulle diverse situazioni per la città”.

Uno dei punti cruciali è il termalismo. Senza andare molto in là, almeno il Bullicame riuscirà a riaprirlo?
“Sono contrario a dare date, si rischia d’essere smentiti. Ma penso che entro una quindicina di giorni l’intervento per sostituire il cristallo rotto da vandali possa partire. Poi con la regione stiamo valutando il da farsi per l’acqua. Per le ex Terme Inps, insieme al ‘assessora Nunzi intendo fissare riunioni, dobbiamo sbloccare la situazione e arrivare al bando di gara”.

Sulla ztl, invece, è stata solo la polemica di un momento o l’amministrazione intende presentare una riorganizzazione?
“Al momento stiamo intervenendo sui parcheggi, quello fuori porta Faul. Si ricaveranno posti dalla copertura dell’Urcionio, quindi le Fortezze. Poi c’è via sant’Antonio da sistemare. Senza contare che abbiamo il Sacrario, praticamente un’area di sosta a pochi metri dal cuore di Viterbo. La gente va abituata a fare qualche passo e con i commercianti è possibile studiare convenzioni. Ma nel programma c’è anche la completa sostituzione dei bus Francigena. Intanto ne stanno per arrivare sette, altri di dimensioni ridotte copriranno le tratte dal centro alle aree di parcheggio. Se si organizzano tutti i servizi, col tempo è possibile liberare il centro dalle auto”.

Tra cinque anni come s’immagina Viterbo?
“Mi piace pensare in grande. Come maggioranza abbiamo in mente tre progetti, il collegamento Poggino – Cassia fino all’Oasi, la bretella sulla tangenziale tra santa Barbara e santa Lucia e poi il sottopasso ferroviario, per abolire il passaggio a livello. Due speriamo di riuscire a realizzarli e magari avviare il terzo, della ferrovia. Sarebbe un grande successo. Vorrei una città più pulita, con maggiore decoro, più sicura e vivibile. Ho voluto incontrare gli studenti di tutte le scuole a inizio anno, anche le sezioni distaccate. Abbiamo parlato d’educazione civica. È importante, loro domani sono certo che saranno cittadini migliori di noi”.

Giuseppe Ferlicca

12 ottobre, 2018

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