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Viterbo - Cultura - Intervista a Peppe D'Argenzio degli Avion Travel in concerto al teatro Caffeina il 26 ottobre alle 21 con Privé

“E’ un disco vecchia maniera con gli ingredienti di 15 anni fa…”

di Paola Pierdomenico
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Gli Avion Travel

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Avion Travel

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Viterbo – “E’ un disco vecchia maniera con gli ingredienti di 15 anni fa…”. Peppe D’Argenzio degli Avion Travel parla di ‘Privé‘ l’album di inediti con cui il gruppo campano ritorna sulla scena musicale. Loro sono pronti a raccontarsi e lo faranno con un concerto il 26 ottobre alle 21 al Teatro Caffeina per l’inaugurazione della nuova stagione i spettacoli.

Tornate con un album di inediti dopo molti anni, 15 per l’esattezza. L’ultimo era “Poco Mossi gli altri Bacini” nel 2003. Da cosa nasce questa decisione?
“Il disco – dice Peppe D’Argenzio – nasce dopo un periodo abbastanza lungo e quando, nel 2014, abbiamo iniziato il famoso Retour. Noi sei, il gruppo storico, decidemmo di risuonare e di scegliere, tra il repertorio, i brani che ci sembravano ancora attuali. Questo tour, in realtà, è durato tre anni e c’ha fatto ritrovare. C’ha fatto ritrovare la complicità, il gusto di quello che avevamo fatto e soprattutto c’ha fatto ritrovare il pubblico che, evidentemente, si aspettava qualcosa.

Avevamo il bisogno di scrivere e di misurarci con cose nuove, visto che era passato tanto tempo. Abbiamo quindi cominciato, ma senza particolare fretta o scadenze. C’è stata, nel frattempo, la tragedia di perdere Fausto (Mesolella, scomparso il 30 marzo dello scorso anno, ndr) proprio nel momento in cui iniziavamo a lavorare al disco. Questa cosa, ci ha di fatto motivato ulteriormente, perché era quasi un dovere e un debito tra di noi nei confronti di Fausto di andare avanti. Anche se era più difficile.

Siamo partiti e l’anno scorso ci siamo riservati del tempo per farlo. Abbiamo messo insieme i pezzi che avevamo fatto. La cosa più importante è che abbiamo ritrovato il nostro suono, pur cambiato, perché la mancanza di Fausto è importante. La scelta poi di non sostituirlo, ma di coinvolgere un altro musicista, Duilio Galioto, che è una persona a noi vicina, e quindi spostare la centralità sulle tastiere, si è rivelata una scelta giusta”.

Ha detto che il disco è un “bonsai di quello che avete fatto in passato e che per ascoltarlo ha bisogno di intimità”. Cosa intende?
“Sovverte un po’ le modalità attuali della fruizione, a differenza di molta musica che si ascolta adesso e che viene concepita e fruita come musica di sottofondo e accompagnamento verso altri gesti e azioni. E’ un disco vecchia maniera in cui i pezzi li si apprezza ascoltandoli di nuovo, magari con curiosità e attenzione, cercando di collegare la musica ai testi.

Il bonsai è perché abbiamo scoperto che gli ingredienti sono gli stessi di 15 anni fa e del nostro modo di fare e dare attenzione a certi aspetti come l’arrangiamento che ci distingue un po’ dalla dimensione cantautoriale, anche se poi di fatto facciamo canzoni”.

Come mai questo titolo ‘Privé’ e perché la scelta dell’occhio in copertina?
“Sono collegati nel senso che per il titolo abbiamo scelto una canzone facile da memorizzare e identificare. Per caso, un giorno abbiamo visto questo disegno che è piaciuto a tutti ed è scattata l’associazione tra copertina e titolo. E’ legato all’approccio con cui facciamo le canzoni. C’è un’ironia sul privé, inteso come il privato, ma in realtà c’è anche un significato legato all’intimità, a qualcosa di esclusivo e alla possibilità che qualcuno si regali un tempo privato di ascolto di musica e canzoni che si spera che possano rimanere nel cuore”.

Ognuno di voi ha portato la propria esperienza dei percorsi intrapresi in questi anni, coniugando identità diverse. Come è stato possibile trasferirle nell’album?
“In questo periodo ci siamo misurati con cose nuove e diverse, che si conoscono di meno. E’ stato un mettersi alla prova individualmente rispetto alle proprie capacità e al rapporto con lo strumento o la vocalità. Immaginando poi di ritornare in famiglia con una ricchezza in più. Ognuno quindi è arrivato con le idee più chiare. In realtà, per molto tempo abbiamo lavorato esclusivamente tra di noi, siamo cresciuti insieme e certe esperienze le abbiamo scoperte in gruppo. Siamo molto autodidatti e artigianali. I percorsi individuali ci hanno aiutato ad avere una visione più ampia”.

C’è un filo conduttore che lega i brani?
“Un po’ sì, nel senso che non c’è stata un’idea prima della scrittura, ma poi nel metterli insieme, si sono scoperte delle affinità o il riproporsi di certi temi. Ti fai un’idea di come creare un’opera che abbia una unità. Sicuramente, ci sono una serie di domande legate alla comunicazione e in particolare alla parola e al linguaggio”.

Come si colloca il vostro lavoro nel panorama musicale attuale?
“Chi lo sa, nel senso che ci sentiamo un po’ outsider in tutti i contesti, perché non abbiamo una mentalità di marketing legata alla musica pop. Fortunatamente, questa identità ci è stata riconosciuta e permessa dalla Warner che ha pubblicato il disco. Non abbiamo subìto nessuna pressione e, come in passato, abbiamo ritenuto più giusto lavorare con una certa autonomia e libertà.

Il nostro privilegio è stato anche quello di poter contare su uno zoccolo duro di pubblico che ci seguiva. Ora il problema è rinnovarlo, ricontattare quelli che ci conoscono e quelli che potrebbero conoscerci. E’ quella la sfida. Vediamo anche che chi ci scopre, non conoscendoci, rimane molto ben sorpreso”.

Appuntamento quindi a venerdì…
“Siamo molto contenti di suonare a Viterbo e all’inaugurazione della stagione del Teatro Caffeina di cui ci hanno parlato bene. Proprio per questa nostra dimensione, abbiamo la fortuna di suonare in province e piccoli centri e di essere un po’ fuori dai giri convenzionali dei concerti che sono sempre legati alle stesse grandi città. Ci permette così di coltivare un piccolo orto, anche intimo con il pubblico. Siamo molto curiosi – conclude D’Argenzio – di suonare a Viterbo”.

Paola Pierdomenico


 

Festa di apertura della nuova stagione teatrale Caffeina
Per info 366 7187564
teatro@caffeinacultura.it

Biglietto unico con posto assegnato 25 euro
In prevendita 20 euro + diritti prevendita

Prevendite presso Libreria Caffeina, via Cavour, 9 Viterbo
e boxofficelazio.it
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24 ottobre, 2018

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