Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

Tutankhamon-560x80

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Silver&Gold - Secondo l'accusa, fanno parte di una banda che faceva fondere la refurtiva ad Arezzo

Gioielli e argenteria riciclati in un compro oro, in tre alla sbarra

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

L’operazione dei carabinieri “Silver and gold”

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

L’operazione dei carabinieri “Silver and gold”

Operazione Silver and gold - Parte del materiale recuperato

Operazione Silver and gold – Parte del materiale recuperato

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

L’operazione dei carabinieri “Silver and gold”

L'operazione "Silver and gold"

L’operazione “Silver and gold”

Carabinieri - Operazione Silver and gold

Carabinieri – Operazione Silver and gold

Carabinieri - Operazione Silver and gold

Carabinieri – Operazione Silver and gold

Viterbo – (sil.co) – Operazione Silver&Gold, al via il processo a tre dei quindici arrestati nel blitz scattato il 24 marzo 2015, che ha portato ai domiciliari anche un viterbese, il gestore del compro oro di Grotte Santo Stefano, accusato di far parte di un’organizzazione criminale specializzata nella ricettazione di oro e argenteria rubati, ripuliti tramite il suo negozio e fatti fondere presso un’azienda orafa di Arezzo. 

All’epoca furono sequestrati oltre 700 chili di argenteria, orologi Rolex, pezzi d’arte sacra, tra cui centinaia di quadri, e altri oggetti d’epoca riciclati con l’avallo di false certificazioni di antiquari, uno dei quali di Orvieto.


 Multimedia: fotocronaca – slide – video


Le posizioni dei vari indagati nel frattempo si sono divise, molti hanno scelto riti alternativi. Davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, si è aperto ieri il processo a una delle menti della banda, alla sorella e alla compagna, tutti appartenenti a una famiglia rom residente in un campo sulla via Maglianella a Roma, dove sarebbe avvenuto, tramite canali rigorosamente illeciti, il grosso degli acquisti.

Se ne sono accorti i carabinieri dell’aliquota radiomobile del comando provinciale di Viterbo, come ha spiegato in aula il comandante Piergiorgio Scoparo.

“Tutto è partito da due soggetti sospetti – ha spiegato – che viaggiavano a bordo di una Panda, clienti delle poste di via Ascenzi, dove, con la scusa di commerciare in argenteria, il titolare di un conto corrente e il suo complici facevano tutte le settimane ingenti versamenti e altrettanto ingenti prelievi in contanti, nell’ordine di 15-18mila euro al giorno”. 

L’inchiesta ha assunto in breve dimensioni tentacolari, sfociando nel cosiddetto “sequestro per equivalente” di beni per due milioni di euro, che ha portato anche alla confisca di un appartamento di circa 70 metri quadri a Marina di Montalto e di due conti correnti, ai quattro indagati principali ai vertici del presunto sodalizio criminale, tra cui il gestore viterbese del compro oro. 

Il sodalizio criminale è accusato di aver ricettato oltre 10 tonnellate di argento, proveniente dal mercato nero di Roma, e riciclato 2 milioni e 194 mila euro.

Le indagini delle fiamme gialle, contemporaneamente, hanno fatto scoprire che tramite le attività gestite, i terminali dell’organizzazione avevano dissimulato la provenienza furtiva dei preziosi attraverso false fatture di acquisto, per reimmettere nel circuito legale i beni oggetto di furto e ricettazione. 

Il processo riprenderà il 16 gennaio, quando saranno ascoltati tutti gli altri testimoni dell’accusa. 

11 ottobre, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR

Ciminauto -1036x80-16-10-18-OK