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Politica - Alessandro Di Battista (M5s) mette in guardia: "Il problema non è il deficit al 2,4%, il reddito di cittadinanza, o il superamento della legge Fornero".

“L’Italia è sotto attacco”

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Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Roma – “L’Italia è sotto attacco. Credo che chiunque abbia avuto a che fare con lo studio del sistema finanziario se lo sarebbe aspettato. Io, da parlamentare, mi sono occupato della “Bancocrazia”, la forma più moderna di Stato totalitario, e onestamente me l’aspettavo”.  

Alessandro Di Battista (Movimento 5 stelle), lontano dall’Italia, segue con attenzione la vicenda politica nostrana e in un lungo post mette in guardia da quelli che ritiene siano i rischi da cui deve guardarsi l’esecutivo. “Il problema, lo ripeto, non è il deficit al 2,4%, o il reddito di cittadinanza, o il superamento della legge Fornero.

Il problema – continua Di Battista –  è che per la prima volta si è deciso di tirare fuori denari per ripristinare alcuni diritti economici e sociali dei cittadini e non per garantire le solite entrate alle banche d’affari. E se tale scelta politica dovesse per di più produrre un aumento del PIL e un conseguente abbassamento del deficit per tutti coloro che hanno obbligato gli stati sovrani a tagliare la spesa pubblica, a privatizzare i loro gioielli, a mettere le mani sui diritti dei lavoratori o sulle pension gli si metterebbe male.

L’Italia, salvo rare eccezioni, non è mai stato, storicamente, un paese di ribelli. Tuttavia una ribellione democratica e di partecipazione è necessaria. E tale ribellione passa indubbiamente attraverso una campagna di informazione necessaria per far capire ai cittadini che senza il loro supporto nessun governo, sia esso di destra, di sinistra, di centro o populista, avrà mai le mani libere per potere realizzare, autonomamente, le proprie politiche”. 

Di Battista individua anche dei tempi precisi: “Sarà un caso ma l’escalation di attacchi nei confronti dell’Italia è partita dall’annuncio della possibile nazionalizzazione delle autostrade. Nazionalizzazione che va portata a termine, per quanto mi riguarda, il prima possibile. E’ indispensabile che il governo oggi sia unito e che le opposizioni, che hanno il diritto a contrastare la maggioranza, capiscano che qui non è in gioco il destino di un governo ma la speranza che milioni di cittadini ancora hanno nei confronti della politica la quale deve ribadire il suo primato rispetto alla grande finanza”.

Guardando indietro: “Io ritengo di aver fatto la mia parte durante i 5 anni da parlamentare. Ovviamente, qualora fosse richiesto, sento il dovere di mettermi al servizio di una battaglia di civiltà che si può vincere solo a colpi di informazione! Vanno spiegati i conflitti di interesse tra le agenzie di rating e i grandi istituti finanziari.

Va spiegato il perché una politica che intende rendere di nuovo pubblici determinati asset strategici sia così contrastata a Bruxelles. Vanno informati i cittadini dei legami tra banche d’affari e pezzi grossi dei passati governi o della commissione europea.

Le battaglie si possono vincere o perdere. Certamente si perdono se ci si lascia intimorire da minacce sempre meno velate da parte di chi, sulla privatizzazione dei diritti ha costruito il suo impero. Coraggio”.

20 ottobre, 2018

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