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Viterbo - Comune - Sede nuova, recupero, direttore: va in scena il libro dei sogni - Mercoledì riunione inutile della quarta - Se ne accorge pure Santucci (Fondazione)

Museo civico, chiacchiere da bar in commissione

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Viterbo - Comune - Quarta commissione - Caporossi festeggia il compleanno

Viterbo – Comune – Quarta commissione – Caporossi festeggia il compleanno

Viterbo - Comune - Quarta commissione - Caporossi festeggia il compleanno

Viterbo – Comune – Quarta commissione – Caporossi festeggia il compleanno

Viterbo - Gianmaria Santucci

Viterbo – Gianmaria Santucci

Viterbo – (g.f.) – Date un argomento a caso ai consiglieri, riuniteli in commissione e otterrete tante proposte, idee, suggerimenti e osservazioni. Chiacchiere in libertà. Come l’ultima seduta della quarta commissione. Si parla del museo civico. Va recuperato, magari in una nuova sede. Serve il direttore.

Tutto giusto. Ma una domanda sorge spontanea: perché se ne discute? Forse ci sono progetti, investimenti, decisioni da parte dell’amministrazione? Non pare.

In riunione è non c’è nemmeno l’assessore al ramo, Marco De Carolis. Resta una bella chiacchierata tra amici. Al bar sarebbe stato più produttivo e meno costoso.

Dopo un paio d’ore di parole al vento, se ne accorge anche Gianmaria Santucci (Fondazione). “Non trasformiamo le riunioni in chiacchiere da bar – spiega Santucci – le commissioni hanno un costo, il dirigente Celestini, che abbiamo convocato, aveva altro da fare e i tecnici sarà la quindicesima volta che sentono come va organizzata la struttura museale. Capisco che siamo all’inizio…”. Ma organizzarsi sarebbe auspicabile.

Il presidente Stefano Caporossi prova a dare un senso, propone di recarsi sul posto e valutare lo stato dell’arte pure in altre strutture, ma la truppa è indisciplinata. Di fronte a idee tanto belle quanto di difficile attuazione, anche Santucci alza le mani: “Se alcuni progetti negli anni non sono stati realizzati, non è perché chi c’era prima era cretino, magari è dovuto al fatto che erano difficili da portare a termine”.

Partire dalle fondamenta non sarebbe sbagliato. “Dall’abc – insiste Santucci – il museo civico non ha nemmeno il direttore, il che consentirebbe di partecipare a fondi regionali. Non c’è molto su cui fantasticare”.

La precedente amministrazione aveva pubblicato un avviso, ma non si trattava di un direttore. “Era un consulente esterno, il primo atto è revocare quel bando”. Si è discusso pure di spostare in blocco il museo stesso. “Ma servono milioni di euro – fa notare Santucci – non ci sono nemmeno per rifare le strade. Diventa difficile trovarli per il museo. Vanno fatte valutazioni attente, sennò sogniamo e basta”.

Sul museo civico, il dibattito non inizia oggi e la situazione della struttura non è delle più felici. “Oggi le sale più grandi – osserva Giacomo Barelli (Viva Viterbo) – non sono agibili, è aperto al 40%. C’era un progetto della vecchia amministrazione, per lavori e riallestimento, oltre al consolidamento”. Mezzo milione di euro. Ci sono? Non pare. “Attualmente è a mezzo servizio – continua Barelli – con conseguente ammassamento delle opere, non bene esposte”.

Le conseguenze si vedono. “Accessi e ricavi hanno numeri bassissimi, meglio non citarli. Il civico è fuori dal circuito d’interesse regionale e per farlo rientrare non è semplice”.

Resta una consolazione: “Il museo – sostiene Barelli – è tra i più importanti del centro Italia”. Magra consolazione. Ma dev’essere per la sua importanza se in maggioranza si discute pure se e come portare i bambini a visitarlo.

Matteo Achilli (FI) propone che le scuole organizzino visite, anche in altre realtà culturali di Viterbo. Paola Bugiotti, sua collega azzurra e che nella scuola ci lavora, è pure favorevole, ma ogni istituto decide dove, come e quando andare. Si chiama autonomia. Libertà di movimento. Diversa dalla libertà di chiacchiera, ampiamente esercitata in commissione.

19 ottobre, 2018

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