Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Terni - Non avrebbe potuto perché aveva placenta e cordone ombelicale attaccati - Sarebbe sopravvissuto sotto il sole tre le 5 e le 7 ore

Neonato morto nel parcheggio, se avesse pianto forse si sarebbe salvato

Condividi la notizia:

Giorgia Guglielmi

Giorgia Guglielmi

Terni – Neonato trovato morto in un parcheggio a Terni, scadono questo mercoledì 3 ottobre i sessanta giorni chiesti per depositare la sua relazione dal professor Mauro Bacci, il medico legale che ha effettuato l’autopsia sul corpicino del piccolo Francesco Giuseppe.

Il piccino, in base alla perizia preliminare, sarebbe sopravvissuto sotto il sole cocente tra le cinque e le sette ore per poi morire di asfissia.

La novità è che se avesse pianto, forse si sarebbe salvato. Ma placenta e cordone ombelicale erano attaccati e proprio per questo motivo non avrebbe pianto.

Per questo il padre, un muratore albanese all’oscuro della gravidanza, non si sarebbe accorto della sua presenza quando ha accompagnato in auto la moglie al supermercato, dove si sarebbe fatta portare con una scusa. Per questo il piccino sarebbe stato ritrovato solo quando era troppo tardi.

E’ il bimbo partorito verso le 11 del mattino dello scorso 2 agosto dalla ternana 27enne Giorgia Guglielmi e abbandonato dalla madre ancora vivo in una busta di plastica in una siepe dell’Eurospin di Borgo Rivo, dove è stato ritrovato cadavere da una cliente verso le 20. 

Da due mesi nel carcere femminile di Perugia con l’accusa di omicidio volontario, la donna, nei giorni scorsi, ha potuto incontrare per la primogenita di due anni.

Difesa dall’avvocato Alessio Pressi, si è giustificata adducendo motivi economici e sostenendo di avere lasciato il secondogenito nel parcheggio non per ucciderlo, ma perché voleva venisse trovato vivo. Sul corpicino nessun segno di violenza.

Nella busta un vecchio scontrino che avrebbe permesso alla polizia di condurre un’indagine lampo risalendo in poche ore alla donna, originaria di Cesi e da tre anni residente a Sant’Agnese.

Il giudice Simona Tordelli del tribunale di Terni ha autorizzato la consulenza psichiatrica in carcere sulla donna chiesta dalla difesa, che ha incaricato il dottor Silvio D’Alessandro di Perugia che sarà affiancato da una psicologa clinica.

 

 


Condividi la notizia:
3 ottobre, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR