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Sutri - L'ira di Vittorio Sgarbi si abbatte sui suoi assessori all'intitolazione della via ad Almirante, tutta colpa di un cartello

“Non siete capaci a fare niente”

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Sutri - Meloni, Sgarbi e Casini

Sutri – Meloni, Sgarbi e Casini

Sutri – (g.f.) – “Non siete capaci a fare niente”. L’ira funesta di Vittorio Sgarbi si abbatte sui suoi assessori. Non importa quali, i primi che ha a portata di mano.

Non c’è inaugurazione, cerimonia ufficiale che tenga. Sgarbi è Sgarbi anche per questo e ieri non si è risparmiato. Intitolazione di una via a Giorgio Almirante. Si arriva nella zona dove c’è da scoprire la targa, presente anche Giorgia Meloni.

Ma Vittorio Sgarbi si prende una piccola pausa dalla cerimonia. Per fare qualcosa che gli riesce molto bene. Un acceso botta e risposta con una sua concittadina. Colpevole, a suo dire, d’esporre in bella vista un cartello, ritenuto bruttissimo. Da togliere. I due alzano la voce.

La donna prova a spiegare che il manifesto incriminato è su una proprietà privata. Quaranta metri verso l’interno. Ma al primo cittadino che prima è anche un critico d’arte non è sfuggito. E la guerra al brutto è scattata. Che sia su proprietà privata o pubblica, poco conta. Va tolto. Amen. Non c’è dibattito.

Oltre a essere brutto, non ha nemmeno senso per Sgarbi: “Si fa pubblicità a una cassa artigiana che non c’è più e a un carnevale che non c’è”. Attorno ai due si radunano diverse persone. La discussione si fa accesa. Sgarbi non è tipo da cedere il passo quando occorre farsi sentire, ma pure la sua antagonista è un osso duro.

A nulla valgono le raccomandazioni (preghiere?) dello staff del sindaco. A cenni scongiurano la donna, la implorano di fermarsi. Non lo fa. Per fortuna, arriva una signora a chiedere di scattare una foto con Sgarbi. Un selfie provvidenziale. Il sindaco si placa. Ma dura poco.

Appena si avvicinano un paio di suoi assessori, riparte. Stavolta ce l’ha con loro. “Non è che un cosa la dici e in tre mesi non è fatta – incalza Sgarbi – se in tre mesi non si toglie una scritta, vuol dire che non siete capaci di fare niente”.

I suoi hanno imparato a conoscerlo. Un po’ gli rispondono e un po’ abbozzano. Gli passerà. Almeno fino a quando non vedrà di nuovo il cartello incriminato.


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2 ottobre, 2018

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