--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - L'assessora comunale Laura Allegrini presenta la seconda edizione del premio di poesia in dialetto - L'iniziativa ha ottenuto anche il patrocinio delle grandi Macchine a spalla Unesco

“Siamo orgogliosi del nostro sgommarello”

di Daniele Camilli

Condividi la notizia:

Viterbo - Presentazione del premio La léngua vitorbese

Viterbo – Presentazione del premio La léngua vitorbese

Viterbo - Laura Allegrini

Viterbo – Laura Allegrini

Viterbo - Presentazione del premio La léngua vitorbese

Viterbo – Presentazione del premio La léngua vitorbese

Viterbo - Presentazione del premio La léngua vitorbese

Viterbo – Presentazione del premio La léngua vitorbese

Viterbo - Ostelvio Celestini

Viterbo – Ostelvio Celestini

Viterbo - Marco Lazzari

Viterbo – Marco Lazzari

Viterbo - Presentazione del premio La léngua vitorbese

Viterbo – Presentazione del premio La léngua vitorbese

Viterbo - Antonello Ricci

Viterbo – Antonello Ricci

Viterbo - Marco Lazzari

Viterbo – Marco Lazzari

Viterbo – Premio di poesia in dialetto “La léngua vitorbese”. Seconda edizione. Oggi la conferenza stampa nella sala del Consiglio di Palazzo dei Priori a Viterbo.

Laura Allegrini, consigliera comunale e assessora ai lavori pubblici. La protagonista di questa mattina è lei. Coglie il senso. In poche battute. E ci mette del suo.

“A volte sono stata derisa per aver utilizzato la parola sgommarello – interviene subito la consigliera -. Ma sapete che rispondo? Che siamo tutti orgogliosi del nostro sgommarello!”

Assieme all’assessora, gli organizzatori e collaboratori dell’evento, giunto quest’anno al suo secondo appuntamento. Da Antonello Ricci della Banda del Racconto a Ostelvio Celestini di Tuscia dialettale. Da Massimo Mecarini del Sodalizio dei Facchini a Marco Lazzari della Fondazione Carivit. “Siamo felici – ha commentato Lazzari – di sostenere attivamente il premio. Un’esperienza culturale importantissima per tutta quanta la città”.

Un premio che quest’anno ha ottenuto anche il patrocinio delle grandi Macchine a spalla Unesco.

“La riscoperta e conservazione dei dialetti è importante – ha detto Allegrini – Conservare un dialetto significa mantenere salda l’identità di un territorio in un momento in cui la globalizzazione ci impone lingue smart”. Cita poi Alessandro Manzoni. Non i Promessi sposi, ma la scelta dello scrittore di imporre a tutti la lingua italiana, senza tener conto dei dialetti. Nel 1861, quando Manzoni era a capo della commissione per la lingua italiana e stabilì per legge che si sarebbe dovuto parlare una via di messo tra toscano e romanesco. Contrariamente alle indicazione di Isaia Ascoli che pensava più a una fusione tra le varie lingue pre unitarie piuttosto che a un diktat calato dall’alto. Come fece invece Manzoni. L’italiano come lingua “octroyée”, imposta.

“Recuperare il dialetto ha aggiunto la consigliera – significa scrivere la nostra vita quotidiana. Recuperare quell’orgoglio dell’appartenenza di cui in passato ci siamo un po’ vergognati. Quando i nostri genitori facevano di tutto pur di farci imparare l’italiano e dimenticare dialetto e calata viterbesi. E poi – ha concluso – fare poesia è una cosa bella che richiede sensibilità”.

Il premio è suddiviso in due bandi. Entrambi pubblicati sul sito della Davide Ghaleb editore. Il bando senza limiti di età, rivolto a tutti i viterbesi, e il bando per le scuole primarie diretto invece ai bambini delle quarte e quinte elementari. Per presentare i lavori c’è tempo fino al 31 gennaio. Leggere i bandi con attenzione.

Gli organizzatori. Banda del Racconto in collaborazione con l’associazione culturale Tuscia dialettale. L’iniziativa è stata finanziata dalla Fondazione Carivit e patrocinata anche dal Comune di Viterbo e dal Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

“Con il premio – sta scritto sul sito della Ghaleb editore – si vuole incoraggiare nei giovani cittadini e nelle giovani cittadine la giocosa pratica della poesia in dialetto, indirizzando quest’ultima al rinvigorimento e alla valorizzazione di un più alto sentimento – orgoglioso e cordiale al tempo stesso – di appartenenza all’identità linguistica viterbese e quindi di dignità civica”. 

“Torniamo a interrogare il nostro dialetto – ha detto Antonello Ricci – per esserci come comunità. Comunità territoriale, scolastica, familiare. Senza chiusura. Un modo, soprattutto attraverso le scuole che prendono parte all’iniziativa, per creare accoglienza linguistica. Più forti siamo, noi più dolce sarà l’integrazione. Non solo, ma i bandi sono anche un modo per guardare al futuro riallacciando e ricostruendo il legame tra le generazioni. In un contesto in cui le derive della globalizzazione cancellano il locale e l’orgoglio di appartenenza”.

Il tema dei bandi quest’anno è dedicato all’intera tradizione cittadina viterbese. “Tuscia dialettale – ha sottolineato Ostelvio Celestini – è nata per difendere, diffondere e tramandare il dialetto viterbese alle future generazioni. Il nostro scopo è quello di cercare in tutti i modi possibili che i giovani possano interessarsi al dialetto”.

Il premio è dedicato quest’anno alla memoria di Edilio Mecarini, “viterbese verace – scrive la Ghaleb editore sul suo sito internet – espressione del mondo artigiano locale, che seppe raccogliere il testimone lirico lasciato da Emilio Maggini (poeta vernacolare antesignano, dedicatario della prima edizione) prolungandone l’eredità e perfezionandone il lascito sotto il profilo della valorizzazione della lingua e della cultura dialettale”.

“Un’avventura bellissima – ha dichiarato Massimo Mecarini in conferenza – legata allo zio Edilio. Sono cresciuto a pane e Pianoscarano, sia dal punto di vista del quartiere che del dialetto. Edilio era un vulcano che si adoperava anche per i giovani, con il calcio. Lui che, assieme a mio padre, è stato pure tra i fondatori della squadra del Pianoscarano”.

C’è infine la giuria. “Austera e competente”, ha concluso Ricci scherzando. “Gattiva”. Ha tradotto Mecarini.

Daniele Camilli

 


Condividi la notizia:
16 ottobre, 2018

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR