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Tribunale - Vitorchiano - Per la difesa i problemi di vista della vittima potrebbero essere antecedenti al pugno in faccia

Perde un occhio durante una scazzottata, l’aggressore dà battaglia

di Silvana Cortignani
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Il magistrato Elisabetta Massini

Il giudice – Elisabetta Massini

L'avvocato Roberto Massatani

L’avvocato di parte civile – Roberto Massatani

L'avvocato Marco Russo

L’avvocato difensore – Marco Russo

Il dottor Alfredo Borghetti

Il consulente di parte civile – Dottor Alfredo Borghetti

Vitorchiano –  “Dì alla tua fidanzata che le rompiamo il culo”. Sarebbe la frase all’origine dell’alterco finito male tra due ventenni di Vitorchiano, entrambi italiani, che hanno fatto a botte per una ragazza.

Uno avrebbe perso un occhio a causa di un cazzotto ricevuto in piena faccia. L’altro, all’epoca appena diciottenne, è sotto processo davanti al giudice Elisabetta Massini per lesioni aggravate.

I fatti risalgono al 17 maggio 2013 quando, sulla piazza centrale di Vitorchiano, sarebbe scoppiato un alterco tra due fidanzati appena usciti da un bar del paese e altri due avventori. Mentre la coppia era già in auto, uno di questi, il diciottenne, li avrebbe apostrofati: “Dì alla tua ragazza che le rompiamo il culo”.

A quel punto sarebbe scoppiata una violenta lite tra il robusto fidanzato che pretendeva scuse alla ragazza e il diciottenne, piccolo di statura e mingherlino. “Davide e Golia”, li ha chiamati il difensore Marco Russo. 

Il fidanzato grande e grosso sarebbe sceso dalla macchina togliendosi gli occhiali per menare e avrebbe colpito per primo il rivale, buttandolo a terra con una spinta. I due avrebbero quindi continuato a darsele fino a quando non sono stati divisi.

Gli amici avrebbero allontanato il piccoletto, che però sarebbe sfuggito alla presa, divincolandosi e sferrando a sorpresa un pugno in faccia al fidanzato, in quel momento distratto, della ragazza che aveva minacciato. 

Fatto sta che la vittima a causa di quel violento e inatteso cazzotto avrebbe riportato la rottura del coroide  perdendo la vista da un occhio, come accertato da oculisti dell’ospedale di Belcolle, di Siena e di Roma. Al processo, il giovane, anche se sarebbe ancora in grado di guidare, si è costituito parte civile con l’avvocato Roberto Massatani per i danni. 

Ma durante l’udienza di ieri, nel corso della quale è stato sentito il medico legale della parte civile Alfredo Borghetti, il difensore dell’imputato, avvocato Russo, ha messo in dubbio il collegamento tra il pugno e la cecità, chiedendo ulteriori accertamenti, in quanto la presunta vittima avrebbe nel 2008 un incidente, investito da un’auto mentre andava a scuola, riportando un trauma facciale che potrebbe avere già compromesso la sua vista. Il giudice ha però rigettato la richiesta di ulteriori consulenze. 

Il magistrato ha però accolto la richiesta del legale di acquisire i verbali della commissione medica  per scoprire come mai il giovane sia stato sottoposto, pochi mesi prima dell’alterco e del pugno in faccia, il 16 gennaio 2012, a una precoce revisione della patente.  Secondo Massatani per banali violazioni al codice della strada. Vuole vederci chiaro la difesa.  

Si torna in aula il 15 aprile.

Silvana Cortignani


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9 ottobre, 2018

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