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Viterbo - Sospetto terrorista - L'avvocato Vincenzo Comi spiega perché il 24enne accusato di strage e di aver attentato alla macchina di santa Rosa non è ricorso a riti alternativi

“Pronti a difenderci, per Illarionov processo in corte d’assise”

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Denis Illarionov

Denis Illarionov

Viterbo - Santa Rosa - Il lancio del fumogeno

Viterbo – Santa Rosa – Il lancio del fumogeno

Viterbo - Polizia - L'arresto di Denis Illarionov - Le armi, gli ordigni e l'esplosivo sequestrati

Viterbo – Polizia – L’arresto di Denis Illarionov – Le armi, gli ordigni e l’esplosivo sequestrati

Viterbo – (r.s.) – Nessun rito alternativo. Il processo a carico di Denis Illarionov, il 24enne segnalato dall’Fbi come potenziare terrorista internazionale, sarà celebrato davanti alla corte d’assise di Viterbo.

Ad agosto il gip, accogliendo la richiesta della procura, aveva detto sì al giudizio immediato. E la difesa non ha ritenuto fondamentale ricorrere all’abbreviato o al patteggiamento, che in caso di condanna avrebbero consentito al giovane la riduzione di un terzo della pena.

La prima udienza difronte ai giudici togati e popolari è prevista tra qualche giorno, sia per l’accusa di strage che per l’attentato (fortunatamente mancato) alla macchina di santa Rosa. E i procedimenti potrebbero essere unificati.

“Terminate le indagini difensive, siamo pronti a difenderci – afferma l’avvocato Vincenzo Comi -. Abbiamo individuato delle persone da far sentire come testimoni e abbiamo raccolto elementi di prova per poter controbilanciare le tesi della procura. E Denis Illarionov è pronto a parlare davanti alla corte”.

È febbraio quando l’Fbi segnala all’antiterrorismo italiano il profilo social papa_maialetto_xvi. Su Reddit aveva inneggiato a Sayfullo Saipov, l’estremista islamico che lo scorso Halloween con un pickup ha seminato morte su una pista ciclabile di New York. Prima l’identificazione e poi l’entrata in azione dei poliziotti della Digos di Viterbo. Perché Illarionov, italiano di origini lettoni, da anni vive a Bagnaia. Quando gli agenti, allora diretti da Monia Morelli, gli piombano in casa gli trovano esplosivi e ordigni. Pistole, fucili e tirapugni.

Sui social, frasi shock: “È ora di ammazzare i bambini dell’asilo”. Foto in cui impugna una pistola o mentre stringe ordigni esplosivi. Commenti e immagini blasfeme. Vignette che ritraggono minori fatti saltare in aria. Video che mostrano come fare-in-casa razzi dell’Isis, con le immagini che si intrecciano ai razzi fatti saltare in aria in città della Siria o dell’Iraq al grido di “Allah Akbar”. Post in cui esalta gli autori di stragi compiute negli Stati Uniti.

Finito in carcere il 12 marzo per fabbricazione e detenzione di materie esplodenti, dopo aver detto al suo compagno di cella di aver “intenzione di fare una strage di bambini”, di “ispirarsi al noto omicida Igor il Russo” e di aver “individuato gli obiettivi da colpire”, il capo d’accusa è stato riqualificato e aggravato in strage. Intanto i poliziotti della Digos hanno proseguito le indagini. E mentre passavano al vaglio cinquemila gigabyte di materiale informatico, si sono imbattuti in dei messaggi inquietanti e inequivocabili. Illarionov sarebbe il ragazzo che il 3 settembre del 2015 ha fatto esplodere un ordigno incendiario artigianale durante il trasporto della macchina di santa Rosa, e che fino ad allora era riuscito a farla franca. Da qui la nuova ordinanza d’arresto, per violazione della legge sulle armi.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 ottobre, 2018

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