--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Assenteismo alla guardia medica di Vetralla - Il racconto di un paziente: "Avevo un attacco di panico, ma il dottore mi prendeva in giro" - La Asl ha sostituito i tre medici indagati e sospesi dai tre ai dodici mesi

“Sono al lavoro”… invece era al bar e al supermercato con una donna

Caffeina-Tutankhamon-9-11-18-560x80-ok

I carabinieri del Nas - Immagine di repertorio

I carabinieri del Nas – Immagine di repertorio

Vetralla – Doveva essere al lavoro invece era al bar e al supermercato con una donna, uno dei tre dottori della guardia medica di Vetralla indagati dalla procura di Viterbo per assenteismo.

Nelle carte dell’inchiesta i carabinieri del Nas, che hanno condotto le indagini, spiegano: “Il medico ha attestato la sua presenza in servizio dalle 8 alle 20, ma dall’esame delle videoriprese effettuate è emerso che per tutta la durata del turno non si è presentato nella postazione di continuità assistenziale di Vetralla. Durante il servizio di osservazione è poi emerso che l’auto dell’indagato è rimasta parcheggiata nei pressi dell’abitazione fino alle 11,18. Alle 11,19 è stato visto uscire in compagnia di una donna con la quale si è allontanato a bordo dell’auto, fermandosi nel bar di un’area di servizio e successivamente al supermercato, dove si sono trattenuti fino alle 12,57. Hanno poi fatto rientro a casa”.

Per gli inquirenti, “a differenza di quanto attestato nel foglio presenze, l’indagato durante il turno non è mai stato presente presso la postazione di continuità assistenziale, nonostante non fosse impegnato in visite a domicilio”.

I dottori M.C. ed F.B. e la dottoressa M.P., tutti in servizio alla guardia medica di Vetralla, da giovedì sono sospesi dall’esercizio dell’attività medica presso strutture sanitarie pubbliche. Il primo per dodici mesi, il secondo per otto e la terza per tre. La procura di Viterbo gli contesta la truffa aggravata ai danni dello stato, il rifiuto e l’omissione di atti d’ufficio. Perché, secondo gli inquirenti, arrivavano in ritardo e uscivano con ampio anticipo dal posto di lavoro. Rimanevano a casa o svolgevano faccende personali durante l’orario di servizio, come esercitare la professione nel proprio studio privato. Facevano aspettare a lungo anche chi era affetto da gravi patologie e si rifiutavano di eseguire le visite a domicilio, invitando i pazienti a rivolgersi ad altre strutture sanitarie. Come è successo a un 67enne, nonostante stesse accusando “un attacco di panico con formicolio su tutto il corpo, difficoltà respiratorie, un forte peso sul petto e giramenti di testa”. Ascoltato dai carabinieri, il paziente avrebbe detto: “La guardia medica mi ha risposto con tono alterato e scontroso, come se lo stessi disturbando. Aveva un atteggiamento indisponente e non mi lasciava parlare. Mi sono sentito preso in giro”.

Le indagini scattano a giugno 2017, e per mesi vanno avanti con appostamenti, pedinamenti e l’istallazione di telecamere sulla porta del servizio di continuità assistenziale di Vetralla. I Nas hanno poi passato al vaglio i registri degli interventi dei medici, i fogli presenza, i cedolini stipendiali e i tabulati telefonici degli indagati. Decine pure le persone ascoltate a sommarie informazioni. E dagli interrogatori è anche emerso che “i rapporti tra i medici in servizio a Vetralla sono sempre stati conflittuali, soprattutto per l’individuazione dei turni da effettuare”. Tanto che da giugno dello scorso anno la Asl ha nominato un supervisore per la postazione di Vetralla.

Dalle carte dell’inchiesta emerge anche che i dottori avrebbero staccato il router del telefono dalla linea elettriche, così da non ricevere le chiamate dei pazienti. Inoltre non avrebbero segnalato il guasto del campanello o lo avrebbero manomesso avvolgendolo in un piumino e nascondendolo in un armadio. “Gli utenti che si presentavano presso la postazione di continuità assistenziale – sottolineano gli inquirenti – erano così costretti a bussare al vetro della porta d’ingresso o a telefonare”.

Sempre secondo i carabinieri del Nas, uno dei tre medici avrebbe scritto sul foglio presenze di aver prestato servizio per 448 ore. Ma ne avrebbe lavorate solo 8, assentandosi dal posto di lavoro per ben 440 ore. Un danno, quello procurato alla Asl, di 14mila 800 euro. Un altro dottore avrebbe invece “sottoscritto l’esecuzione di 428 ore di impegno lavorativo”. Ma avrebbe prestato servizio solo per “69 ore, assentandosi dal luogo di lavoro per 359 ore e determinando un danno per la Asl di circa 12mila euro”. Il terzo medico indagato si sarebbe invece assentato per più di 110 ore, procurando alla Asl un danno economico di oltre 3mila 500 euro. L’obiettivo? “Procurarsi un ingiusto profitto – sostengono gli inquirenti -, consistente nella percezione della retribuzione con riferimento a periodi in cui non erano presenti sul luogo di lavoro”.

La Asl di Viterbo, di cui gli indagati non sono dipendenti ma collaboratori, non solo ha supportato la magistratura sin dalla prima ora, ma nonostante la sospensione dei tre medici ha continuato a garantire il servizio di continuità assistenziale di Vetralla. A pieno regime, ovvero sia nelle ore notturne (dalle 20 alle 8) che nei giorni festivi e prefestivi (dalle 10 alle 8 del giorno successivo). Per poi nominare, già venerdì scorso, i sostituti dei tre dottori sospesi. Al loro posto oro ci sono i medici Riccardo Ciocchetti, Andrea Greco e Andrea Varone.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

11 ottobre, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR