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Tribunale - Corte d'assise - Prende il via oggi il processo al 24enne italiano d'origine lettone sospettato di terrorismo internazionale

Lancia fumogeno a Santa Rosa, Illarionov davanti alla giuria popolare

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Denis Illarionov

Denis Illarionov

Trasporto della macchina di santa Rosa - Il fumogeno lanciato all'inizio di via Garibaldi

Trasporto della macchina di santa Rosa – Il fumogeno lanciato all’inizio di via Garibaldi 

Viterbo - Polizia - L'arresto di Denis Illarionov - Le armi, gli ordigni e l'esplosivo sequestrati

Viterbo – Polizia – L’arresto di Denis Illarionov – Le armi, gli ordigni e l’esplosivo sequestrati

Viterbo – Lancia fumogeno contro la Macchina di Santa Rosa, Denis Illarionov davanti alla giuria popolare a poco più di sette mesi dal primo arresto, scattato dopo la segnalazione dell’Fbi.

Prende il via oggi, davanti alla corte d’assise, il processo al 24enne italiano d’origine lettone segnalato come potenziale terrorista internazionale.

Finito in carcere per fabbricazione e detenzione di materie esplodenti, dopo aver detto al suo compagno di cella di aver “intenzione di fare una strage di bambini”, di “ispirarsi al noto omicida Igor il Russo” e di aver “individuato gli obiettivi da colpire”, il capo d’accusa è stato riqualificato e aggravato in strage.

Ad agosto il gip, accogliendo la richiesta della procura, aveva detto sì al giudizio immediato. E la difesa non ha ritenuto fondamentale ricorrere all’abbreviato o al patteggiamento, che in caso di condanna avrebbero consentito al giovane la riduzione di un terzo della pena.

Ai giudici togati e popolari il giovane, arrestato a Bagnaia lo scorso 12 marzo e da allora recluso nel carcere viterbese di Mammagialla, deve rispondere sia dell’accusa di strage che dell’attentato (fortunatamente mancato) la sera del Trasporto, il 3 settembre 2015, quando ha lanciato un razzo fumogeno contro la Macchina, dentro Porta Romana, mentre scendeva lungo via Garibaldi poco dopo la Mossa di San Sisto. 

Illarionov si sarebbe appostato tra la folla assiepata all’angolo di via Vetulonia. Erano passate da poco le 22 quando ha lanciato il fumogeno contro “Gloria” al suo passaggio. E neanche un’ora dopo il giovane, scappato approfittando del trambusto, avrebbe inviato tramite whatsapp messaggi agli amici del tipo: “Purtroppo non sono riuscito a fare una strage”, “Peccato che il lancio non sia stato perfetto”, “Il fumogeno non si è incendiato in tempo, come avevo previsto”.

Lo hanno scoperto i poliziotti della Digos della questura di Viterbo, imbattendosi nei messaggi, mentre passavano al vaglio cinquemila gigabyte di materiale informatico. Da qui la nuova ordinanza d’arresto, per violazione della legge sulle armi.

Il 24enne è assistito dall’avvocato capitolino Vincenzo Comi, vicepresidente della camera penale di Roma.


 


Nella Tuscia il 24enne, ex studente del ragioneria, è giunto da bambino, al seguito della madre, sposata con un italiano residente in provincia di Viterbo.

Dopo la separazione, la donna si è prima trasferita col figlio a Bagnaia, poi all’estero, sembra in Germania, mentre Denis è rimasto a Viterbo. Il giovane, che per mantenersi, oltre a un piccolo contributo materno, avrebbe lavorato nell’edilizia, sarebbe passato inosservato anche ai vicini. Un tipo solitario che avrebbe trascorso gran parte del tempo libero chiuso in casa davanti al computer. 


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22 ottobre, 2018

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