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Roma - L'ex patron della discarica di Malagrotta era a processo insieme ad altri sei imputati per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti

Assolto Manlio Cerroni

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Manlio Cerroni

Manlio Cerroni

Roma – Associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, assolto l’ex patron della discarica di Malagrotta Manlio Cerroni. Lo riporta il Corriere della Sera. “La prima sezione penale del tribunale di Roma lo ha assolto per non aver commesso il fatto dall’accusa di essere capo e promotore di un sodalizio criminoso che si sarebbe arricchito smaltendo il rifiuti sin dagli anni Cinquanta in un regime di assoluto monopolio – scrive il Corriere della Sera -. Cerroni ha ascoltato la lettura del dispositivo della sentenza ed è scoppiato in lacrime dopo aver abbracciato il suo difensore, l’avvocato Alessandro Diddi”.

Il Corriere della Sera riporta anche le dichiarazioni spontanee che l’ex patron di Malagrotta ha reso lunedì nell’aula Occorsio di piazzale Clodio. “È sotto gli occhi di tutti che Roma, come la stampa italiana ed estera da anni impietosamente ci ricorda, è divenuta una discarica a cielo aperto e l’Ama è prossima alla Caporetto – ha detto Cerroni -. Nonostante tutto io ho cercato in tutti i modi di proporre alle autorità soluzioni al degrado per tenere Roma pulita”.

Dopo la sentenza, l’ex patron di Malagrotta ha aggiunto: “Non chiedevo un premio ma il castigo no, dopo tutto quello che ho fatto nella vita e per Roma che ho amato tanto. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto, voglio morire lavorando. Cerco solo di lavorare, produrre, fare bene perché questo paese ne ha bisogno. Io so come abbiamo fatto, questo paese era Amatrice nel ’44 e nel ’45”.

Come scrive sempre il Corriere della Sera, la procura di Roma aveva chiesto per Cerroni 6 anni di reclusione. “Assoluzione anche per gli altri sei imputati, tra cui l’ex presidente della regione Lazio Bruno Landi – riporta il Corriere della Sera -. Estinti per prescrizione i reati fine, come il traffico illecito di rifiuti e la frode in pubbliche forniture”.

8 novembre, 2018

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