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Cronache dall'era dell'incompetenza - La politica al tempo della fine della politica

Belushi, Benigni, il buon Astorre e Casapound…

di Carlo Galeotti

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Viterbo - Bruno Astorre

Viterbo – Bruno Astorre

Viterbo – “Non è stata colpa mia. Ero rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi ha portato il tight. C’era il funerale di mia madre. Era crollata la casa. C’è stato un terremoto. Una tremenda inondazione. Le cavallette. Non è stata colpa mia! Lo giuro su dio!”. E poi uno sguardo da piacione impenitente per riconquistare la ragazza lasciata da sola sull’altare il giorno del matrimonio.


Fotogallery: Bruno Astorre presenta la sua candidatura


Ecco, se proprio tal Bruno Astorre, in corsa per la segreteria del Pd, doveva giustificare le cazzate dette l’altra sera a Viterbo presentandosi, lo poteva fare alla grande come il mitico Jake “Joliet” Blues, interpretato da John Belushi nel film The Blues Brothers.




Ma no, il buon Astorre non ha chiesto scusa e non ha pensato neppure un secondo di aver detto una cazzata quando l’altra sera ha affermato col fare furbo di quello che capisce: “So’ fascisti, è vero, ma tante volte dovremmo imitare Casapound per il loro modo di stare in mezzo alla gente”. 

Un’affermazione, quella registrata da un nostro cronista, che fa capire la profonda formazione politica dell’uomo. Capite? Di tutti gli esempi possibili di militanza politica tra la gente, il buon Astorre d’istinto chi cita?  Casapound. Veramente incredibile. Non la sua Democrazia cristiana degli anni Sessanta. Non il Pci degli anni Cinquanta.

Il buon Astorre, segnato da una profonda formazione politica, si ispira a Casapound. E sì perché per lui è un esempio del modo di stare tra la gente. Che ha portato, tra l’altro, a risultati formidabili, a meno dell’uno per cento alle ultime politiche. E chi se ne frega di quello che rappresenta oggi quella formazione in Italia quanto a fascismo e violenza sui nostri ragazzi. 

Se il buon Astorre non conosce queste cose, faccia un salto nella Tuscia per capire cosa è la violenza di estrema destra oggi in Italia. Ragazzi presi a cinghiate, bastonati, cinturati… A proposito di “modo di stare in mezzo alla gente”. Questo è il loro modo di stare in mezzo alla gente.

Ma chi è e dove vive questo Astorre, per sparare cazzate una in fila all’altra senza che nessuno lo fermi?

Sì perché l’altra sera è andato di fiore in fiore. L’astorrepensiero non ha mancato di citare Sposetti che avrebbe sostenuto che “i diritti civili sono roba da Parioli, non del popolo”. Beh, il popolaccio è meno deficiente di quanto Astorre possa immaginare.

Ma dove era questo personaggio quando ci sono stati i referendum? Quando Pannella spiegava che dove c’è strage di legalità c’è strage di popoli? Leggeva Topolino o qualcosa di meno impegnativo? Alla Luiss che tesi ha portato? Sui benefici delle teorie economiche naziste in periodo di crisi mondiale? 

A parte le battute. Poveri noi! Come le guardi le guardi, le dichiarazioni di tal Bruno Astorre, appaiono delle emerite cazzate. Che non dovrebbero avere spazio in un partito che minimamente voglia far parte delle compagini democratiche, che vogliono basarsi sulla difesa dello stato di diritto. Costi quel che costi.

Tutti conoscerete il monologo di Benigni sul fatto che Berlusconi aveva detto che Mussolini aveva fatto anche delle cose buone. E Benigni chiosa: “È come se chiamassi un elettricista in casa per rifare l’impianto. E quello mi rifà l’impianto. Fatto bene. Nel frattempo mi tromba la moglie, mi sventra le figlia, mi violenta la cognata, mi stupra il nonno. E io commento: però ha fatto anche delle cose buone. Tac tac”.  E fa il gesto di accendere e spegnere la luce. Che funziona perfettamente ovviamente. Astorre ha la stessa lucida logica politica.



Il buon Astorre va ringraziato però perché non ci ha spiegato che: quando c’era lui i treni arrivavano in orario; che lui ha inventato la previdenza; le strade erano pulite…

Un suggerimento ad Astorre: se si va a leggere la storia del Nazismo, scoprirà che le camicie brune stavano tra la gente e interpretavano bene gli umori della gente. Tanto da andare al potere attraverso il voto e quel che serviva di violenza.

Insomma aridatece qualche politico che sappia quel che dice. E che chieda scusa quando dice delle emerite cazzate. E Astorre chieda scusa, senza se e senza ma, a tanti nostri ragazzi vittime della violenza di militanti di estrema destra.

E non si giochi sulle parole e sull’idea che si tratti di provocazioni, di iperboli. Le fesserie sono solo fesserie. Altro che iperboli. 

Carlo Galeotti 


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1 novembre, 2018

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