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Tribunale - Al centro le multe in superstrada - Parte offesa il capo della polizia locale di Soriano e Civita Castellana, Antonio Presutti - Teste il sindaco Menicacci

Dà dello “sceriffo” al capo della municipale, a processo Paolo Gianlorenzo

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Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Dà dello “sceriffo” al comandante della polizia municipale di Soriano nel Cimino, a processo per diffamazione il giornalista Paolo Gianlorenzo.

Ad Antonio Presutti, 50 anni, attualmente responsabile sia della polizia locale di Soriano nel Cimino che dei vigili urbani di Civita Castellana, non sono andati giù i commenti nei suoi riguardi pubblicati quasi sette anni fa sull’Opinione di Viterbo, il quotidiano a suo tempo diretto dal cronista e successivamente chiuso.

E ieri lo ha ribadito al giudice Elisabetta Massini, che gli chiedeva se, dato che i fatti risalgono ai primi del 2012, volesse ancora andare avanti nel processo, in cui oltre a Gianlorenzo è imputata anche l’allora redattrice Viviana Tartaglini. “Non ritiro la querela”, ha detto il comandante Presutti, raccontando in aula la sua versione della vicenda. 

Una versione che secondo il difensore Franco Taurchini da sola non basta, per cui il legale ha chiesto e ottenuto che prima della sentenza venga sentito davanti al tribunale anche l’allora e attuale sindaco di Soriano nel Cimino, Fabio Menicacci.

Era il primo febbraio del 2012 quando sul giornale diretto da Gianlorenzo uscì l’articolo incriminato, siglato dalla Tartaglini e richiamato in prima pagina col titolo “La municipale gioca a nascondino con l’autovelox”, pochi giorni prima dell’epica nevicata che ha ricoperto la Tuscia di una spessa coltre bianca per giorni e giorni.  

Presutti ha sporto querela in seguito alle presunte insinuazioni a mezzo stampa relative al suo incarico alla municipale.

“Scrissero che l’allora sindaco mi aveva nominato comandante in cambio del ritiro di una querela che avevo fatto nei suoi confronti, poi hanno scritto che ero il dipendente più pagato dopo il segretario comunale. Tutte cose che non erano vere”, ha spiegato.

All’interno del quotidiano, nell’occhiello dell’articolo si fa riferimento alle “sceriffate”, mentre il contenuto allude, tra l’altro, alle presunte aspirazioni da “supersceriffo della 675” del comandante, reo di far nascondere i vigili urbani con l’autovelox dietro le siepi della Orte-Viterbo per cogliere in fallo gli automobilisti in transito oltre il limite di velocità sulla superstrada.

“Per quanto ne so – ha spiegato la presunta vittima – tutto sarebbe nato dopo che un’altra giornalista del quotidiano diretto da Gianlorenzo ha riferito di una multa che aveva preso sua madre e che le era stata parzialmente tolta dal giudice di pace. Il Comune di Soriano nel Cimino però ha fatto appello, per quella contravvenzione e anche per quelle di altri automobilisti che si erano rivolti al giudice di pace, e il tribunale ci ha dato ragione, cassando il giudice di pace”. 

A quel punto, con l’istruttoria al termine, il difensore ha chiesto di sentire ancora, prima della sentenza, l’allora e attuale sindaco di Soriano nel Cimino. Il giudice ha accolto la richiesta e rinviato al 6 maggio, per sentire Fabio Menicacci e anche per la sentenza. 

 


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13 novembre, 2018

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