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Viterbo - Appuntamento il 10 novembre alle 9,30 con un volantinaggio in piazza del Sacrario - Perinelli (Spi Cgil): "I diritti non devono essere toccati"

Donne in piazza contro il decreto Pillon

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Miranda Perinelli

Miranda Perinelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 10 novembre lo Spi Cgil scende in piazza con le associazioni delle donne “D.i.Re Donne in Rete” e “Non una di meno”. 

Tantissime donne che negli anni  ’70 hanno dato battaglia ai governi che di volta in volta si  sono alternati alla guida del Paese sono infatti oggi iscritte al sindacato dei pensionati della Cgil.

In quegli anni lottarono per temi su cui era forte la  rivendicazione forte femminile allo scopo di non subire più soprusi,  sottomissioni, disparità con l’altro sesso.

Ma si trattava di battaglie tese anche a superare le disuguaglianze che erano di tipo culturale, economico e soprattutto normativo. Grazie a loro la giurisprudenza italiana anno dopo anno fu modificata così da migliorare  la condizione delle donne.   

Oggi, a distanza di 40 anni, ci troviamo a dover ridiscutere gli stessi argomenti, ma in senso rovesciato: dobbiamo cioè dover difendere quelle stesse  leggi  perché non vengano svuotate di efficacia  e modificate a danno proprio delle donne.    

Le leggi di cui parliamo, molte emanate negli anni ‘70,  sono quella sul divorzio; poi, nel 1975 la riforma sul diritto di famiglia per la parità tra padre e madre nell’educazione di figli che ha attribuito ad entrambi la patria podestà, la parità tra uomini e donne  e la tutela della maternità sul lavoro; quindi, la legge 194 del 1978 per la interruzione volontaria della gravidanza; ancora,  i congedi dal lavoro per accudire i figli in parità tra  i genitori,  la modifica delle norme sulla violenza sessuale che diventa delitto contro la persona e non più  contro la morale,  le pari opportunità tra uomini e donne sul lavoro e nella partecipazione alla vita pubblica. 

Tante conquiste, non tutte citate, che passo dopo passo sono diventate leggi dello Stato. Oggi, una parte politica della destra più retriva in stretta relazione con i clericali oscurantisti,  sta lavorando   con un chiaro disegno regressivo. Le donne non possono aver diritto ad essere libere, libere nelle decisioni che riguardano il proprio corpo, la propria vita,  valutando l’emancipazione e l’autodeterminazione come un traguardo da dover eliminare. Nella sostanza, vogliono introdurre un controllo pubblico della vita delle persone, delle famiglie. 

Ed ecco allora che viene messa in discussione la legge 194 sull’aborto. Come? Creando una rete di obiettori di coscienza in quasi tutti gli ospedali pubblici o destinando finanziamenti dello Stato ad associazioni per la vita come dissuasori di chi ha preso una sofferta decisione.

Altro segnale pericoloso è che si assottigliano invece sempre di più i fondi per sostenere i centri antiviolenza e luoghi dedicati alle donne per mettersi al riparo da partner violenti.

Che dire del disegno di legge Pillon della Lega? Se verranno approvate le tre proposte attualmente in discussione al Senato su separazione e affido, si aprirà un campo di battaglia permanente. Di fatto, con quei provvedimenti si vieta il divorzio a chi è meno ricco perché le separazioni saranno fortemente disincentivate dagli alti costi imposti dalla mediazione obbligatoria e a pagamento, i figli diventeranno ostaggi di un costante negoziato sotto tutela per far funzionare il mantenimento diretto a piè di lista e il piano genitoriale con doppio domicilio.

Le donne, la parte più debole economicamente delle coppie e su cui grava il lavoro di cura, rischiano di restare stritolate in un percorso pensato soprattutto per imporre e arricchire una nuova figura professionale, quella del mediatore familiare, disconoscendo la pervasiva violenza maschile che è causa di tante separazioni.      

Per questo il 10 novembre saremo in piazza con tutte le associazioni di donne che resistono e vogliono far cancellare questo disegno di legge Pillon, ma soprattutto vogliamo che i diritti delle donne, frutto di tante lotte, non vengano toccati.   

A Viterbo l’appuntamento è per il 10 novembre alle 9,30 con un volantinaggio in piazza del Sacrario oppure a Roma alle 11 in piazza Madonna di Loreto. 

Miranda Perinelli
Segretaria Spi Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo

6 novembre, 2018

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