--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Secondo il cardiologo Luigi Sommariva al processo a due medici del carcere - Sono accusati di omicidio colposo per la morte di Luigi Fallico

“Ex br stroncato in cella da un infarto, andava fatto l’elettrocardiogramma”

di Silvana Cortignani

Condividi la notizia:

Luigi Fallico

Luigi Fallico

Viterbo – “Andava fatto subito un elettrocardiogramma”. Non ha dubbi il dottor Luigi Sommariva, direttore del reparto di cardiologia dell’ospedale di Belcolle, consulente di parte civile nel processo per omicidio colposo ai due medici del carcere di Mammagialla che hanno visitato l’ex brigatista Luigi Fallico il 18 e il 19 maggio, alla vigilia della sua morte per infarto, avvenuta nella sua cella il 23 maggio 2011.

Fallico era stato arrestato nel 2009 per terrorismo e banda armata nell’ambito dell’inchiesta sul presunto attentato progettato alla Maddalena, dove si sarebbe dovuto tenere il G8 spostato all’Aquila.

L’ex brigatista, giunto in infermeria il 18 maggio con 110 di minima e 190 di massima, sarebbe stato rimandato in cella con un diuretico e una tachipirina, fissando al 25 maggio una visita cardiologica, senza nemmeno un elettrocardiogramma. Il giorno dopo, il 19 maggio, però, per Fallico ci fu un altro evento potenzialmente stressante, il trasferimento a Roma per il maxiprocesso in corte d’assise. 

Luigi Fallico aveva 59 anni quando è deceduto nel sonno. Devono rispondere di omicidio colposo i due medici che l’avevano visitato una settimana prima. Responsabile civile la Asl. Parti civili le sorelle. 

Sommariva è stato sentito ieri dal giudice Silvia Mattei, assieme al medico legale Maria Rosaria Aromatario, incaricata invece dal tribunale, nel corso dell’udienza straordinaria dedicata al processo, in corso ormai da anni presso il tribunale di Viterbo. 

“Quando è stato visitato, Fallico non accusava il dolore tipico dell’infarto, ma siccome linee guida indicano un preciso iter diagnostico anche in caso di dolore toracico, in tutte le sue manifestazioni, andava fatto immediatamente un elettrocardiogramma e poi un altro anche a distanza, se risulta negativo, nelle ore successive. Visto che l’infarto poi è arrivato, infarto misconosciuto non era”, ha rincarato la Aromatario. 

“Dato il malore del giorno precedente, quando si era accasciato al suolo durante l’ora d’aria, gli consigliammo di non partecipare all’udienza e restarsene in cella, ma lui volle venire lo stesso. La sera, quando tornavamo  sull’autoblindo, aveva male alla testa, al torace, alla schiena e un braccio intorpidito”, ha spiegato Massimo Porcile, un boscaiolo, anche lui detenuto per gli stessi fatti a Mammagialla, l’ultimo con cui Fallico ha parlato la sera prima del decesso.

“Mi sono preoccupato. Mio padre è morto di infarto quando avevo 12 anni e nei giorni precedenti aveva gli stessi sintomi di Fallico. Io, che faccio il taglialegna, avrei detto infarto e non pressione”, ha proseguito Porcile. 

“La sera prima che Fallico morisse, pensava di avere la febbre, aspettava l’infermiera col termometro. Mi ha chiesto di chiudere la finestra della sezione perché sentiva freddo. La mattina dopo, lui di solito si alzava alle 6, non si è svegliato. Abbiamo chiamato un agente, che credeva dormisse. Era ancora tiepido, sotto le coperte. Invece era morto di infarto”, ha spiegato, raccontano i momenti drammatici della scoperta del cadavere nella sua cella. 

Fumatore, col colesterolo alto e iperteso, per i due consulenti Fallico aveva un profilo a rischio. E andava sottoposto nell’immediato a elettrocardiogramma: “Anche se non aveva la sudorazione algida, che accompagna l’esordio dell’infarto. E anche se non aveva una localizzazione precisa del dolore, che si presenta nella fase acuta. Bastava già che fosse un paziente a rischio per sottoporlo subito all’esame”. 

Si torna in aula a febbraio per la sentenza. 

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
29 novembre, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR