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Viterbo - La storia del cinema e teatro, dagli splendori a residenza esclusiva per topi e piccioni

Il Genio, dalle stelle alle stalle

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Viterbo - Cinema Teatro Genio

Viterbo – Cinema Teatro Genio

Viterbo - Cinema Teatro Genio

Viterbo – Cinema Teatro Genio

Viterbo - Cinema Teatro Genio

Viterbo – Cinema Teatro Genio

Viterbo – Una gloriosa storia, quella del Genio, con un pietoso finale. Nel 1721 il primo spettacolo di cui si ha notizia dell’allora Teatro dei Mercanti. Nel 1804 il comune decise d’acquistarlo, ma la transazione non andò a buon fine e fu rilevato da nobili viterbesi.

Ai primi dell’Ottocento, la nuova denominazione: Teatro del Genio del Cimino e due anni dopo quella attuale, Teatro del Genio. Nel frattempo, con l’acquisto d’altri locali, la struttura fu ampliata.

Con l’apertura dell’Unione, il Genio visse un periodo di declino. Fino all’agosto 1877, quando fu riaperto, ma nel 1882 dichiarato inagibile.

Nel 1911 furono distrutte le strutture interne e nel 1923 partì il restauro. Nuova inaugurazione, l’anno successivo.

Tanti gli artisti che hanno calcato il palco e risale al 1932 la proiezione del primo film sonoro. Ma un altro colpo al Genio arrivò il 6 giugno 1944. Distrutto dai bombardamenti.

Nuovamente risorto e di nuovo inaugurato, il 30 agosto 1948. Da questo momento inizia uno dei periodi più floridi, con tanti personaggi che si sono avvicendati negli anni, Sandra Mondaini, Macario, Nino Taranto e Marcello Mastroianni, ma pure iniziative politiche con personaggi di spicco, come Nilde Iotti e in tempi più recenti, Massimo D’Alema, Silvio Berlusconi e Mario Monti.

Col passaggio del sistema di proiezione da pellicola a digitale, ancora problemi per l’adeguamento degli apparati.

Gli ultimi a gestirlo, gli imprenditori Ferretti, gli stessi del multisala di Vitorchiano. Hanno dovuto fare i conti con i costi di gestione della struttura di proprietà comunale. Nell’aprile 2013, l’allora sindaco Giulio Marini avanza un’intesa con la società, per il recupero e il rientro anche di canoni d’affitto arretrati.

Arriva il centrosinistra, l’intesa salta. In assenza d’alternative, il Genio rimane chiuso e abbandonato. Fino ad arrivare ai nostri giorni. Dal comune trapela un’indiscrezione che vorrebbe imprenditori interessati a recuperarlo e riaprirlo. Una flebile speranza che si riaccende.

8 novembre, 2018

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