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Sutri - Il sindaco Vittorio Sgarbi torna sulla questione del cambio di senso di marcia

“Ho guidato io un bus passando agevolmente per via Pisanelli”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Voglio chiarire le mie ragioni e il metodo che hanno ispirato la decisione di restituire dignità alla città di Sutri ripristinando l’originario senso di marcia, all’entrata da Roma sulla Cassia.

1) Il percorso è lo stesso se si stabilisce che i tir, che a qualcuno piace far entrare nel centro storico, possono passare per via Picari.

2) Il professor Emmanuele Emanuele – sia chiaro – non mi ha chiesto niente. Io ho interpretato la sua proposta, non accolta benché giusta, di chiudere il centro storico con una breve estensione dell’area pedonale, con l’eccezione sopra detta, evitando alle macchine il budello di via Picari e dando più respiro a piazza San Francesco. Emanuele non c’entra niente.

3) Non ho chiamato in causa gli omosessuali, ma l’uso della parola “invertiti”o “inversione”, non contraddice la supposta “normalità”. Era una metafora che una persona spiritosa avrebbe capito. E infatti l’ha capita Lillo, al quale per primo l’ho indirizzata. E la vera forma di omofobia è la reticenza con cui si evitano certi termini per paura di turbare gli interessati. Si chiama ipocrisia linguistica, e ne era scevro proprio Pasolini, che diceva “frocio”, non gay. Come è giusto dire “zoppo” dello zoppo e cieco (piuttosto che non vedente) del cieco, e sordo (piuttosto che non udente) del sordo.

4) Gli assessori a Sutri si sono letteralmente autonominati. Io non ne ho scelto uno. Dico uno. Non c’e’ l’esterno. Nondimeno li ascolto e parlo. Dell’inversione ho discusso per 4 mesi, dando loro ogni possibilità di offrire suggerimenti, come nel caso, mai posto, delle due vie. E, siccome nicchiavano, davanti agli occhi esterrefatti di Casini, ho guidato io il pullman del parco, passando agevolmente per via Pisanelli. E io non guido da 29 anni. Ho anche detto che quella doveva essere la misura massima dei mezzi ammessi nel centro storico. Di stabilire le modalità e di informare i cittadini non toccava a me. Toccava e tocca agli assessori che lo stanno facendo.

5) Per parte mia posso accettare che per ogni provvedimento occorra aspettare 4 o 5 mesi, perché tutto resta fermo forse per compiacere la pigrizia e le abitudini dei cittadini. Il senso di marcia precedente era ridicolo. Quanto alle modalità ho lasciato piena autonomia agli assessori. Io ho dato l’indirizzo. Le modalità andavano studiate. E possono essere perfezionate. E gli assessori, quando vogliono operosi, ci sono per questo. E non si possono scambiare gli indirizzi per decisioni autoritarie.

Dalla riunione fatta con gli assessori risulta ottimale l’entrata in paese da Roma e da porta Morone. Tolti i parcheggi a raso in salita da via XXIV maggio e fino a piazza del Duomo, tutto a doppio senso. Da piazza Duomo semaforo all’angolo (dove c’è il forno) per entrare fino a piazza San Francesco. Lì vi saranno anche i parcheggi a tempo per lo scarico e carico merci (davanti alla Taverna del drago).

Rotatoria in uscita da piazza San Francesco verso Roma con semaforo angolo via Piave (Così si ridiscende verso Roma ). Altro ingresso da porta Morone in discesa verso piazza San Francesco facendo la  discesetta via Pisanelli.

Rimane l’isola pedonale davanti a via Picari, con possibilità, in caso di bisogno per far passare i mezzi più grandi, di mettere un dissuasore mobile a scomparsa telecomandato con telecomando dato alla municipale.

Paracarri in ghisa a via XXIV maggio, via Veneto, piazza San Francesco fronte chiesa. Ovvio che si debba verificare con l’ufficio tecnico i passaggi dei sottoservizi e con la ragioneria la sostenibilità dei costi.

A tal proposito penso che, in prima istanza, basti mettere i due semafori, e la spesa sarà contenuta. Se ci sono i soldi la cosa va fatta entro dicembre perché poi,con Sant’Antonio,il tutto si complica e si dovrà fare a febbraio. In ogni caso, oggi, già la situazione è tranquilla.

Vittorio Sgarbi


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8 novembre, 2018

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