--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Animali - L'animale, estinto in Europa dal 1500, è stato reintrodotto da un progetto europeo che insegna ai cuccioli la rotta migratoria dall'Austria all'Italia tramite un parapendio a motore - Nicoletta Perco (Life +): "Due esemplari, Eduardo e Albinia, sono fermi tra Ischia di Castro e Tarquinia"

La rinascita dell’ibis eremita passa anche per la Tuscia

di Samuele Sansonetti

Animali - Un esemplare di ibis eremita del progetto 'Life +'

Animali – Un esemplare di ibis eremita del progetto ‘Life +’

Tarquinia – Dall’Europa centrale si era estinto da circa cinquecento anni. Spazzato via senza pietà dai proiettili dei cacciatori e dall’elettrocuzione.

Un periodo lunghissimo in cui i pochi esemplari rimasti in vita si sono divisi tra Marocco e Turchia (oltre agli zoo di tutto il mondo in cui attualmente se ne contano più di mille) ma senza più effettuare migrazioni autunnali.

L’ibis calvo del nord, o ibis eremita, è una delle specie di uccelli più rare al mondo e in pericolo critico di estinzione, nonostante in numerose culture venga considerato un animale sacro.

Nell’antico Egitto era adorato come reincarnazione di Thoth (lo scriba degli dei) e la parola akh, dal significato ‘risplendere’, veniva espressa nei geroglifici con un ibis eremita stilizzato. Nel distretto turco di Birecik la tradizione parla invece dell’ibis come di uno dei primi volatili che Noè lasciò scendere dall’Arca e per questo viene considerato un simbolo di fertilità.

Un animale bello e affascinante. Dal piumaggio nero con riflessi iridescenti verdi e violacei e che può raggiungere il chilo e mezzo di peso e un’apertura alare di 125 centimetri. Una figura quasi mitologica che da qualche anno è tornata anche nel vecchio continente grazie a un’idea promossa dall’associazione Waldrapp e finanziata dal programma ‘Life +’ dell’Unione europea.

46131345_1129004380590740_7384341077353824256_n

“Il progetto ha mosso primi passi 2003 ma ha ottenuto i finanziamenti dal 2014 – racconta la referente per l’Italia Nicoletta Perco -. Si è pensato alla reintroduzione dell’ibis basandosi sul fatto che negli zoo si riproduce molto bene. I piccoli vengono presi e allevati con il metodo dell’imprinting di Konrad Lorenz: l’animale riconosce l’uomo come genitore e impara da lui. Ad agosto uno stormo di trenta uccelli parte per la migrazione autunnale dall’Austria e arriva in Italia guidata da un parapendio a motore. In pratica l’uomo insegna la rotta ai volatili che nell’autunno successivo la sapranno percorrere da soli e potranno inoltre tramandarla ai futuri cuccioli”.

WhatsApp-Image-2018-11-20-at-11.54.29

L’area di svernamento è l’oasi Wwf della Laguna di Orbetello in bassa Toscana, dove i piccoli atterrano guidati dal loro maestro di volo mentre i più esperti arrivano con le proprie forze, senza disdegnare qualche visita al territorio circostante come nel caso di Eduardo e Albinia. I due giovani esemplari, nati entrambi nel 2017, sono fermi a Ischia di Castro e Tarquinia e potrebbero decidere di prolungare il loro soggiorno nella Tuscia.

“Ogni ibis è dotato di gps solare – prosegue Nicoletta Perco – e possiamo sapere in tempo reale dove si trovano. Anche gli appassionati possono farlo grazie all’app gratuita ‘Amimal tracker’. Alcuni a volte esplorano la zona più a sud dell’area di svernamento come nel caso di Albinia ed Eduardo. La prima è ferma a Tarquinia mentre il secondo si trova a Ischia di Castro. Si nutrono di insetti e per questo frequentano gli ambienti dove c’è bestiame. Eduardo, infatti, sembra si trovi nella zona di un allevamento di pecore“.

Entrambi gli ibis ‘viterbesi’ attirano gli smartphone dei curiosi per via della loro particolarità e il prossimo anno dovrebbero migrare verso i quartieri riproduttivi.

“La provincia di Viterbo è più a sud della Toscana – conclude Nicoletta Perco – e la posizione di Albinia ed Eduardo va più che bene. Attualmente il progetto conta 110 uccelli migratori e l’obiettivo è arrivare a 400. Il bando 2014-2019 sta per scadere e il nostro obiettivo è quello di portarlo avanti”. Per una rinascita che passa anche per la Tuscia.

Schermata-2018-11-21-alle-12.51.13

A ottobre 2017 un ibis eremita di nome Lancillotto venne trovato sulle sponde del lago di Bolsena e accudito dalla clinica veterinaria della Tuscia.

Samuele Sansonetti

27 novembre, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR