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Soriano nel Cimino - Un appello alle istituzioni di Silvio Cappelli

La torre di Pasolini non può diventare una banale casa vacanze

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Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Chia - La torre di Pasolini

Chia – La torre di Pasolini

Chia - La torre di Pasolini

Chia – La torre di Pasolini

Chia - La torre di Pasolini

Chia – La torre di Pasolini

Soriano nel Cimino –  Fa rabbrividire l’allarme lanciato da Graziella Chiarcossi Cerami, cugina dello scrittore, su Tusciaweb nei giorni scorsi per il difficile problema dei costi di manutenzione della struttura e sulla sua probabile futura destinazione.


Multimedia: La Torre di Pier Paolo PasoliniPier Paolo Pasolini nella casa studio di Chia – Video: La casa dove Pasolini visse i suoi ultimi anni


Fa ancor di più rabbrividire il silenzio delle pubbliche amministrazioni, e di quel mondo imprenditoriale viterbese “illuminato”, che quando ci sono da prendere decisioni importanti si defilano sempre.

Nella nostra provincia si salva solo Bagnoregio e poco altro.

La Torre di Chia non è soltanto una dimora storica. E’ qualcosa di più ed ha un valore aggiunto. E’ una dimora storica dove ha trascorso gran parte dei suoi ultimi cinque anni di vita lo scrittore, regista e poeta, Pier Paolo Pasolini.

Uno tra gli intellettuali più importanti del secolo scorso. E non dobbiamo farla diventare, per questo, una casa-vacanze ma un centro culturale di elevatissimo livello.

Significative, per sottolineare l’importanza di Pier Paolo Pasolini, le parole dette dal suo amico scrittore Alberto Moravia durante i suoi funerali: “Abbiamo perso prima di tutto un poeta. Di poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo, e quando sarà finito questo secolo Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeti. Il poeta dovrebbe esse sacro!”

Come, in un certo senso, “sacra” dovrebbe essere la sua abitazione.

Di Pierpaolo Pasolini andrebbe rispettata e valorizzata la passione da lui profusa nella valorizzazione della cultura e del territorio viterbese.

Questo grande personaggio in questo luogo ci ha abitato per circa cinque anni, quando la Befana consumista non era ancora passata, e durante questo tempo è stato, tra gli altri, uno dei promoter importanti per il riconoscimento statale della Libera Università della Tuscia.

Pier Paolo Pasolini, nei primi mesi del 1964, scelse Chia per girare la scena del Battesimo di Gesù del suo film Il Vangelo secondo Matteo dopo aver vagliato diverse situazioni. Location dove, nel 1953, furono girate alcune scene per la realizzazione del film Spartaco – Il gladiatore della Tracia del regista Riccardo Freda. E anche L’Armata Brancaleone di Mario Monicelli, uscita nelle sale nel 1965, si materializzò, tra l’altro, sempre a Chia, nei boschi di querce e sulla rupe di Colle Casale, tra il Fosso Casalone e il Fosso Castello.

Sulla torre di Viterbo1 Pier Paolo Pasolini scrisse nel 1966: “(…) Ebbene, ti confiderò, prima di lasciarti, che io vorrei essere scrittore di musica, vivere con degli strumenti, dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare, nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri, e lì comporre musica l’unica azione espressiva forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà”.

Pierpaolo Pasolini, riuscì soltanto nel 1970 ad acquistare il castello solitario di Chia, risalente al XIII secolo.

Terreno e ruderi rappresentano un’importante emergenza archeologica, situata nello spazio compreso tra la convergenza del Fosso di Fontana Vecchia con il Fosso del Rio, nel loro andamento verso il fiume Tevere, situato su una rupe che domina un profondo strapiombo a un chilometro di distanza dal borgo di Chia.

Leggendo i versi di Enzo Siciliano il castello di Chia viene definito, come “…la macchina architettonica disegnata per una sequenza del Decameron o dei Racconti di Canterbury. A ridosso del muro, il più esterno sullo sperone di roccia, fu allestito un blocco di cemento e cristallo, stanze a cannocchiale, dove si poteva al massimo vivere in due. Là Pier Paolo avrebbe desiderato venir sepolto: nell’amore che nutriva per quel luogo. Vi fece costruire, su un prato accanto, un capannone in legno chiaro – una vasta stanza luminosa. Diceva che quello sarebbe stato il suo studio da pittore…”.

Il luogo “sacro” dove ha vissuto Pasolini, dunque, non può diventare una semplice e banale casa-vacanze.

“Ho iniziato un libro che mi impegnerà per anni, forse per il resto della mia vita – affermava Pier Paolo Pasolini il 10 gennaio 1975 – Non voglio parlarne, però: basti sapere che è una specie di summa di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie”.

“Quando ritorna a Roma e non appena riesce ad allontanarsi dagli stabilimenti cinematografici, va alla torre di Chia. – scrisse Nico Naldini – Attorno all’antico rudere, al centro del caravanserraglio circondato da alte mura merlate con una torre d’avvistamento, ha fatto costruire una casa semicircolare a grandi vetrate da cui lo sguardo spazia sulle forre del torrente Chia. A pochi passi, nascosto dalla vegetazione c’è un vasto padiglione in legno che funge da studio e dove, dopo molti anni, riprende a disegnare. Chia da adesso in avanti è il luogo dei ritiri solitari che favoriscono il lavoro da spendere attorno al romanzo, che si prevede lungo e forse interminabile”.

E il romanzo fu davvero interminabile perché Pasolini fu assassinato la notte del 2 novembre 1975.

Se fosse ancora vivo, di fronte alla possibilità che il suo luogo di cultura venga adibito a casa-vacanze, usando le sue testuali parole, ci ammonirebbe dicendoci che abbiamo “… perduto il senso della bellezza e dei valori. Tutto è in balìa della speculazione. Ciò di cui abbiamo bisogno è di una svolta culturale, un lento sviluppo di coscienza. La grande massa fluttua tra valori perduti e altri valori ipotetici non ancora acquisiti…”.

Silvio Cappelli


Articoli: Renato Petroselli:“Salviamo la Torre di Pasolini sotto il segno del peperino”  – Ancora e sempre il poeta abita qui… di Antonello Ricci – Nessuno tocchi la torre di Pier Paolo Pasolini…La Torre di Pier Paolo Pasolini rischia di diventare una casa vacanze di Daniele Camilli  – Soriano insieme: “Che fine ha fatto il progetto del Parco letterario Pasolini? – “Pier Paolo Pasolini passò qui il suo ultimo capodanno, con Bertolucci e Taviani” di Daniele Camilli


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12 novembre, 2018

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