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Giustizia - Un'ipotesi aberrante, secondo l'Organismo Congressuale Forense, che boccia il guardasigilli Bonafede

“Lo stop alla prescrizione viola la costituzione”

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Tribunale

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Roma – “Lo stop alla prescrizione viola la costituzione”. Non ha dubbi l’Organismo Congressuale Forense, l’organismo di vertice di rappresentanza politica dell’avvocatura italiana, nel bocciare l’iniziativa annunciata dal Guardasigilli: “Le stesse parti offese dai reati verrebbero private di qualsiasi garanzia in merito alla effettiva durata dei processi”. 

“La sospensione del termine di prescrizione dei reati per la durata dei gradi di giudizio successivi al primo, annunciata dal ministro Alfonso Bonafede, è una ipotesi aberrante perché in contrasto con noti e risalenti principi di civiltà giuridica e investe direttamente l’azione dell’Organismo congressuale forense e il ruolo di garante dell’effettività delle tutele che l’avvocatura svolge”, sottolinea il coordinatore Giovanni Malinconico.

La prescrizione, aveva spiegato il Guardasigilli, “era nel Contratto di Governo, a fronte di maggiori investimenti nella giustizia per non caricare sempre di più gli uffici: ora, dopo aver messo nella manovra fondi sufficienti, possiamo mettere mano anche alla prescrizione. L’idea è quella di fermarla per tutti i reati dopo la prima sentenza”.

“Questa ipotesi – prosegue Malinconico – comprimerebbe in modo inammissibile i diritti costituzionali dei cittadini. Non solo gli imputati, infatti, ma anche le stesse parti offese dai reati verrebbero private di qualsiasi garanzia in merito alla effettiva durata dei processi. Si determinerebbe, inoltre, una inammissibile compressione del ruolo dell’avvocatura nel processo. L’Organismo Congressuale Forense auspica che il governo e il ministro della giustizia, prima di assumere alcuna iniziativa in materia, avviino una necessaria fase di consultazione con l’avvocatura”.

Il ministro ha anche detto che nel corso dell’iter parlamentare “si aprirà un confronto con tutte le forze politiche, ma è già un buon segnale quello del lavoro concertato, perchè poi quando si parla di giustizia pensiamo che i nostri riferimenti possano essere chessò i giudici o gli avvocati, ma in realtà i veri giudici della giustizia sono i cittadini”.


 

Che cosa è l’Organismo Congressuale Forense

L’Organismo Congressuale Forense nasce il 7 ottobre 2016 a conclusione del Congresso di Rimini, con l’approvazione a larghissima maggioranza della mozione che ha dato al congresso un nuovo statuto in conformità all’ordinamento forense dettato dalla legge 31.12.2012 n. 247.

Nell’ambito delle proprie funzioni, l’Organismo ha il potere di proclamare l’astensione dalle udienze nel rispetto delle disposizioni del codice di autoregolamentazione. I componenti dell’Organismo sono eletti, su base distrettuale, in ragione di uno ogni cinquemila iscritti (o frazione pari o superiore a 2.500) negli albi ed elenchi speciali degli Ordini dei singoli distretti. L’Organismo ha, attualmente, 51 componenti.

Mentre in passato il Congresso Nazionale Forense costituiva un organo temporaneo composto da delegati la cui carica cessava con la chiusura dei lavori, lo “Statuto di Rimini”, attuando le nuove disposizioni, ha reso invece il congresso l’organo permanente che esercita la rappresentanza politica dell’avvocatura, i cui componenti durano in carica per un intero triennio fino al conseguente rinnovo e che può riunirsi ogni qualvolta sia necessario, al fine di adottare i deliberati che si rendano necessari nelle materie di propria competenza: “Ovvero sui temi della giustizia e della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, nonché sulle questioni che riguardano la professione forense”. 


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2 novembre, 2018

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