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Tarquinia - Omero Bordo è morto l'altra notte nella sua casa del centro storico - Classe 1943, un passato da tombarolo, poi rinnegato per diventare un’artista di fama internazionale

L’ultimo etrusco se ne è andato

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Tarquinia - Omero Bordo

Tarquinia – Omero Bordo

Tarquinia – L’ultimo etrusco se ne è andato. È morto l’altra notte, nella sua casa nel centro storico, Omero Bordo. L’uomo che ha dedicato la sua vita agli etruschi, dei quali si considerava diretto discendente. Oggi alle 11, al duomo, l’addio della città.  

Classe 1943, un passato da tombarolo, poi rinnegato per diventare un’artista, è stato amico di Sebastian Matta. Le sue opere sono esposte in alcuni tra i più importanti musei internazionali.

Su Youtube ci sono due video che meglio di ogni parola descrivono un personaggio, a volte controverso. Il primo è un filmato dell’Istituto Luce del 1963 sui tombaroli tarquiniesi, in cui un giovanissimo Omero Bordo risponde spavaldo alle domande del cronista. Proprio in quell’anno, dopo aver rinnegato il mestiere di tombarolo, per conto della Soprintendenza scopre la bellissima tomba dipinta delle Pantere.



Il secondo è un servizio del Tgr Rai di pochi anni fa, con Omero Bordo che racconta la sua storia di artista in grado di stupire il pubblico per la verosimiglianza delle sue riproduzioni con gli originali etruschi. Questa eccezionale abilità gli ha permesso di farsi conoscere in Italia e nel mondo. E di coltivare alcuni sogni. Su tutti Etruscopolis, il parco tematico sotterraneo realizzato nelle vecchie cave degli etruschi a poca distanza dalla necropoli.



“Io andavo a visitare le tombe, – dichiarava alle telecamere della Rai – quelle scavate e scoperte da tedeschi e inglesi negli anni Venti e Trenta dell’Ottocento. Sai che c’è. La gente vede queste tombe e quando esce è più ignorante di prima. Allora ho creato Etruscopolis, perché persone quando entrano in una tomba devono capire come era deposto il morto e come venivano messi i vasi”.

Centinaia i messaggi di cordoglio, gli aneddoti e i ricordi pubblicati su Facebook, non appena si è diffusa la notizia. “Voglio ricordarti spavaldo e fiero del tuo sogno. – scrive Leonardo – Ti ho conosciuto cosi, amato e odiato, genio e follia, visione ed esagerazione, artista e chiacchierone, una mina vagante che portava con sé idee e creatività”.

“Uno dei primi uomini che incontrai nel lontano 1975 quando misi piede a Tarquinia per la prima volta. – dice Gianna – Spesso passavo a trovarlo mentre lui creava i suoi meravigliosi vasi. Innamorato del suo lavoro. Uomo speciale”. Oggi alle 11, al duomo, l’addio a un’icona di Tarquinia.  


Morto Omero Bordo, l’ultimo etrusco

9 novembre, 2018

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