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Viterbo - E' il progetto "Paesaggio 4.0" che sarà presentato il 21 e 22 novembre presso il polo di agraria dell’università della Tuscia

Qualità ambientale, capitale culturale ed eccellenza alimentare

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Università della Tuscia - Facoltà di Agraria

Università della Tuscia – Facoltà di Agraria

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 21 e 22 novembre, presso il polo di agraria dell’università della Tuscia, verrà presentato il progetto “Paesaggio 4.0” con il quale il dipartimento Dibaf è stato selezionato dal Miur tra i dipartimenti di eccellenza in Italia, per lo sviluppo didattico e della ricerca dipartimentale, per il prossimo quinquennio 2018-2022.

Il progetto di eccellenza per lo sviluppo del dipartimento ha l’obiettivo generale di affrontare in modo prioritario il tema del paesaggio inteso come un sistema complesso, intreccio tra capitale naturale e capitale culturale.

In questa prospettiva, il progetto intende connettere tra loro le produzioni agro-alimentari di qualità e tipiche del territorio, le risorse ambientali e forestali con le corrispondenti filiere tra le quali quella del legno e delle biomasse, i parchi naturali e le aree protette con i relativi servizi eco-turistici, i siti e i parchi archeologici, gli eco-musei e le emergenze storico-monumentali.

La sfida che oggi il tema del paesaggio pone, proprio per il suo carattere di sistema complesso, è quella della sua resilienza e della possibilità di una sua gestione adattativa rispetto alle sempre più forti pressioni determinate dai cambiamenti climatici, idrogeologici, e socio-economici, con impatti in alcuni casi devastanti, come l’eccezionale siccità, le avversità parassitarie e gli incendi degli anni scorsi.

Sotto questo profilo la spiccata multidisciplinarità del dipartimento rappresenta un potenziale che raramente trova riscontro a livello nazionale ed è testimoniato dalla serie di competenze e tecnologie applicate ai vari ambiti paesaggistici e che di fatto si configurano come una prima e fondamentale risposta scientifica alle sfide che si intendono affrontare.

Queste tecnologie spaziano da strumenti per il monitoraggio ambientale e forestale effettuato con metodologie consolidate (inventari, statistiche, dendrocronologia) e innovative (flussi di gas e energia dagli ecosistemi, Internet of things), al telerilevamento a diverse scale (satellitare, da velivolo, da drone), dalle tecniche di modellistica ecologica e di analisi dei dati, alla bioinformatica e valutazione della biodiversità a livello genetico e di ecosistema, dalle tecnologie smartper una migliore tracciabilità, sostenibilità e qualità delle produzioni agro-alimentari, allo sviluppo di alimenti ad alto valore aggiunto, fino alle tecnologie di progettazione e di restauro dell’ambiente, del paesaggio e dei beni culturali.

Tali competenze consentono di produrre una enorme quantità di dati (Big Data), per loro natura eterogenei, nei formati, nelle risoluzioni, nell’accuratezza, e non sempre pronti ad una reale integrazione interdisciplinare che darebbe però l’opportunità di aprire eccezionali prospettive nella ricerca applicata alla conservazione e gestione del paesaggio naturale, agro-alimentare e culturale, nel contesto dei cambiamenti ambientali e socio-economici in atto, con le conseguenti ricadute nell’ambito didattico e della formazione e nel trasferimento del know-how ai diversi stakeholders territoriali.

Obiettivo specifico del progetto è quindi l’individuazione e lo sviluppo di metodi e tecnologie innovative in grado di favorire l’integrazione delle diverse tipologie di informazioni, consentendone l’accesso e l’utilizzo per la conservazione, la gestione e la valorizzazione del capitale naturale, produttivo, alimentare e culturale del nostro paesaggio, appunto Paesaggio 4.0.

Le linee d’azione del progetto sono le seguenti: cambiamenti climatici e paesaggio, paesaggi alimentari e qualità, bioinformatica, biologia e biomateriali per il paesaggio, cultura e natura per la conservazione e valorizzazione del paesaggio.

Per lo sviluppo e il perseguimento di tali obiettivi il dipartimento prevede nel prossimo quinquennio di investire risorse ministeriali e proprio cofinanziamento per potenziare la ricerca, le attività didattiche anche internazionali e il rapporto con Imprese e Istituzioni.

Il seminario sul Paesaggio 4.0, vedrà la partecipazione alla sessione inaugurale, oltre al rettore Alessandro Ruggieri e al sindaco di Viterbo Giovanni Arena, del presidente Salvatore Parlato del Crea-consiglio ricerche in agricoltura, del presidente Antonio Rosati dell’agenzia regionale Arsial per l’innovazione in agricoltura, della preside della facoltà di Architettura de La Sapienza-Università di Roma, del presidente Domenico Merlani della Camera di commercio di Viterbo, del presidente Alberto Cardarelli dell’ordine Agronomi e forestali di Viterbo, e di Giulio Curti responsabile LazioInnova a Viterbo. Il vicepresidente della regione Lazio ha dato la sua adesione ma la sua presenza ancora non è stata confermata.

Dopo l’inaugurazione, ci sarà la prolusione di Maria Andaloro su Beni culturali e paesaggio, alcune presentazioni dei temi che verranno sviluppati nel corso del progetto di ricerca e poi si dispiegheranno alcuni workshop di incontro e confronto tra i docenti, i giovani ricercatori i dottorandi e gli studenti del Dibaf con imprese del settore digitale e esperte di big datacome Microsoft, Hewlett Packard, Azure e con istituzioni come Cineca e il servizio meteorologico di Aereonautica militare, tutte organizzazione interessate a sviluppare una collaborazione e un dialogo costanti con il dipartimento Dibaf, nel settore della ricerca e dell’alta formazione applicando queste tecnologie innovative al paesaggio, all’ambiente, all’agroalimentare e alle biotecnologie.

Università della Tuscia


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19 novembre, 2018

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