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Ambiente - Istat - Il capoluogo della Tuscia ai vertici delle rilevazioni nazionali sulla presenza di inquinanti nell'atmosfera

Viterbo, la città dell’aria pulita

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Viterbo - Viale Trieste

Viterbo – Viale Trieste

Viterbo - Piazza del Plebiscito

Viterbo – Piazza del Plebiscito

Viterbo – Tra i capoluoghi di provincia italiani con la qualità dell’aria migliore, Viterbo è in prima fila.

Nelle ultime rilevazioni pubblicate dall’Istat, la città dei Papi è ai vertici di tutte le rilevazioni nazionali per il rispetto dei valori delle sostanze inquinanti nell’aria. A cominciare dal particolato Pm10, che la vede addirittura al primo posto.

Il Pm10 è un aerosol, cioè una miscela di polvere, fumo e microgocce di sostanze inquinanti, che provoca patologie croniche o stagionali alle vie respiratorie. La produzione di queste particelle deriva principalmente dalla combustione dei motori a scoppio.

Le normative prevedono che la media giornaliera massima non superi i 50 microgrammi al metro cubo e Viterbo, con un solo giorno di sforamento, si afferma come la città più rispettosa del limite, a pari merito con Isernia. A confermare il dato anche la ricerca Qualità della vita 2018 di Italiaoggi e università La Sapienza. 

La città molisana fa leggermente meglio per la media annuale di Pm10 prodotto: 17, contro 19 di Viterbo. Valori comunque molto positivi, se si considera che il massimo consentito è di 40.

Dati da riferimento anche per quanto riguarda il Pm2,5, una forma di particolato più nociva del Pm10, perché composto da particelle di dimensioni inferiori, che penetrano più in profondità nei polmoni. A Viterbo la concentrazione media annuale è di 11 microgrammi al metro cubo, ben al disotto della soglia limite di 25. Un risultato che porta il capoluogo della Tuscia al quinto posto assoluto, dietro solo a Sassari, Catanzaro, Grosseto e Reggio Calabria.

L’unico componente che non vede Viterbo al top delle classifiche è il biossido d’azoto. Si tratta di un gas che deriva da processi di combustione come le attività industriali, il traffico e i sistemi di riscaldamento, ma anche dall’utilizzo di sostanze come i fertilizzanti. Ha effetti negativi sia sulla salute umana, in quanto provoca irritazioni agli occhi e all’apparato respiratorio, che su quella ambientale, visto che contribuisce alla formazione dello smog e delle piogge acide.

Con una media annuale di 27 microgrammi al metro cubo, pur mantenendosi sempre nel rispetto del limite previsto di 40, Viterbo è 35esima, a grande distanza dalla miglior performance, fatta registrare da Enna con 5.

Le rilevazioni dell’Istat risalgono al 2016 ed è atteso a breve l’aggiornamento dei dati con i valori del 2017. Un aggiornamento particolarmente interessante, anche in considerazione dei provvedimenti di limitazione del traffico su cui sta lavorando la regione Lazio.

Alessandro Castellani

24 novembre, 2018

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