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Economia - La segretaria della Cna Melaragni: "La moratoria allevierà le difficoltà delle imprese"

Rinnovato l’Accordo per il credito tra banche e imprenditori

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Cna - Luigia Melaragni

Cna – Luigia Melaragni

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le piccole e medie imprese potranno usufruire, dal prossimo 1 gennaio fino al 31 dicembre 2020, delle misure di sospensione o di allungamento dei finanziamenti in corso alla data del 15 novembre 2018, secondo le regole previste dall’Accordo per il credito 2019 siglato con l’Abi – Associazione bancaria italiana dalle associazioni imprenditoriali. È stata dunque rinnovata l’intesa del 2015, tuttora valida, a sostegno delle esigenze di liquidità delle aziende.

Soddisfatta la Cna, tra i firmatari del documento. “Dal 2009, anno in cui è stato sottoscritto il primo accordo tra Abi e rappresentanti delle categorie economiche, la moratoria ha consentito alle imprese, in ambito nazionale, di disporre di liquidità aggiuntiva per 25 miliardi di euro. Anche nei nostri territori si è fatto ampiamente ricorso a questo strumento. Riteniamo importante dare continuità alla misura, che potrà alleviare le difficoltà purtroppo persistenti”,  osservano Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia, e Armando Mangeri, responsabile dell’area Credito.

Ed ecco, in sintesi, in cosa consiste l’iniziativa “Imprese in ripresa 2.0” prevista dall’Accordo. “La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta per un anno e il tasso di interesse può essere aumentato, rispetto a quello previsto nel contratto originario, in funzione esclusivamente degli eventuali maggiori costi sostenuti dalla banca ai fini della realizzazione dell’operazione – si legge nel comunicato congiunto Abi e associazioni -. È applicabile ai finanziamenti a medio – lungo termine, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing. In questo secondo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing”.

“Per le operazioni di allungamento, l’estensione della durata del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. Tale operazione – prosegue la nota – deve determinare una riduzione della rata di ammortamento del finanziamento in misura apprezzabile rispetto a quella originaria”.

Naturalmente le banche possono applicare misure di maggiore favore per le imprese rispetto a quelle indicate nell’Accordo.

Cna Viterbo e Civitavecchia

15 novembre, 2018

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