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Comune - 100 anni dalla fine della Grande Guerra - Silvio Cappelli alla presentazione di "O il Piave o tutto accoppati" agli Almadiani dal 3 all'11 novembre - Mostra, concerti e convegni

“Seicento vittime viterbesi e neanche un monumento a ricordarle”

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100 anni dalla fine della Grande Guerra - La conferenza

100 anni dalla fine della Grande Guerra – La conferenza

Silvio Cappelli e Aldo Fabbrini

Silvio Cappelli e Aldo Fabbrini

100 anni dalla fine della Grande Guerra - La conferenza

100 anni dalla fine della Grande Guerra – La conferenza

Sbocchia, Cappelli e Fabbrini

Sbocchia, Cappelli e Fabbrini

Luigi Maria Buzzi e Giovanni Arena

Grande Guerra, la conferenza – Luigi Maria Buzzi e Giovanni Arena

Marco De Carolis

Marco De Carolis

Viterbo – (g.f.) “Seicento vittime viterbesi e nemmeno un monumento a ricordarle”. Cento anni dalla fine della Grande Guerra. Il comune ricorda l’anniversario con otto giorni d’iniziative e alla presentazione, Silvio Cappelli (associazione Take Off) torna un secolo e oltre, indietro.

“Nel 1911 – ricorda Cappelli – in città c’erano 30mila abitanti, dediti in larga parte all’agricoltura. Quando scoppiò la guerra, tutti i ragazzi furono chiamati in fanteria, a fare il lavoro sporco. La città ne risentì molto.

I caduti alla fine sono stati più di 600 e non 200. Oggi manca un monumento che li ricordi, magari il comune potrà provvedere”. Luigi Maria Buzzi (FdI) raccoglie l’idea: “Parte del monumento ai caduti è stato portato al cimitero, il cippo. Sarebbe interessante spostarlo in una zona di Viterbo”.

L’iniziativa promossa dal comune, “O il Piave o tutti accoppati” è in programma dal 3 all’11 novembre all’ex chiesa degli Almadiani, con una mostra di reperti della Grande Guerra: “Non solo divise – spiega Tomas Bobek, allestitore – ma racconteremo la vita, con lettere e tutto quanto”.

Otto giorni per ricordare la fine della guerra. Come ricorda l’assessore alla Cultura Marco De Carolis. “Con mostre fotografiche – continua De Carolis – convegni, reperti e il 4 novembre l’annullo filatelico”. Francobollo con un soggetto particolare: “Abbiamo scelto fra tanti – ricorda Aldo Fabbrini – il leone di Viterbo che con una zampa tiene la palla e con l’altra schiaccia un cannone austriaco. Abbiamo ricevuto i complimenti da filatelici. Nei sessanta giorni successivi sarà possibile chiedere l’annullo”.

Un’occasione per riflettere. “Non dimenticare gli orrori della guerra ed evitare che si ripetano – osserva Luigi Maria Buzzi, consigliere comunale FdI – dobbiamo rispetto a chi ha dato la sua vita per salvare la patria. Un sacrificio che va attualizzato”. Buzzi ricorda la figura di Cesare Scappucci, eroe viterbese della Prima guerra mondiale, medaglia d’argento al valore militare.

La Croce Rossa partecipa al convegno del 9, sulla vittoria e il ruolo della Cri, come ricorda il presidente Marco Sbocchia. A cura del coro polifonico Santa Maria dell’Edera, il 4 novembre, concerto “Il Piave mormorò”.

Il 10, invece, “Caporetto 100 anni dopo” convegno a cura di Marco Zappa: “Può sembrare fuori luogo, essendo avvenuta 101 anni fa, invece fu proprio dalla sconfitta che tutto partì”. Take Off, allestirà un’esposizione di foto e cartoline.

In conferenza stampa a palazzo dei Priori, anche il sindaco Giovanni Arena, che ha ricordato l’importanza di mantenere viva la memoria.


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2 novembre, 2018

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