Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Presentato questa mattina il progetto per la difesa e la valorizzazione delle produzioni agricole d'eccellenza promosso dall'omnicomprensivo di Bagnoregio e dall'Ipseoa di Farnese

Studenti in campo per difendere la biodiversità della Tuscia

di Daniele Camilli

Condividi la notizia:

Viterbo - La presentazione del progetto "Bio ergo sum"

Viterbo – La presentazione del progetto “Bio ergo sum”

Viterbo - Andreina Ottaviani

Viterbo – Andreina Ottaviani

Viterbo - Paola Adami

Viterbo – Paola Adami

Viterbo - Francesco Monzillo

Viterbo – Francesco Monzillo

Viterbo - La presentazione del progetto "Bio ergo sum"

Viterbo – La presentazione del progetto “Bio ergo sum”

Viterbo - Simone Severini

Viterbo – Simone Severini

Viterbo - Luca Profili

Viterbo – Luca Profili

Viterbo - Stefano Paoletti

Viterbo – Stefano Paoletti

Viterbo - Alberto Valentini

Viterbo – Alberto Valentini

Viterbo – “Scuole nel territorio e per il territorio”. Bio ergo sum. Per tutelare e valorizzare i prodotti di qualità. Ricerca sul campo, commercializzazione e infine un ricettario. Come Pellegrino Artusi. “Al servizio della cultura e della crescita economica e turistica”.

A parlare è Andreina Ottaviani, dirigente scolastica dell’istituto superiore alberghiero “Alessandro Farnese” di Caprarola. Accanto a lei Paola Adami, collega all’omnicomprensivo “Fratelli Agosti” di Bagnoregio, l’agrario di una volta. Con loro, il segretario generale della camera di commercio Francesco Monzillo, il vice sindaco di Bagnoregio Luca Profili, Stefano Paoletti responsabile territoriale biodiversità di Arsial, l’agenzia regionale per lo sviluppo agricolo del Lazio, e Alberto Valentini, presidente Slow Food Viterbo. Un vero e proprio network di professionisti e istituzioni per promuovere la Tuscia sul fronte culinario e della biodiversità. 

L’occasione, questa mattina. Con la presentazione del progetto “Bio ergo sum” nella sala conferenze della camera di commercio in via fratelli Rosselli a Viterbo. Capofila, l’istituto di Bagnoregio. Storico punto di riferimento della provincia viterbese dove sono passate intere generazioni di agronomi e non solo. Partner d’eccellenza, l’Ipseoa di Caprarola. Ad affiancarli, Arsial e Slow Food.

“Il progetto – spiega una nota degli organizzatori – propone un programma di interventi integrati, modulati sulle esigenze specifiche del territorio. Conoscenza, promozione, formazione e comunicazione. Per un lavoro di informazione rivolto a studenti, insegnanti, produttori, cittadini e operatori economici.

Cinquanta studenti e 10 aziende agricole viterbesi coinvolte. Due le fasi di intervento. Identificazione e valorizzazione delle produzioni agricole locali legate alla biodiversità di interesse agricolo e alimentare. E infine, divulgazione dei risultati raggiunti. Attraverso un ricettario, un mercato dei prodotti di qualità che verrà allestito a Civita di Bagnoregio e la partecipazione alla giornata sulla biodiversità, il 22 maggio del prossimo anno a Roma. 

“Un percorso legato alla biodiversità che caratterizza il nostro territorio – ha detto Ottaviani – All’alberghiero prendiamo infatti i prodotti e li trasformiamo in cibo. In modo rigoroso e attraverso studi approfonditi. Non si diventa infatti chef per caso”.

“Dalla teoria agli aspetti concreti della biodiversità – ha aggiunto poi Adami -. Con gli studenti e le aziende coinvolte studieremo e approfondiremo le risorse genetiche di specie animali e vegetali di interesse agricolo e alimentare con l’obiettivo di scoprire, definire e salvaguardare un valore locale anche in termini di risorsa per l’adattamento al cambiamento climatico, avviando inoltre iniziative di tutela e valorizzazione con potenzialità importanti per lo sviluppo locale”.

Le specie prese in esame sono 10, nove vegetali e una animale. Nello specifico, l’aglio rosso di Proceno, il fagiolo giallo e quelli verdolino e del purgatorio, la lenticchia di Onano, il pomodoro scatolone di Bolsena, la ciliegia di Celleno, il greco b., la vite Aleatico e la carne maremmana.

“Il nostro è un territorio di grande qualità – ha commentato Monzillo -. Una ricchezza che va difesa, perché è proprio a partire dall’eccellenza delle nostre produzioni che dobbiamo competere sui mercati. E la diversificazione delle sue produzioni è sicuramente uno dei suoi più importanti valori aggiunti”.

Sinergia tra scuole e mondo agricolo. Ma anche tra mondo della scuola e istituzioni. In particolar modo tre. Arsial, comune di Bagnoregio e Slow Food. A dare la propria disponibilità anche il dipartimento Dafne dell’università degli studi della Tuscia per bocca di Simone Severini, prof all’Unitus. “Un percorso – ha sottolineato nel suo intervento – dove la ricerca svolge un ruolo importante. Siamo al vostro fianco. Avete messo in moto una strategia valida anche dal punto di vista economico”.

Pronta anche Bagnoregio, capitale agricola e turistica della Teverina. “In questi anni – ha spiegato Profili – abbiamo dato vita a un modello di sviluppo che è diventato oggi un polo turistico di rilevanza internazionale. Il contesto migliore dove ospitare un progetto che si sposa perfettamente con tutto quello che abbiamo realizzato”. A partire da un mercato agricolo che gli studenti realizzeranno proprio a Civita. Per far conoscere biodiversità e obiettivi raggiunti.

Fondamentali, infine, Arsial e Slow Food. “Con i ragazzi – ha dichiarato Paoletti – faremo prima dei sopralluoghi di campo. Sarà poi il momento della restituzione al territorio dei risultati ottenuti. Promuovere la biodiversità significa anche far conoscere e sostenere la filiera corta e il rapporto diretto e immediato tra produttore e consumatore”. Vuol dire dunque voler bene al territorio. “Perché – ha fatto infine notare Valentini – perdere la biodiversità significherebbe solo impoverirlo. In modo irrimediabile”.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
13 novembre, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR