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Talete, è guerra per il nuovo cda

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Talete, scontro in assemblea [4]

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Talete, scontro in assemblea

Viterbo – Talete ha il suo nuovo consiglio d’amministrazione, ma il conto è salato. Salvatore Parlato è stato confermato alla presidenza e nel cda entrano Giuseppe Fraticelli, indicato dal centrodestra e Stefania Pierini per il centrosinistra. A caro prezzo. I sindaci – soci di centrodestra contestano l’elezione e disconoscono la stessa nomina di Parlato. Che non votano, abbandonando i lavori.

In una riunione dai toni accesissimi, durante la quale, dalle parole c’è mancato poco che si passasse ai fatti.

Al centro del duro scontro, il voto di alcuni comuni. Due o tre, d’area centrosinistra. Rispettivi rappresentanti assenti, ma i sindaci hanno delegato il presidente della provincia Pietro Nocchi per votare. Apriti cielo.

Mai accaduto prima, per il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli (Forza Italia). “Mai successo prima – fa notare Romoli – che sia stato permesso ad amministratori d’altri enti di votare per chi è assente in aula. In dieci anni che faccio il sindaco, mai avvenuto. Chiedo che sia messo a verbale.

Contestiamo l’esito e faremo tutti i nostri passi. Avevo posto la stessa domanda, se fosse possibile e mi è stato detto di no”.

Solitamente, in assemblea dei soci, se non può il sindaco, c’è un assessore o un consigliere. Dello stesso comune. Nel sostenere la tesi, anche l’assessore di Montalto di Castro Marco Fedele ci va giù pesante: “Una delega concessa al presidente dell’Ato Nocchi è contestabile, perché deve essere organo di garanzia e ha potere di controllo sulla stessa società”.

Gianluca Angelelli (Pd) smonta la tesi del centrodestra. “Il socio assente delega un altro socio a rappresentarlo – spiega il sindaco di Civita Castellana – è previsto. Non è vero che deve essere dello stesso comune. Se così fosse, non risulterebbe assente, perché un assessore o un consigliere rappresenta a pieno titolo l’ente in assemblea. Oggi, invece soci assenti hanno delegato altri a votare”.

Ma anche il centrosinistra ha qualcosa da contestare, il voto del comune di Marta, a favore della lista di centrodestra. Altra occasione di scontro.

Sta di fatto che il centrodestra non si lascia convincere dalle parole di Angelelli. Ci prova un tecnico di Talete a chiarire. Ma la sua spiegazione non piace e soprattutto non è dovuta. Dovrebbe parlare la presidente dell’assemblea. Ne nasce un alterno piuttosto vivace. Si forma un capannello. Si fermano appena in tempo, mentre qualcuno già stava pensando di chiamare i carabinieri. Il clima però, resta tesissimo.

Quello che nessuno dice è che fra i soci – sindaci di centrosinistra e quelli di centrodestra, le forze praticamente si equivalgono. Qualche comune in più o in meno che vota per questa o per quella lista fa la differenza. E l’ha fatta.

In campo ce n’erano due. Il centrodestra proponeva Giuseppe Fraticelli (Forza Italia), Gioia Maria Scipio e Giuseppe Talucci Peruzzi (Fratelli d’Italia). Dall’altra parte, il presidente uscente e da qualche mese amministratore unico Talete, Salvatore Parlato, quindi Stefania Pierini e Antonio Assenzo.

Il risultato parla chiaro: 50,28% contro 49,72%. Due consiglieri al centrosinistra (Parlato e Pierini) e uno al centrodestra (Fraticelli). Romoli e gli altri non ci stanno. Chiedono che la riunione sia sospesa. Non vogliono votare il presidente. È il punto successivo. Non ci sono le condizioni. Si discute animatamente. Richiesta messa al voto e respinta.

“Non riconosciamo l’esito del voto – tuona Romoli – come centrodestra riteniamo gravissimo quanto accaduto. Una frattura enorme di cui il centrosinistra si è fatto carico, pur con voti risicatissimi. Per questo non riconosciamo il risultato e non ci interessa più votare un presidente condiviso. Abbandoniamo l’aula. Questo presidente non ci rappresenta e non ci rappresenterà”.

È Angelelli a proporre la conferma di Parlato, che a inizio assemblea aveva rassegnato le proprie dimissioni da amministratore unico.

Ritorna al comando di Talete. Dovrà fare i conti con una compagine societaria che è esplosa, in una guerra senza esclusione di colpi. Al suo rientro, Maurizio Palozzi (Pd) gli fa gli auguri. Ne avrà bisogno.

Giuseppe Ferlicca


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