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Nessuno tocchi la torre di Pasolini... - Interviene l'avvocato Nino Marazzita

“Trasformare lo studio di Pier Paolo in casa vacanze sarebbe solo uno sfregio”

di Daniele Camilli
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L'avvocato Nino Marazzita

L’avvocato Nino Marazzita

Soriano nel Cimino - La Torre di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La Torre di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino - La Torre di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La Torre di Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Pier Paolo Pasolini e sullo sfondo la torre di Chia

Soriano nel Cimino - Pier Paolo Pasolini nel giardino della Torre

Soriano nel Cimino – Pier Paolo Pasolini nel giardino della Torre

Soriano nel Cimino - La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Soriano nel Cimino – La casa studio di Pier Paolo Pasolini

Viterbo – “Un sacrilegio, una follia”. Per l’avvocato Nino Marazzita “permettere che la Torre di Pasolini diventi una casa vacanze sarebbe uno sfregio alla cultura, alla storia e alla vita di questo paese. A quella di Paese ancora intelligente, colta e raffinata. Di certo, non a quella fatta da persone volgari”.


Multimedia: La Torre di Pier Paolo PasoliniPier Paolo Pasolini nella casa studio di Chia – Video: La casa dove Pasolini visse i suoi ultimi anni


Nino Marazzita è penalista e giornalista. Amico e avvocato di Pier Paolo Pasolini. “La casa studio – propone – dovrebbe invece diventare un museo nazionale. Per far conoscere a tutti i momenti belli che Pier Paolo c’ha vissuto”.

Marazzita si è battuto fino alla fine per la verità sull’omicidio di uno dei più grandi intellettuali di sempre, assassinato a Ostia il 2 novembre 1975. E “purtroppo – aggiunge Marazzita – non c’è più nessuno che abbia la volontà di scoprirla. In questo paese si sono perse tante cose. Il desiderio di verità e memoria innanzitutto”.

Il castello di Colle Casale, la “Torre di Pasolini”, dove lo scrittore ha passato i suoi ultimi anni scrivendo il romanzo “Petrolio” e le “Lettere luterane”, rischia di essere venduta o di diventare una casa vacanze. I costi di manutenzione sono troppo alti e i proprietari hanno difficoltà a sostenerli.  

“E’ un edificio che fa parte della vita di Pasolini – sottolinea Marazzita -, quindi della storia di questo Paese. Sarebbe una follia ridurlo a casa vacanze. Non solo, ma, siccome Pasolini è stato anche un grande regista, mi sto pure battendo affinché il calco della mano di Pier Paolo possa entrare a far parte della via delle star a Hollywood. Una battaglia che molti artisti americani stanno portando avanti per tutta una serie di registi che hanno fatto la storia del cinema internazionale e che rischiano di essere dimenticati”.

Nel corso della sua carriera, oltre ad essere stato l’avvocato di parte civile nel processo per l’uccisione di Pasolini, ha difeso anche Pietro Pacciani in grado d’appello dall’accusa di essere il “mostro di Firenze” ed è stato il legale di Eleonora Moro nel processo sull’omicidio del presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro per mano delle Brigate rosse.

“Sono stato alla Torre i primi tempi – ricorda Nino Marazzita -. Pier Paolo mi chiamò perché un fotografo doveva fargli un servizio fotografico. Non si fidava”. A scattargliele fu Dino Pedriali. Un mese prima che lo scrittore fosse ucciso. Nell’ottobre del 1975. Pasolini morirà senza averle mai viste.

“Per me fu imbarazzante – confida Marazzita -. Io Pier Paolo lo avevo visto sempre vestito. Però ci sono andato lo stesso. Alla fine ne è venuto fuori un servizio fotografico bellissimo. Ma non l’ho visto mentre lo faceva”.

C’è ancora un altro ricordo. “A un certo punto – racconta l’avvocato – si era diffusa la voce che la macchina di Pasolini, che aveva con se a Ostia, fosse andata a finire alla Torre di Chia. Non era così. Per scrupolo andai pure a vedere. La ritrovammo invece in una caserma dei carabinieri. Investita, perché il carabiniere che doveva metterla dentro fece una curva troppo stretta e prese una colonna. Quando l’ho recuperata, l’ho data a Ninetto Davoli perché Pier Paolo aveva lasciato scritto che diventasse sua”.

Daniele Camilli


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21 novembre, 2018

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