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L'Irriverente

Anche Viterbo città di cultura e turismo

di Renzo Trappolini
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Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Come dicono quelli per i quali “non ci sono più le mezze stagioni”… se ne vanno sempre i migliori.

Sì, come loro, io, l’Irriverente, dico: un altro anno è passato. Sembra normale, ma con esso è avanzata anche l’età, cioè è diminuita l’età che avanza, che resta e quando essa non si misura più in decenni crescono libertà di dire, scrivere e la tolleranza compatente di chi ascolta e legge.

Allora, mi va d’iniziare il 2019 ricordando tra le non poche esperienze fatte (le quali a consuntivo son spesso somma di fregature) una che tale per me non fu: quella di assessore alla cultura.

Costatai allora quale giacimento aurifero fosse la Tuscia dal punto di vista culturale, non solo per memorie ma per capacità e iniziativa che vedevo in molti. In una conferenza stampa presso la Confindustria di Delli Jaconi senior conobbi allora i progetti che un intellettuale, Filippo Rossi, aveva attuato da altre parti e voleva importare a Viterbo.

Erano Caffeina, quella che oggi sta diventando anima e scuola della città, riferimento e appeal per un turismo nuovo e diversificato, frutto di scelte oculate di prestigio e dell’opzione “rete”. Collegamento, cioè, con operatori specializzati per un prodotto composito di eccellenza che porta a Viterbo quanti Viterbo non ha mai visto, se non nelle poche ore del pomeriggio-sera il 3 settembre.

A presiedere la Fondazione Caffeina è Andrea Baffo, giovane brillante allora, valente manager privato dell’industria della cultura oggi. Nel tempo di un caffè al bar grande di piazza del Comune mi accennò l’intenzione di lasciare un’onesta carriera burocratica per il salto nel vuoto dell’imprenditorialità culturale e – sbagliando – temetti per lui.

Caffeina porta infatti risultati solidi, costanti e ad ampia risonanza. Affacciandomi quasi quotidianamente su via Pinciana nella capitale e vedendo giorni fa il grande manifesto del Christmas Village me ne son sentito fiero.

Così, come quando leggo del milione di visitatori portati a Civita di Bagnoregio dal sindaco Francesco Bigiotti, attraverso la rete che ha steso in Italia e all’estero e che ora vuol ancorare anche nei vicini piccoli paesi come Sant’Angelo e la Teverina, collegandosi all’Umbria di Orvieto ed alla Bolsena del lago e delle due pietre, la sacra e quella con impressi i piedini di Cristina, bolsenese tenace.

Come il concittadino Paolo Equitani, che da imprenditore si è collegato in rete con l’Europa per ospitare come si deve turismo di qualità, ricco e che dà ricchezza. Sindaco che dall’impegno professionale ha fatto discendere benessere e lavoro in una città, ora molto più da lago di Garda e Maggiore che da Volsinii dell’Alto Lazio.

Baffo, Bigiotti, Equitani, Rossi e chissà quanti altri ci sono e ce ne saranno. Avessero fatto gestire a loro la proposta per Viterbo città della Cultura, forse oggi i soldi che vanno a Matera avrebbero, da Roma, fatto un percorso più breve.

Tusciaweb, con la rete in crescita dei suoi oltre 250 mila lettori giornalieri, testimonia questo fermento che fa della Tuscia una terra in cui la cultura darà ricchezza.

Meraviglia perciò che nella recente intervista su Viterbo, il presidente della regione Zingaretti non ne abbia fatto cenno e parlando di trasporti (trasversale e treno) abbia dimenticato la prospettiva dell’aeroporto. Ma non i rifiuti di Roma.


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31 dicembre, 2018

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