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Viterbo - Miranda Perinelli, segretaria generale Spi Cgil, interviene nel dibattito scatenato da Antonio Filippi

“Belcolle e tutto il sistema sanitario hanno bisogno di interventi”

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Viterbo - Miranda Perinelli

Viterbo – Miranda Perinelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho voluto far passare qualche giorno dal clima infuocato determinatosi dopo l’articolo di Antonio Filippi Cgil nazionale, perché ho ritenuto che in tutto ci fossero degli eccessi, delle prese di posizioni esagerate, che potevano ricondurre all’opportunismo, una gara a chi prendeva di più le distanze, ma che penso, non ha aperto la riflessione che l’articolo imputato voleva far cogliere, come ribadito dallo stesso.

Ritengo che in questo importante tema relativo alla sanità non si può catalogare tutto sul bianco o sul nero, perché né vero e né giusto e come in ogni campo ci sono delle sfumature che vanno colte.

Lo Spi Cgil, per sua natura sindacato confederale, nel congresso del comprensorio e del Lazio, da poco concluso, ha posto come tema centrale quello della sanità, visto che per ovvi motivi è la categoria maggiormente esposta nel caso di mal funzionamenti (ricordo che gli ultra 65enni assorbono la maggior parte del carico assistenziale e del relativo budget). Abbiamo ritenuto di doverlo fare perché nel Lazio c’è una differenza tra il risanamento avvenuto con il commissariamento, e la realtà percepita, e vissuta tante volte dolorosamente dai cittadini della nostra regione.

Per questo abbiamo approvato un documento di richiesta nelle varie istanze congressuali, perché ci sia una qualificazione e potenziamento del servizio sanitario regionale con risorse finanziarie che ne garantiscano la efficacia, l’efficienza e producano, attraverso confronti con le organizzazioni sindacali, assunzioni, reinternalizzazioni dal privato, aumento dei posti letto, l’adeguamento del personale per i servizi territoriali.

L’ospedale di Belcolle e tutta la Asl di Viterbo sono interessati appieno in questa ultima richiesta, come più volte precedentemente rivendicato a mezzo stampa dal Spi Cgil.

Belcolle è l’ospedale di riferimento dei viterbesi rimasto tale da qualche anno, dopo la chiusura dei più piccoli decentrati sul territorio, Montefiascone, Ronciglione tra i più vicini ma non insignificanti per bacino di utenze per eccellenze, pensiamo per esempio alla ematologia di Ronciglione. Aggiungo che forse la loro chiusura andava anche pensata prima che ci si spendessero diverse centinaia di euro e predisponendo servizi sostitutivi, sono convinta che nelle paventate ristrettezze non potevano più dare le stesse garanzie ai cittadini: medici che emigravano in altri ospedali perché chiedevano il trasferimento, o che venivano trasferiti per esigenze aziendali, attrezzature non idonee ecc…

Dunque su Belcolle si è concentrato un flusso di richieste talmente importante da non farcela più a contenere e a soddisfare la domanda da parte dei cittadini malati, ed ha comportato una difficoltà oggettiva anche per la carenza del personale medico, infermieristico e ausiliario, che sommato alle scelte del commissariamento regionale hanno creato non pochi disagi.

L’interrogativo che ognuno di noi legittimamente si pone è se il diritto alla salute esigibile nella sua interezza sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione. Crediamo anche che in alcune situazioni, specie per vincoli economici di budget, sia deontologicamente difficile, un’offesa per i medici e tutte le professioni sanitarie non poter agire appieno come vorrebbe.

Siamo sinceramente convinti che chiunque lavori in questa situazione di difficoltà oggettiva, non può avere la tranquillità e la serenità nello svolgere appieno la propria funzione professionale.

Ognuno di noi, cittadino di questa provincia, ha avuto esperienze positive di situazioni risolte a Belcolle, altri no, per i motivi diversi, situazioni di difficoltà diverse. Questo non vuol dire “fare di tutta l’erba un fascio” non sarebbe giusto per il personale medico, infermieristico, dei tecnici, ausiliario ecc… che mettono tutta la propria professionalità, buona volontà e impegno encomiabile per risolvere ogni problema a volte al limite delle proprie competenze, perché lavorare in ristrettezze è molto complicato e inoltre carico di responsabilità soprattutto nello specifico settore della salute.

Per questo motivo riteniamo che la regione Lazio debba intervenire non solo per Belcolle, ma in tutta la regione affinché, finita la fase commissariale come annunciato, si possa effettivamente toccare con mano che gli interventi sul sistema sanitario laziale vadano nella direzione che affermi il diritto alla salute per ogni cittadino.

Miranda Perinelli
Segretaria generale Spi Cgil Civitavecchia Roma nord Viterbo


Articoli: Stefano Innocenzi (Fp Cgil Medici) e Antonio Amantini (Fp Cgil Cinovi):  “A Belcolle un’assistenza sanitaria di alto livello” – Onorabilità dei medici di Belcolle, esposto – denuncia contro Antonio Filippi – Pomante (Cgil): “Tavolo di confronto sul funzionamento dell’ospedale Belcolle” – Filippi (Cgil): “Belcolle, ho le carte in regola per denunciare i disservizi” – Lanzetti: “A Belcolle professionisti preparati e di alto livello” – Ricci (Fials): “Su Belcolle valutazioni sommarie e inaccettabili” – Filippi (Cgil): “Lazio e Viterbo sotto la media nazionale, pazienti costretti a curarsi fuori regione”

 


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8 dicembre, 2018

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