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Tribunale - Operazione Red Zoll - Assist dalla commissione tributaria regionale ai fratelli Catia e Elio Marchetti

Evasione fiscale sulle supercar, annullato il debito con l’erario

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Inchiesta "Red Zoll"; nei riquadri: Catia e Elio Marchetti

Inchiesta “Red Zoll”; nei riquadri: Catia e Elio Marchetti

Viterbo – (sil.co) – Evasione fiscale sulle supercar importate dall’estero, dopo oltre quattro anni non decolla il processo ai fratelli Catia e Elio Marchetti, entrambi arrestati all’inizio dell’estate 2014 nell’ambito dell’operazione Red Zoll. La novità più consistente è che per il giudice tributario sarebbe venuto meno il debito, quindi anche l’evasione fiscale penalmente perseguibile. 

Dopo un primo stop, in seguito a un’eccezione relativa alla nullità del decreto di giudizio immediato sollevata dai difensori Marco Valerio Mazzatosta, Roberto e Francesco Massatani, il processo sarebbe dovuto ripartire da zero nel luglio dell’anno scorso davanti al giudice Giacomo Autizi. 

Ma lunedì il magistrato è stato costretto a un nuovo rinvio, riservandosi di decidere su un’ulteriore questione sollevata dai legali, stavolta relativa alla nomina dei consulenti che dovrebbero rinnovare la perizia sulla poderosa documentazione fiscale del processo. “Non possono essere gli stessi consulenti in quanto hanno già espresso un parere, per cui presenteremmo un’istanza di ricusazione”, hanno spiegato i Massatani e Mazzatosta. Si sono opposti i pubblici ministeri Stefano D’Arma e Eliana Dolce. Si è invece riservato Autizi, rinviando al 20 dicembre per esprimere il suo parare. 

Nel frattempo è emerso che la commissione tributaria regionale, esprimendosi in secondo grado su ricorso dell’agenzia delle entrate, avrebbe annullato il 90 per cento del debito, per cui ai fratelli Marchetti non sarebbe più contestabile l’evasione fiscale. 

In ogni caso, quindi, gli eventuali consulenti dovranno valutare, ai fini della perizia, anche gli approdi del giudizio tributario. “La commissione tributaria – ha spiegato Francesco Massatani – ha accolto in parte il ricorso dell’agenzia delle entrate, ma aha anche accolto la perizia dei nostri consulenti per la detrazione del debito Iva. E la conseguenza è che il debito erariale quasi sparisce”. 

Il giudice, rinviando al 20 dicembre, ha convenuto che come minimo andrà dunque richiesta una integrazione, con la rideterminazione del debito, alla luce delle sentenze della commissione tributaria regionale. 


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14 dicembre, 2018

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