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Castiglione in Teverina - Coldiretti e Confartigianato - L’enologo Riccardo Cotarella all’incontro “La viticoltura nella Tuscia – Un patrimonio da recuperare e valorizzare” spara a zero sulle due manifestazioni, sottolineando le criticità del territorio e chiede un cambio di mentalità - FOTO

“Fiere del vino di Castiglione e Montefiascone, soltanto momenti per ubriacarsi”

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Castiglione in Teverina - Convegno La viticoltura nella Tuscia

Castiglione in Teverina – Convegno La viticoltura nella Tuscia

Castiglione in Teverina - Convegno La viticoltura nella Tuscia

Castiglione in Teverina – Convegno La viticoltura nella Tuscia

Domenico Bosco, responsabile nazionale ufficio vitivinicolo Coldiretti

Domenico Bosco, responsabile nazionale ufficio vitivinicolo Coldiretti

Stefano Leporati - Coldiretti

Stefano Leporati – Coldiretti

David Granieri, presidente regionale Coldiretti

David Granieri, presidente regionale Coldiretti

Castiglione in Teverina -- L'enologo Riccardo Cotarella

Castiglione in Teverina — L’enologo Riccardo Cotarella

Castiglione in Teverina –  “Le due fiere del vino, quella di Castiglione in Teverina e di Montefiascone sono soltanto due momenti per ubriacarsi, non danno una cultura del vino ma sono un danno per il territorio”. È questa la fotografia critica del settore vitivinicolo viterbese scattata dall’enologo Riccardo Cotarella nel suo intervento nel convegno “La Viticoltura nella Tuscia – Un patrimonio da recuperare e valorizzare”.


Fotogallery: La viticoltura nella Tuscia


L’iniziativa è stata organizzata ieri pomeriggio al museo del Vino da Coldiretti Viterbo e Confartigianato Imprese di Viterbo. Ed è stata moderata dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti.

È stato descritto il quadro economico del settore, che riscontra tutti segni positivi per la vendemmia 2018, in particolare con un più 15% della produzione di vino italiano. Ma non solo, sono stati approfonditi anche i temi dell’import e dell’export e tutte quelle misure dell’Unione Europea che vanno a sostegno del settore vitivinicolo. Particolare interesse è stato riservato all’analisi della produzione nel Lazio e nel viterbese con tutti i suoi problemi ma con notevoli possibilità di crescita.

Importanti gli interventi nel corso del convegno: da Domenico Bosco, responsabile nazionale dell’ufficio vitivinicolo Coldiretti a Stefano Leporati, responsabile nazionale politiche economiche Coldiretti; da Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo e consigliere nazionale Microcredito di Impresa all’enologo nonché imprenditore Riccardo Cotarella.

A fare gli onori di casa il sindaco di Castiglione in Teverina Mirco Luzi, a cui sono seguiti i saluti di Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo che ha auspicato la possibilità in futuro di creare un Wine day della Tuscia e di una cabina di regia del settore, e Stefano Signori presidente della Confartigianato di Viterbo che ha sottolineto il record dello spumante italiano toccando una vendita di un miliardo e mezzo di euro battendo i cugini francesi.

Poi si è andati nel dettaglio con le analisi del settore nazionale e locale, con uno sguardo attento ai risultati della vendemmia 2018.

“L’Italia è il primo produttore di vino al mondo – ha detto Domenico Bosco, responsabile nazionale dell’ufficio vitivinicolo Coldiretti – con 45 milioni di ettolitri di media annua. Inoltre la produzione 2018 è stata una delle più abbondanti degli ultimi anni. Anche l’export ha un ruolo sempre più determinante per il vino italiano. La nostra nazione è la prima in Europa per numero di Docg, Doc e Igt”.

Domenico Bosco ha sottolineato anche alcuni dati del Lazio, in particolare il numero di 36 tra Docg, Doc e Igt di vino con 73 varietà autorizzate e che secondo i dati, i consumatori laziali non bevono il vino del territorio, come avviene invece nelle altre regioni d’Italia.


Stefano Leporati, responsabile nazionale politiche economiche Coldiretti, ha invece approfondito il tema dei bandi di finanziamento inseriti nel Psr e nella Pac, politica agricolo europea.

Poi ha preso la parola Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo e consigliere nazionale Microcredito di Impresa analizzando il tema del microcredito come strumento di finanziamento alle imprese e ai giovani agricoltori.

Infine è intervenuto l’enologo di caratura nazionale nonché imprenditore Riccardo Cotarella, che insieme al fratello dal 1979, è proprietario dell’azienda Falesco.

“Dobbiamo fare un esame di ciò che abbiamo sbagliato nel corso degli anni nella nostra zona – ha detto l’enologo -. Le doc laziali contribuiscono soltanto in piccolissima parte alla produzione nazionale. Questo è un livello triste per il territorio”. Cotarella ha sottolineato alcune criticità della produzione di vino della Tuscia, una su tutte quella di non avere una varietà d’uva che la caratterizzi.

“Siamo in una delle regioni più antiche culturalmente parlando – ha aggiunto Riccardo Cotarella – , terra degli etruschi e del cristianesimo. La colpa è che non ci sappiamo raccontare e siamo rassegnati di essere una comparsa marginale a livello nazionale nel settore vinicolo. Per questo dobbiamo dare degli imput. Anche le due fiere del vino, quella di Castiglione in Teverina e di Montefiascone sono soltanto due momenti per ubriacarsi, non danno una cultura del vino ma sono un danno alla zona. Dobbiamo invece impegnarci a portare personalità vere che ci possano raccontare chi siamo e il nostro territorio”.

Noi abbiamo una infinità di terreni – ha concluso l’enologo – che non ha nessuna regione d’Italia e dove potremmo fare qualunque varietà di vino. Cerchiamo di sperimentare altri tipi di vitigni, italiani e non. Abbiamo tutto: dalla cultura alla storia, dai terreni alle associazioni e dobbiamo tutti darci una svegliata. Dobbiamo puntare sui giovani”.

Ha concluso i lavori il presidente regionale di Coldiretti Lazio, David Granieri sottolineando l’esigenza di “fare poche cose ma buone” e che nella provincia di Viterbo c’è “il secondo pil agricolo delle regione che può essere un veicolo trainante per gli altri territori”.

Michele Mari

 


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21 dicembre, 2018

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