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Politica - Il Coordinamento 8 marzo e Rifondazione comunista contrari alle misure dell'esecutivo Lega-5 Stelle

“Un governo così odia le donne”

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Civita Castellana

Civita Castellana

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Attacchi all’autonomia, all’autodeterminazione, all’indipendenza economica e alla tutela sociale, i provvedimenti di questo governo sono contro le donne soprattutto quelle più deboli economicamente e socialmente: le donne migranti, quelle più soggette a contratti di lavoro a tempo determinato o al lavoro nero, le più esposte al rischio di non vedersi rinnovare il permesso di soggiorno, di conseguenza le più ricattabili e a rischio di cadere nelle mani di sfruttatori e delinquenti. 

Le donne vittime della “tratta di esseri umani” che per sfuggire alla spirale di maltrattamenti trovavano rifugio nei centri anti violenza e alle quali oggi è impedita addirittura l’iscrizione all’anagrafe dei residenti, le donne coinvolte nelle occupazioni abitative, spesso madri single, che nell’occupazione hanno l’unica soluzione praticabile all’emergenza abitativa, soprattutto quando costrette ad allontanarsi da un partner violento, le donne straniere povere a cui è negata la “carta famiglia” un piccolo sostegno per i più poveri con più di tre figli a carico. 

Le donne lavoratrici, che vedono la loro retribuzione ancora inferiore a quella maschile a parità di orario e funzioni, e oggi ancora di più quando e se diventano madri, inoltre si abolisce il congedo di maternità come “periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto per legge alla lavoratrice”, rendendolo “una scelta soggettiva della donna stessa” facendo così finta di ignorare che la maggior parte delle donne lavoratrici hanno contratti precari e sono scarsamente tutelate, e che con questa finta “libertà” di scelta, in gravidanza saranno sempre più preda dei ricatti dei datori di lavoro. 

I partiti di questo governo, nei territori dove amministrano, arrivano a favorire e finanziare con soldi pubblici, associazioni private che promuovono campagne di disinformazione e boicottaggio delle leggi dello Stato in materia di maternità consapevole, contraccezione e interruzione volontaria della gravidanza (legge 194).

Un governo che si fa vanto di buttare in strada donne incinte o con bimbi nati da stupri, che taglia i fondi ai centri anti violenza, sgombera spazi autogestiti da e per le donne, depotenzia i consultori, rende i percorsi di allontanamento dalla violenza familiare sempre più tortuosi fino ad impedirla nei fatti, nei casi di maggiore debolezza sociale ed economica e in presenza di figli minori, un governo così odia le donne.

Coordinamento 8 marzo
Rifondazione comunista – Circolo Erinco Minio

8 dicembre, 2018

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