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Economia - Consumi - Aumentano gli acquisti per i regali nei piccoli negozi rispetto alla grande distribuzione

Indagine Confesercenti, per il 47% dei viterbesi un Natale di speranza

di Michele Mari
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Viterbo - La conferenza Confesercenti

Viterbo – La conferenza Confesercenti

Viterbo - La conferenza Confesercenti - Vincenzo Peparello

Viterbo – La conferenza Confesercenti – Vincenzo Peparello

Viterbo - La conferenza Confesercenti

Viterbo – La conferenza Confesercenti

Viterbo - La conferenza Confesercenti - Vincenzo Peparello

Viterbo – La conferenza Confesercenti – Vincenzo Peparello

Viterbo - La conferenza Confesercenti - Vincenzo Peparello

Viterbo – La conferenza Confesercenti – Vincenzo Peparello

Viterbo – Sarà un altro Natale di speranza per i viterbesi. Dopo quello dello scorso anno, anche quest’anno il 47% dei cittadini vedrà un Natale di speranza.

E’ la risposta più gettonata dall’indagine di Confesercenti, sul periodo di feste 2018 presentata questa mattina nella sede di viale Bruno Buozzi dal presidente, nonchè membro della presidenza nazionale Vincenzo Peparello. 

Per il 18% degli abitanti della provincia sarà invece un Natale difficile, austero per il 22% e di rilancio per l’8%.

“Il dato fa riflettere – ha detto Peparello – e rispecchia l’incertezza dei mercati, l’andamento politico e gli investimenti. Riflette le paure rispetto al futuro. Cala invece l’austerità. Inoltre i dati evidenziano che rispetto al Natale scorso, per oltre il 35% dei viterbesi sarà uguale, peggiore per quasi il 20% e migliore per circa il 17%”.

L’indagine di Confersercenti riguarda un po’ tutti gli aspetti del Natale, soprattutto per le tendenze e i consumi. 

“Quest’anno c’è un aumento degli acquisti per i regali nei piccoli negozi (19%) – ha spiegato Vincenzo Peparello – e ciò non avveniva dal 2007 con un aumento di circa tre punti percentuali rispetto al 2017. E’ un dato confortante perchè in tutta Italia otto milioni e mezzo di persone preferiscono comprare in negozi di vicinato o specializzati. La grande distribuzione vede un calo del 2% attestandosi al 33% come le spese in internet (35%) con un calo di un punto e mezzo percentuale”.

Sempre in merito ai regali, l’indagine di Confersecenti nel viterbese vede un aumento dell’acquisto dei libri, e dell’enogastronomia, con un leggero calo dei giocattoli rispetto allo scorso anno, un aumento dei gioielli mentre profumi, elettrodomestici, viaggi e  abbigliamento rimangono stabili. Inoltre particolare attenzione è stata riservata al fatidico pranzo di Natale.

“L’analisi – continua Peparello – riguarda anche se verrà preparato un piatto tradizionale per il pranzo di Natale. L’86% dei viterbesi ha risposto in modo positivo mentre il restante 14% in modo negativo. Quest’ultimo dato è condizionato dai residenti non connazionali con culture e religioni diverse dalle nostre. Tra i piatti più cucinati per il pranzo figurano al 38% i primi come cannelloni, pasta al forno e tortellini, il 18% secondi di carne di agnello, coniglio, pollame, bovino e suino, mentre il 27% secondi di pesce come baccalà, scampi, anguilla, frittura mista e infine il 17% dolci”.

Tra i prodotti tipici locali, i viterbesi acquisteranno pesce (15%), seguito dalle carni, dolce e olio al 14%, vini al 13% e al 10% legumi e formaggi.

“Risalgono rispetto al 2017 – continua Peparello – gli acquisti di prodotti tipici locali e biologici anche per il fatto che sono aumentate le aziende che puntano sui prodotti biologici. Inoltre quest’anno la notte di San Silvestro verrà passata dai viterbese per il 48% con amici, il 37% in famiglia e il 15% nei locali. Nei primi due casi ci sarà una maggiore attenzione all’acquisto di prodotti locali e di qualità”.  

Peparello ha ribadito anche la necessità di un consorzio di autotutela per la tracciabilità dei prodotti, uno su tutti per l’olio. Infatti la grande distribuzione alimentare organizzata è in mano per il 76% ad aziende straniere che portano nei nostri scaffali sempre più prodotti di altre nazionalità.

Inoltre, secondo i dati dell’indagine, il 73% dei viterbesi non farà una vacanza nel periodo natalizio mentre i restanti preferiranno mete italiane.

“Per il turismo a livello nazionale – ha concluso il presiente di Confesercenti Viterbo –  la tanto attesa crescita non c’è stata e i dati non sono andati bene. C’è bisogno di una programmazione negoziata che negli ultimi anni ha dato ottimi risultati nella Tuscia e nel viterbese con la crescita più alta nel Lazio dopo Roma. Questo grazie a Visituscia e Buylazio che hanno portato migliaia di tour operator nella Tuscia e con i Gal, Psr e reti d’impresa sono arrivati fondi per investire.  Per questo faccio un appello alle associazioni, per creare un coordinamento per il tessuto imprenditoriale insieme alle istitutizoni e ai comuni per gli interventi sul territorio”. 

Michele Mari


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21 dicembre, 2018

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