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L’Irriverente

Su Di Maio figlio i calcinacci del padre

di Renzo Trappolini
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Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Quanti indagatori invisibili saranno stati usati per trovare su un milione e 538mila lavoratori in nero, gli invisibili veri, quattro che nel superaffollato sud spalavano calce per il geometra muratore di Pomigliano prima che il figlio diventasse ministro. Lì, a cercare l’ago nel pagliaio, anzi vicino a qualche non condonato “manufatto” con calcinacci e residui di cantiere non portati in discarica (al sud, dove, come?).

Luigi Di Maio è salito in alto, troppo e gli uomini non gradiscono scalate così estemporanee.

In verità, neanche le altre, se, per Attilio Piccioni vicepresidente del consiglio come lui ma negli anni ’50, furono sguinzagliati indagatori per collegare la morte di una certa Wilma Montesi sul litorale di Torvaianica alla fine di un festino cui aveva partecipato il figlio Piero. Costui fu assolto, ma il padre – che conobbi poco più che bambino perché concorse da senatore a Viterbo – ne fu politicamente distrutto.

E per Andreotti, l’uomo dei papi, l’amico di Gheddafi e Arafat grazie ai quali il terrorismo arabo deviò dall’Italia, il ministro che con Craxi chiamò i carabinieri a Sigonella contro i Marines? Il divo Giulio si trovò un processo per assassinio, in cui fu assolto e un altro per mafia con assoluzione e libera interpretazione della sentenza.

Testimonianze, documenti, originali o ricostruiti da uomini dai cervelli sopraffini.

Come quelli da cui caddero calcinacci anche sui papi: i rapporti di Pio XII con la tedesca segretaria-badante suor Pascalina; Paolo VI mormorato di omosessualità da vecchi prelati e nobili di curia cui quel papa tolse privilegi e mostrine (a me pendolare in un liceo romano ne parlò sarcastico un compagno che aveva dovuto rinunciare alla divisa di guardia pontificia che la famiglia indossava da secoli). Su Giovanni Paolo II ricordo l’articolo del Borghese quando fu fatto cardinale: “Lo svizzero” che scriveva collegò la porpora ad una presunta condiscendenza al comunismo. Di Ratzinger la foto di giovane prete che impone ambedue le mani dall’altare tagliata in modo che se ne vedesse una sola, la destra protesa nel saluto nazista. Al democratico se non rivoluzionario Francesco una biografia da destrista in Argentina e da eretico in San Pietro.

Quanti saranno gli uomini che cucinano questi “piattini”?

Pensando a loro vien da domandarsi se davvero l’uomo, come dicono, fu creato a immagine e somiglianza di Dio. Sia pure il Dio che ordinò ad Abramo di uccidere il figlio Isacco, ma ne fermò la mano al momento giusto e che mandò sulla terra il suo di figlio, facendolo nascere in una stalla e crocifiggere, insensibile quando lui gli gridò perché lo avesse abbandonato. Poi però lo fece risorgere. E fu redenzione. A noi basterebbe la speranza.

Renzo Trappolini


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10 dicembre, 2018

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