--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Francia sotto assedio - In uno straordinario ed esclusivo reportage il racconto dal vivo degli scontri di sabato scorso nella capitale francese che hanno piegato il presidente Macron - FOTO e VIDEO

Scontri, barricate, pallottole di gomma… è la battaglia di Parigi

di Daniele Camilli

Condividi la notizia:


Francia – Scontri, barricate e colpi d’arma. Pallottole di gomma. Parigi, 8 dicembre. Il giorno dell’Immacolata. In Francia, la scorsa settimana, tra gli Champs Elysées e le strade di lato c’è stata una battaglia. Vera.


Multimedia – Fotogallery: In viaggio verso la capitaleLa battaglia di ParigiI volti in mezzo alla battagliaFotografi e giornalisti sul campo – Video: I caselli autostradali occupatiFeriti e proiettili di gommaGli scontri con la gendarmeriaManifestanti e gendarmeriaGli scontri con la polizia


Da una parte, polizia e gendarmeria. Su ordine del presidente della repubblica Macron. Dall’altra, uno strano Terzo stato vestito di giallo fatto di giovani, precari, quarantenni, ragazze e ragazzi, quinte generazioni di magrebini e liceali che si sono battuti a mani nude per un’intera giornata. Dalle 10 di mattina a tarda notte, quando ancora le camionette della polizia sfrecciavano a sirene spiegate attorno all’arco di trionfo dove duecent’anni fa passò la grande armata di Napoleone Bonaparte scolpito sul marmo che s’affaccia su una piazza, che sabato è stata un fiume in piena tinto di giallo. Gilets jaunes. Nient’altro che un popolo che chiede la testa del suo re.


Francia - La battaglia di Parigi


Davanti a loro forze armate mandate a fronteggiare figli e nipoti. Senza esclusione di colpi. Blindati, cavalli, pallottole di gomma, cani e manganelli. I manifestanti, tutti, hanno combattuto oppure palesemente solidarizzato con chi lanciava sassi, incendiava automobili e tirava su barricate. “La barrica chiude la strada, ma apre la via”, stava scritto su un bandierone.


Francia - La battaglia di Parigi


Durante la notte, capannelli di gilet gialli hanno occupato tutti i caselli fino a Parigi. Niente pedaggio. L’autostrada è gratis. Con i cartelloni luminosi che invitavano i viaggiatori a starsene il più possibile lontano dalla capitale francese, come se fosse dovuto per forza succedere qualcosa. Anche tra i gilet gialli c’è stato qualcuno che diceva di non andare nella capitale perché ci sarebbero stati i casseurs, i “distruttori”, pronti a sfasciare quello che incontravano. Manifestanti che si organizzano in rete tra decine di gruppi ed eventi. E che dal 17 novembre stanno dando filo da torcere al presidente Macron, al punto che l’intenzione è proprio quella di non fermarsi più. “Non vogliamo solo sbarazzarci di Macron – stava scritto su una delle tante barriere di legno a protezione dei negozi lungo la via, tutti quanti chiusi -. Non vogliamo proprio un presidente”. Inteso come istituzione. Nel parcheggio sotterraneo in piazza Victor Hugo, un gruppetto di gilet gialli parla di rapporti con movimenti simili in Spagna e Portogallo. “Il prossimo fine settimana – dicono – puntiamo a bloccare le frontiere”. L’atto V. “Resistance”, riporta uno dei gruppi Facebook creati per l’occasione.


Francia - La battaglia di Parigi


“In discussione c’è la libertà e la democrazia – dice un ragazzo di vent’anni in piena notte dalle parti di Lione -. In discussione c’è la dignità di un popolo”. “Il nostro popolo vincerà”, stava scritto su uno spartitraffico in cemento armato di lato a una baracca messa su in questi giorni dai gilet, con tanto di letto e bidone fiammeggiante. Ci sono pure signore sulla sessantina. Quella generazione di gente che s’è goduta Mitterand ma il sessantotto parigino l’ha solo sfiorato. E adesso stanno in mezzo. Magari tra due figli. Uno gendarme e l’altro in piazza. Appena manifesti solidarietà, sei immediatamente accolto. Chi dice che questo movimento è di destra si sbaglia di grosso. Nè destra, né sinistra. E’ solo un soggetto nuovo, ancora indefinibile. Ma che si sta formando a velocità pazzesca sul campo di battaglia.


Francia - La battaglia di Parigi


In piazza la bandiera è una soltanto. Il tricolore repubblicano. I manifestanti attaccano in massa. Al canto della marsigliese, scritta alla fine del settecento da un soldato dell’esercito giacobino. Ci sta pure una banda con tanto di tamburino. “Aux armes, citoyens! Formez vos bataillons!…Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons!”. Il segreto sta tutto lì, nell’inno nazionale. Chi ne capisce fino in fondo il testo può benissimo capire le ragioni dei gilets. Altrettanto e fino in fondo. 

Nelle vie laterali c’è invece la gendarmeria che costringe i gilet gialli sugli Champs Elysées. Sono l’equivalente dei carabinieri italiani. Militari da sempre percepiti come caposaldo della repubblica nata dalla rivoluzione. Nel corso del tempo sono stati ritirati dalle città principali, lasciate in mano alla polizia, e dislocati sul territorio. A diretto contatto con le persone. Chi stava in piazza, con loro, s’è infatti comportato diversamente. Nonostante lo scontro, durissimo è stata la gendarmerie a sparare le pallottole di gomma in testa e ad altezza d’uomo, le persone con loro cercavano il dialogo. Per spiegare le proprie ragioni. 

La gendarmeria poteva poi benissimo alzare il livello dello confronto. Prima di attaccare ha aspettato a lungo. Non solo, ma ha permesso a diverse persone vestite di giallo di passare da una via all’altra. Un gendarme portava con se una GoPro. “Ce l’avete in dotazione?”. Risposta. “No, è mia. La uso per riprendere i ragazzi”. L’impressione è che fosse sincero.


Francia - La battaglia di Parigi

Francia - La battaglia di Parigi


“Noi vi paghiamo – gli diceva la gente ai gendarmi – dovete servire il popolo. Siamo stati dalla vostra parte quando ci sono stati gli attentati”, il riferimento è agli attacco dell’Isis degli anni scorsi, “ora dovete stare dalla nostra parte”. Molti militari sono giovani. Sul volto hanno talvolta le stesse sciarpe che indossano gli altri ragazzi dall’altra parte della barricata. Per proteggersi dal gas dei lacrimogeni che ti prende la gola e i polmoni strizzandoteli come una spugna senza darti più fiato e farti respirare per una buona manciata di secondi.

Quando sparano fa impressione. I colpi rimbalzano e schizzano addosso a chi ti sta vicino. Quando ti prendono in testa, nemmeno te ne accorgi. Caschi a terra e batti la schiena. Poi ti rialzi, e fa veramente male. Lasciano il segno. Un cerchio. Bianco nel mezzo e bordò attorno. Ma quei ragazzi hanno continuato a cantare e ad attaccare. Senza sosta. Con la bandiera tricolore in testa. Come nel dipinto di Delacroix. “La libertà che guida il popolo”.

Le tute gialle in piazza c’avevano anche i medici, a chiudere i tagli e a portar via i feriti.

Ogni tanto, dalle retroguardie, sbucava poi fuori la polizia. In assetto antisommossa. Un corpo coeso. Usciva solo per fare prigionieri, tirandosi via un manifestante per volta. Di solito il più innocuo e pittoresco. Replicando la sera, in base al colore della pelle. Tant’è vero che alcuni adolescenti, che venivano dalle banlieu e davano tutta l’impressione d’essersi affacciati per la prima volta a vedere cosa stesse succedendo da quelle parti, appena si sono accorti che la polizia prendeva le persone un po’ a casaccio, se la sono subito data a gambe.


Francia - La battaglia di Parigi

Francia - La battaglia di Parigi


Ed è vero. Come nei film di Kassovitz. La polizia non è amata. I cani che si portavano appresso, tesi come i padroni che li obbligavano al guinzaglio, aggredivano chiunque. Gli stessi gendarmi non gli hanno rivolto parola. Quando un gruppo di militari, giovanissimi, si sono trovati isolati in mezzo alla folla, nessuno li ha sfiorati.

Con i poliziotti è stata invece un’altra storia. Tra loro e i ragazzi in piazza l’odio era palpabile e palese. Sincero. Tanto che a un certo punto, nelle vie laterali, les rues Charron, Lincoln, Vernet e Quentin-Bauchart, è successo il finimondo. Tanto, da dover impiegare un paio di blindati, con la police soccorsa dalla gendarmeria. Una marea di sassi spicconati da terra e lanciati da gruppi organizzati che hanno dialogato per tutto il tempo con chat e cellulari.

Ragazzi che poi hanno preso alle spalle la polizia costringendola a scontrarsi tra le auto incendiate fino a Place des Etats Unies. Guerriglia bella e buona. Con movimenti ordinati. Dandosele a distanza, ma di santa ragione.

Detonazioni, lacrimogeni a grappolo e manganellate tirate a fare male. La risposta, una grandinata di sampietrini. “Reculez! Reculez!”, si sentiva dire in continuazione dai poliziotti. Era il segnale che ti dovevi spostare. Immediatamente. Beccandoti pure uno spintone. Chiunque tu fossi stato. A meno che non ti avessero confuso. Perché di fatto eri vestito come alcuni di loro. Da manifestante.

Ed è andata avanti così, fino a sera. Fino all’ultimo respiro. Quello dei pompieri chiamati a spegnere l’incendio di Parigi.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
12 dicembre, 2018

Reportage ... Gli articoli

  1. "Se c'è qualcosa da fare, le persone vengono in centro..."
  2. La guerra fredda sui muri della città dei papi
  3. A chi conviene la trasversale?
  4. "L'Ater è un'azienda sull'orlo del collasso"
  5. "Fabrizio Frizzi aveva il dono di saper abbracciare"
  6. La costituzione che il liceo classico ha dimenticato
  7. Il sole bacia la fiera dell'Annunziata
  8. "Giochiamo a cricket a Valle Faul per fare una cosa diversa nella vita"
  9. Riello, come nascondere la polvere sotto il tappeto
  10. "La ringraziamo a nome di tutta quanta la Chiesa"
  11. "Torneranno a cacciarci con la polizia..."
  12. "Terme ex Inps, sono stati già dati 20 mila euro per individuare l'advisor"
  13. "Case popolari, chiediamo di restare e pagare l'affitto in base al reddito"
  14. "Terme ex Inps, prima di chiuderle le hanno ristrutturate"
  15. "Quota 100 crea problemi senza risolverli"
  16. Pranzo del Purgatorio, oltre 500 anni di solidarietà e beneficienza
  17. Carnevale 2019, vince il Regno di madre natura
  18. "Via dei Pellegrini, gli alloggi verranno sistemati entro maggio"
  19. Le Terme ex Inps saccheggiate, devastate e abitate
  20. Parcheggio selvaggio in tutto il centro storico
  21. "Via dei Pellegrini, il comune non ha fatto i lavori e non ha regolarizzato gli assegnatari"
  22. Alieu Jallow torna in Gambia
  23. Viterbo saluta don Angelo Gargiuli
  24. Il Carnevale va a gonfie vele...
  25. Un uragano di carri, maschere e colori...
  26. Quel pasticciaccio brutto di via dei Pellegrini
  27. "Vivo in uno stanzone del comune senza acqua, bagno e riscaldamento..."
  28. Carri, gruppi mascherati e mille scintillanti colori
  29. La città che non vuole la mafia scende in piazza...
  30. "Il decreto sicurezza somiglia alle leggi razziali volute dal fascismo"
  31. "Pronti a stanziare le risorse necessarie per la bonifica della discarica del Cinelli"
  32. Il Riello nel degrado
  33. "L'illegalità non può avere la precedenza, entro tre mesi avvieremo le procedure di sfratto"
  34. "Chi nega le foibe è un imbecille, un delinquente e un birbaccione..."
  35. Al "serpentone" di Bagnaia senza luce né acqua
  36. Addio al fiume fantasma che attraversa Viterbo...
  37. Riparata la recinzione del "Colosseo", ora è severamente vietato entrare
  38. Strade colabrodo ovunque
  39. "Appena abbiamo iniziato a costruirlo, le donne lo hanno subito presidiato"
  40. "Tutti trattengono il fiato, perché tutti sanno di essere colpevoli..."
  41. "Una festa per tutelare i diritti degli animali"
  42. il ricordo della sterminio degli ebrei è cosa viva anche nella Tuscia
  43. Cani e gatti contro il bullismo
  44. "Centro di ascolto, mensa e dormitorio Caritas aperti tutto il giorno"
  45. "Tutto perfetto, operativi e in allerta 24 ore su 24"
  46. I rifiuti al Riello rischiano di invadere la strada
  47. "I Pokemon Go c'hanno fatto impazzire, i ragazzi li cercavano sui binari"
  48. Quanto tempo ci vuole per riavere casa?
  49. Il collasso del centro storico
  50. Alieu Jallow tornerà in Gambia
  51. "A Mammagialla è difficile applicare pure le punizioni"
  52. Il focarone fa risplendere Bagnaia
  53. "Rischiamo la rivolta dei detenuti o un'evasione"
  54. "Piazza della Rocca, San Faustino e la Trinità vanno recuperate e valorizzate"
  55. Al Pilastro una partita di calcio contro il razzismo...
  56. "Il cortile di San Carluccio doveva essere una casa albergo per persone in difficoltà"
  57. "Un centro studi per indagare gli aspetti meno conosciuti del lavoro di Pier Paolo"
  58. La vergogna cittadina degli affreschi distrutti in via Annio e via Saffi
  59. Ventidue milioni di turisti rinunciano alla Tuscia
  60. "E' stato un padre e un fratello, l'amico del cuore"
  61. "Hai sempre cercato di disegnare un sorriso sui nostri volti"
  62. "Befane di tutta Italia unitevi..."
  63. Pienone per la calza della befana più lunga del mondo
  64. Luminaria, suggestioni poetiche nel segno del dialogo e dell’integrazione
  65. "Civita e Bagnoregio diventeranno lo snodo turistico e viario di tutta la Tuscia"
  66. Happy New Year
  67. "Chiesa San Lazzaro: reperite le risorse per il tetto, e affidati i lavori"
  68. Chiesa di San Lazzaro, dopo tre mesi il comune non ha fatto nulla
  69. "Vivo. Vivo? Respiro! Qui è pieno de topi..."
  70. "È una città che ha poca attenzione per il suo patrimonio culturale"
  71. Lago di Vico, nessuna contaminazione dovuta all'arsenico
  72. "Consiglio a tutti di visitarla, noi abbiamo deciso di passarci il Natale"
  73. La Teverina diventerà il paese delle fiabe d'Europa
  74. "Anpi, il prefetto Bruno doveva partecipare all'inaugurazione della sede"
  75. Due quintali di solidarietà per il Campo delle rose
  76. La banda della Polizia e la Croce Rossa incantano l'Unione
  77. "Provocazione fascista contro la sede dell'Anpi"
  78. "Un'aggressione mediatica senza precedenti"
  79. Un borgo dipinto a Bagnoregio e una flotta di bus turistici per collegare tutta la Tuscia
  80. I sogni dei bambini nelle letterine a Babbo Natale...
  81. Cinelli, il telo della discarica verrà riparato e il sito bonificato
  82. I pericoli del "Colosseo", dove i ragazzi rischiano la vita
  83. "Trasformare lo studio di Pier Paolo in casa vacanze sarebbe solo uno sfregio"
  84. La Torre di Pier Paolo Pasolini rischia di diventare una casa vacanze
  85. "Pier Paolo passò qui il suo ultimo capodanno, con Bertolucci e Taviani"
  86. L'umidità sta divorando gli affreschi di Vanni al cimitero di San Lazzaro
  87. Nel cuore del rave, tra sballo, peace e love
  88. Discarica del Cinelli, l'inchiesta di Tusciaweb finisce su Rai News
  89. "Rifiuti pericolosi a Cinelli, si intervenga al più presto"
  90. La discarica di Cinelli vista dal drone
  91. Discarica del Cinelli, dieci regioni e 29 province coinvolte
  92. Oltre 140 mila tonnellate di rifiuti pericolosi
  93. Discarica del Cinelli, una bomba ecologica che rischia di esplodere
    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR