--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - E' il messaggio lanciato ieri dall'assessora regionale Alessandra Troncarelli, dalla consigliera della Pisana Marta Bonafoni e dall'avvocato Roberto Bruno contro la proposta del senatore leghista in materia di separazione, affido e bigenitorialità

“Stop al disegno di legge Pillon”

di Michele Mari

Caffeina-Tutankhamon-9-11-18-560x80-ok

Viterbo - L'incontro "Stop Pillon"

Viterbo – L’incontro “Stop Pillon”

 
Viterbo - L'incontro "Stop Pillon" - Alessandra Troncarelli

Viterbo – L’incontro “Stop Pillon” – Alessandra Troncarelli

Viterbo - L'incontro "Stop Pillon" - Marta Bonafoni

Viterbo – L’incontro “Stop Pillon” – Marta Bonafoni

Viterbo - L'incontro "Stop Pillon" - Roberto Bruno

Viterbo – L’incontro “Stop Pillon” – Roberto Bruno

Viterbo - L'incontro "Stop Pillon"

Viterbo – L’incontro “Stop Pillon”

Viterbo - L'incontro "Stop Pillon" - Paola Marchetti

Viterbo – L’incontro “Stop Pillon” – Paola Marchetti

Viterbo – “Stop al disegno di legge Pillon”. E’ il messaggio lanciato ieri dall’assessora regionale alle politiche sociali Alessandra Troncarelli, dalla consigliera regionale Marta Bonafoni e dall’avvocato Roberto Bruno, intervenuti alla libreria dei Salici al convegno organizzato dall’associazione Tuscia Europa contro il disegno di legge presentato dal senatore leghista Simone Pillon.

Il testo di legge, che sta facendo il suo iter, prevede 735 norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e bigenitorialità, e sta scatenando le reazioni di associazioni femministe, sindacati e partiti politici in tutta Italia. 

Anche a Viterbo, sono state criticate le possibili modifiche che il disegno di legge potrebbe portare, una su tutte l’obbligo di affidarsi a figure private, quali il mediatore familiare e il coordinatore genitoriale. In sostanza si dovrebbe arrivare all’introduzione della mediazione obbligatoria che interesserà, sui dati Istat, circa 77mila coppie all’anno con un elevato costo. Ma non solo, verrebbero modificati anche il principio della bigenitorialità e il diritto all’assegnazione della casa coniugale.

Ha introdotto i lavori la giornalista Sara Graziani definendo il disegno di legge “classista e retrogrado” mentre gli interventi sono stati coordinati da Paola Marchetti dell’associazione Tuscia Europa.

Poi è intervenuta l’assessora regionale Alessandra Troncarelli, portando alcuni esempi quotidiani di problemi famigliari riscontrati nell’esperienza di assessore comunale ai servizi sociali nella precedente amministrazione di Viterbo.

“Il disegno di legge Pillon è lo specchio di questo governo – ha detto l’assessora – che porta all’obbligatorietà della mediazione. Questo farà diventare la separazione riservata soltanto all’elitè della società. Inoltre questa legge porterà alla parità genitoriale e quindi, in caso di separazione dei genitori i bambini saranno costretti ad avere due domicili in cui vivere almeno per dodici giorni al mese. I minori saranno costretti a dividersi tra due differenti case e realtà”.

L’assessora ha toccato anche altri temi come quello delle spese per il mantenimento del minore che saranno divise equamente dai due genitori e quello della casa che rimarrà soltanto al coniuge proprietario o il titolare del contratto di locazione.

“Fino ad oggi – ha concluso Alessandra Troncarelli – la legge tutelava il minore ora non più. Sono a disposizione per ulteriori incontri di questo genere.  Sarà difficile far cambiare idea al governo, ma tramite altre iniziative se arriveremo anche ad una piccola modifica del disegno di legge, avremo fatto il nostro dovere”.

Poi è intervenuto l’avvocato Roberto Bruno che ha spiegato i risvolti legali di queste modifiche di legge.

“Il disegno di legge – ha detto l’avvocato – sarà dirompente, perché inciderà prettamente sui progressi civili della nostra società ottenuti negli ultimi settant’anni”.

Poi ha fatto un excursus storico della tutela della famiglia dal punto di vista legislativo con i vari “traguardi” raggiunti a tutela del minore e della donna.

“Questo è un colpo di mano – ha aggiunto Roberto Bruno – rivendicando le posizioni più estreme dei padri separati. Infatti l’assegno di mantenimento sarà abolito e la mediazione diventerà obbligatoria facendo risultare più complessa la separazione. Sarà quasi impossibile per una moglie separarsi dal marito. La figura della donna verrà riportata nella società patriarcale. Prima i soggetti che venivano tutelati dalla legge erano il minore e la donna ora non più”.

Infine è intervenuta anche la consigliera regionale Marta Bonafoni, capogruppo della lista Zingaretti alla Pisana.

Sicuramente Tuscia Europa, anche con l’appoggio della Regione Lazio e e delle altre associazioni femministe tenterà di dare il suo contributo per bloccare questo disegno di legge del governo.

Michele Mari

7 dicembre, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR