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Tragedia a Campo Felice - Tra gli indagati c'era anche un pilota viterbese - Nello schianto morirono sei persone, tra cui Ettore Palanca di Carbognano

Strage elicottero 118, inchiesta archiviata

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Alfonso Friolo

Alfonso Friolo

L'elicottero precipitato a Campo Felice

L’elicottero precipitato a Campo Felice

Ettore Palanca

Ettore Palanca

L’Aquila – Strage elicottero 118, il gip dell’Aquila ha archiviato il caso. Lo riporta il quotidiano Il Centro.

Nell’inchiesta sull’elicottero del 118 precipitato a Campo Felice il 24 gennaio 2017 erano indagate sei persone, tra cui un viterbese. “Secondo il gip, che ha avvalorato le valutazioni del pm – scrive Il Centro -, l’inchiesta va archiviata e non se ne farà nulla. L’unico involontario responsabile sarebbe dunque il pilota del velivolo per via di una manovra sbagliata”.

Nella tragedia di Campo Felice sono morte sei persone, tra cui il pilota dell’elicottero e il ferito che l’equipaggio aveva appena recuperato dopo un incidente sulla neve: Ettore Palanca di Carbognano. Il 50enne viveva però nella Capitale, con la moglie Roberta e il loro unico figlio, e lavorava come direttore di sala in un hotel a cinque stelle a Monte Mario.

I familiari delle sei vittime, parti lese, si erano opposti alla richiesta di archiviazione della procura dell’Aquila. “Secondo gli avvocati di parte lesa, Amedeo Ciuffetelli e Gennaro Lettieri, la colpa non era stata del pilota ma dell’operatore che garantiva il servizio – spiega Il Centro -. Le informazioni date al pilota furono carenti, sempre secondo le parti lese. È vero che a decidere fu lui, ma ci sarebbero state condotte superficiali in origine che lo indussero a sbagliare”.

Con l’archiviazione, “sono scagionate da omicidio colposo sei persone: Giulio Fini, di 57 anni, di Roma; Maurizio Lebet (58), nato ad Acireale e residente a Cefalù (Palermo); Gianfranco Molina (43), nato a Milano e residente a San Gregorio di Catania; Roberto Noceto (51), nato a Bari e residente a Roma; Pietro Trabucchi (56), di Sondrio; Alfonso Friolo (55), nato a Lizzano (Taranto) e residente a Viterbo. Si tratta – conclude Il Centro – di manager e tecnici della società che operava il volo in forza di un contratto con l’Asl di Pescara impegnati nella definizione e realizzazione di politiche di sicurezza, addestramento, formazione piloti”.

Il relitto dell’elicottero è stato poi recuperato da Antonio Del Gaudio, comandate del reggimento aviazione dell’esercito Antares di Viterbo, che era ai comandi del Ch47. Per portarlo a valle ci sono volute circa cinque ore di incessante lavoro, da parte del personale del reggimento e dei militari del soccorso alpino delle Fiamme gialle.


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24 dicembre, 2018

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