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Viterbo - A lanciare l'allarme è la Rete degli studenti delle superiori nel documento politico presentato al III congresso provinciale dell'organizzazione

“Trasporti e scuole penalizzano gli studenti”

di Daniele Camilli

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Viterbo - Le nuove segreterie della rete degli studenti medi

Viterbo – Le nuove segreterie della rete degli studenti medi

Viterbo - Il congresso della Rete degli studenti

Viterbo – Il congresso della Rete degli studenti

Viterbo - Alcuni bus Cotral a Riello

Viterbo – Alcuni bus Cotral

Ferrovia - La Roma-Civita Castellana-Viterbo

Ferrovia – La Roma-Civita Castellana-Viterbo

Montalto di Castro - Gli studenti dell'istituto alberghiero

Montalto di Castro – Gli studenti dell’istituto alberghiero

Viterbo - La protesta degli studenti

Viterbo – La protesta degli studenti

Viterbo - Studenti all'uscita di scuola

Viterbo – Studenti all’uscita di scuola

Viterbo – “L’articolazione del servizio del trasporto pubblico locale nel Lazio crea forti disuguaglianze nella gestione e nell’erogazione del servizio stesso”. Non solo, ma anche “lo stato di salute delle scuole è pessimo, basti pensare che nessuna delle scuole superiori della provincia presenta una certificazione antisismica e nell’ultimo periodo molte scuole sono rimaste al freddo o hanno subito pesanti infiltrazioni d’acqua”.


Fotogallery: La vita degli studenti nella Tuscia


A lanciare l’allarme, nero su bianco, è la Rete degli studenti medi della Tuscia nel documento politico presentato all’ultimo congresso dell’organizzazione studentesca di sinistra che si è svolto al circolo Arci Cosmonauta di Viterbo.

“Oggi – sta scritto nel documento – su treni, autobus e metro un pendolare su tre è uno studente e l’articolazione del servizio del trasporto pubblico locale nel Lazio crea forti disuguaglianze nella gestione e nell’erogazione del servizio stesso: da un lato le tre grandi aziende Atac, Cotral e ferrovie dello stato, dall’altro le numerose imprese che operano sul singolo suolo comunale o in più comuni limitrofi. Questa situazione fa sì che i piani tariffari sono divergenti per gli studenti nonostante usufruiscano, in larghissima maggioranza, di abbonamenti annuali e mensili, senza contare che l’assenza di un’agenzia unica del trasporto costringe una parte degli studenti ad abbonarsi a più aziende di trasporto comportando una spesa ulteriore per le famiglie”.

Nella Tuscia, gli studenti delle scuole superiori sono circa 12.500, distribuiti in 30 plessi scolastici sparsi in 14 comuni differenti.

“La ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, gestita da Atac – prosegue il documento degli studenti – è il mezzo di trasporto più problematico, vista la lunghissima durata dei viaggi e i frequenti ritardi dovuti alla presenza del binario unico. Il trasporto pubblico su gomma, nonostante il risanamento dell’azienda regionale di trasporto pubblico della Cotral e l’acquisto di nuovi mezzi, presenta tutt’oggi gravi carenze, sia nello stato di salute dei mezzi, che continuano ad avere guasti e a presentare infiltrazioni d’acqua, sia nella frequenza delle corse, che obbligano spesso gli studenti ad arrivare a scuola in ritardo oppure a uscire anticipatamente per poter raggiungere le fermate, obbligandoli ad aspettare per ore dopo l’uscita dalla scuola o impedendogli in molti casi di frequentare corsi pomeridiani a causa della mancanza di corse nel secondo pomeriggio per il rientro nei paesi di residenza”.

Insomma, una situazione che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione studentesca che potrebbe finire con l’incidere anche sul diritto diritto allo studio. Senza poi considerare “le conseguenze sul piano disciplinare”, come la Rete stessa ha denunciato nel documento approvato dal III congresso provinciale. Studenti che si alzano alle 5 di mattina per poter entrare a scuola alle 8. Ritardi che influiscono poi sul voto di condotta o peggio ancora sull’esito finale dell’anno scolastico.

Nel Lazio gli studenti sono oltre 200 mila. Diciotto mila quelli senza cittadinanza italiana, seimila quelli con disabilità, di cui 3.500 con assistenza specialistica. Nei licei il 55% degli iscritti sono ragazze, con i picchi più alti nei licei delle scienze umane e nei licei artistici. Rispettivamente l’82 e il 65%. Negli istituti tecnici e professionali prevalgono invece i ragazzi con il 69 e il 53% di presenze. Per quanto riguarda gli studenti senza cittadinanza italiana, meno di 5 mila frequentano gli istituti professionali, poco più di 7 mila gli istituti tecnici e 6 mila i licei, la metà dei quali un liceo scientifico. Negli ultimi nove anni, gli alunni delle superiori sono aumentati di 23 mila unità. 

“Anche lo stato di salute delle scuole – sottolinea la Rete degli studenti medie – è ad oggi pessimo. Basti pensare che nessuna delle scuole superiori della provincia presenta una certificazione antisismica e che nell’ultimo periodo, visto l’arrivo dell’inverno, molte scuole sono rimaste al freddo o hanno subito pesanti infiltrazioni d’acqua che hanno portato anche a proteste e scioperi diffusi da parte degli studenti, come a Montefiascone e a Montalto di Castro”.

Infine un ultimo dato, messi a disposizione sempre dalla Rete. La Tuscia è la provincia con il più alto tasso di dispersione scolastica. Oltre il 23%. Due punti in più rispetto alla media regionale.

Daniele Camilli

7 dicembre, 2018

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